Scuola materna tagged posts

Robedamamma capitolo 14: di quando ho scoperto che i nani a tre anni fanno già i provoloni

Lei si presenta con abitino fucsia, cerchietto con fiocco e ballerine minnie style (alle quali peraltro la sottoscritta sta facendo il filo dal dì dell’acquisto). L‘outfit è interamente scelto da lei (in virtù dell’acccordo per cui io le lascio scegliere i vestiti e lei mi  promuove mamma del secolo, dimezzando i miei doveri morali nei suoi confronti, ricordate?).

Al parco sotto casa incontra un compagno di classe. Trattasi di nano che aveva già in precendenza messo un’opzione sulla Marmocchia così, tanto per stare tranquillo.  Lui, forse abituato a vedersela alle otto di mattina con le vuitton sotto gli occhi, la reattività di un bradipo annoiato e la divisa ufficiale dell’asilo (nel nostro caso magliettaccia in tinta col colore della...

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E il meglio deve ancora venire

Ci risiamo. Ninnatore spiaggiato sul divano dall’ennesimo colpo di coda influenzale. La Marmocchia mocciolosa, fa il pieno all’asilo e poi unge tra le quattro pareti domestiche. Le roselline dell’ 8 marzo hanno capito l’antifona e si sono suicidate il 9. Io e i miei granuli omeopatici pratichiamo una resistenza silenziosa e quanto mai disperata. Temo a breve soccomberemo.

E poi c’è Patatone.

Metà nonno, metà pianta da appartamento. E un po’ Harry Potter da vecchio, come disse una mia saggia amica.

Patatone è l’unico della casa che pare avere una scorza dura e una tempra inaudita. Lui osserva da dietro gli occhiali e un paio di volte giurerei di averlo visto sogghignare sotto i folti baffi.

Imperturbabile, sanissimo e in attesa che sul suo crapino germogli una fluente chioma. Ma il vegliardo non sa che il meglio deve ancora venire.

Abbiamo scoperto che la nostra compagna d...

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Quegli esserini tanto carini…

Loro sono piccoli e tanto vivaci. Amano viaggiare in famiglia e “viaggiare” da un membro all’altro della stessa famiglia. Sono dotati di piccole e dolci zampette con le quali ti si avvinghiano a cozza e non te se mollano manco con i bombardamenti. Vivono in media una trentina di giorni durante i quali il loro nucleo familiare può sfiorare i 300 membri. Tutti quanti allegri, zompettanti e con una voglia pazza di riprodursi.

Difficile scordarsi di loro, che sanno, come dire, rimanerti bene in testa.

Di chi stiamo parlando?

Andiamo mamme, aprite gli occhi, un urrà per i… PIDOCCHI!!

E allora no? Ma che ce li facevamo mancare alla scuola di Paesello? Perdiamine, non abbiamo le insegnanti, non abbiamo i pennarelli, manca pure la carta igienica, ma almeno loro dovevamo averli!

E così, ...

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Festa di Natale marmocchia… la nostra prima volta

E insomma, il fatidico giorno è arrivato. C’è da dire che ero partita con il fermo proposito di mantenere un certo aplomb: niente smanacciamenti a salutare la nana, niente paragoni con gli altri marmocchi, gomitate nelle costole ai vicini per indicare la figlia fenomena, ma soprattutto niente fiumi di lacrime affogate in quintali di kleenex. Insomma, volevamo fare una cosa sportiva.

E come no.

Si aprono i cancelli la gente spintona manco fossimo all’ultima di campionato con le due capolista a pari punti. Per diamine, lì dentro c’è la mia Marmocchia: inizio a spintonare anche io. Grazie ad un gesto atletico del Ninnatore ci ritroviamo entrambi in seconda fila. Niente male, sogghigno soddisfatta alla vista degli altri genitori che si contendono i posti in ultima fila. “Tsè, principianti”. Ma ricordiamo che sono qui in veste sportiva, niente spirito di competizione, solo sano divertimento.

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Welcome to the scuolina: risvolti sociologico-attitudinali

Per quanto frammentata e ancora non del tutto pacifica, la permanenza marmocchia alla scuola materna inizia a dare i suoi primi frutti.

Vi ho già parlato di Jack e dei suoi benefici influssi. Nello specifico il nostro lui è principesco non solo nei modi ma anche nell’aspetto (il che mi fa ben sperare che il metro di giudizio estetico maschile della Marmocchia non abbia davvero come modello Checco Zalone): è gentile, educato, ed è (sospiro profondo e sguardo da triglia) uno di quelli che da grande cederà il passo alla propria donna, le aprirà la portiera della macchina e non permetterà mai e poi mai che le brutture della vita possano in qualche modo scalfire la sua anima candida.

E insomma questo Jack c’ha tre anni e una classe mica da ridere. Ma non solo.

La nana inizia a racconta...

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“Francobollo Janet” e “Porta Pazienza Jack”

Janet e Jack avevano ormai raggiunto un’intesa perfetta.

Volubile e bisognosa di attenzioni lei (come d’altronde quasi tutte le donne del nostro pianeta), paziente e premuroso lui (come quasi nessun uomo sul nostro pianeta), Janet e Jack si erano conosciuti in un momento in cui le loro vite erano state sconvolte da profondi e irreversibili cambiamenti: la brusca interruzione della routine quotidiana, il distacco forzato dalle loro famiglie ed un ambiente sconosciuto a cui abituarsi.

Catapultati in questa nuova e dura realtà, soli e spaventati, Janet e Jack avevano stretto un legame profondo basato sul reciproco supporto morale.

Janet, meglio conosciuta come Francobollo Janet, per via della sua tendenza ad accozzarsi a mo’ di colla bostick a qualsiasi bipede dalle sembianze più o meno uman...

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Ricotta e poesia

Scena: interno – sera.

In cucina tre soggetti un po’ stropicciati stanno consumando un pasto frugale poiché reduci dall’abbuffata del millennio al Kaiten Sushi vicino a Paesello (ché Paesello magari non avrà la farmacia, però c’ha il Kaiten Sushi e a noi sta bene così).

 Davanti ad un piatto di pastina e ricotta la più nana dei tre ad un tratto posa il cucchiaio e, seria e profonda, con una certa nonchalance butta lì canticchiando:

 “Dimmi il tuo nome, con un solliso lo indosselò”. E poi, come se niente fosse, riprende a darci sotto con la ricotta.

 Pausa.

Quattro occhi allibiti fissano i due occhi profondi e saggi...

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Il nostro posto speciale

C’è che in questa giornata un po’ funesta, per motivi noti al grande pubblico e altri noti solo al piccolo, s’aveva da esorcizzare quest’aria un po’ pesante. C’è che il pre e post scuola materna funzionano quasi peggio del durante. C’è che nel pre la Marmocchia singhiozza e si lamenta, nel durante piange e c’ha il magone e nel post urla e fa la pazza.

A me ovviamente tocca il post.

E aver recuperato la nana alle h. 13.50 ed essermi trovata alle h. 14.20 con un’insalata lasciata a metà, un passeggino fradicio e la Marmocchia con un ginocchio cionco (causa corsa sfrenata terminata con rotula sfracellata contro lo spigolo di una sedia) non mi era parso affatto un buon inizio.

E allora ho tirato fuori l’asso dalla manica, il nostro posto speciale, quello dove ci rifugia...

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Welcome to the scuolina: primi (catastrofici) approcci

Milano è in fermento. Siamo in piena Social media week, Fashion week e in quel di Paesello, per non essere da meno, questa settimana si è tenuta la prima edizione della Sopravvivi all’inserimento alla scuola materna week.

Ovviamente, poiché nessuno me lo ha chiesto, non ero in prima fila come reporter di punta nei primi due eventi.

Perciò, temo che dovrò necessariamente relazionarvi sul terzo.

Il primo giorno di scuola è andato piuttosto bene direi. Sarà che ormai da giorni la Marmocchia si cimentava in una sorta di training autogeno recitando come un mantra “Io vojo andale alla scuola matenna” – “È bello andale alla scuola matenna” – “Io sono glande e vado alla scuola matenna”...

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Welcome to the “scuolina” (forse)

Avete presente “Le 12 fatiche di Asterix“? È un film d’animazione ambientato in Gallia (ma lo avrebbero potuto  di certo girare in Italia, in una delle sedi INPS magari).
Comunque, una delle “fatiche” porta Asterix ed il fedele Obelix in un palazzo dell’amministrazione pubblica (chiamato “la casa che rende folli” tanto per capirci) in cui devono semplicemente ottenere un “lasciapassare”. I poverini vengono ovviamente rimbalzati da uno sportello all’altro, da un piano all’altro fino a rischiare l’esaurimento nervoso.

Bene, come mai vi dico questo? Perché oggi era il primo giorno utile per confermare l’iscrizione della Marmocchia alla scuola materna…

Come indicato telefonicamente dall’addetta alle iscrizioni, e mun...

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