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I venerdì col marmocchio: la Libreria dei Ragazzi

In uno dei luoghi per bambini più belli di Milano ho incontrato la magia dei bei libri, l’amore per la lettura e il rispetto per i piccoli lettori. Questo luogo è la Libreria dei Ragazzi di Milano e per farvela conoscere un po’ di più ho intervistato Renata Gorgani, presidente della libreria.

La prima cosa che mi dice Renata è che alla Libreria dei Ragazzi i bambini sono liberi non solo di guardare, ma anche di toccare e scoprire. Questa libertà crea fiducia nei piccoli ed è il modo migliore perché loro possano avvicinarsi alla lettura in maniera spontanea e noi genitori imparare a conoscerli meglio. Mica poco, eh? D’ora in poi questa sarà la mia risposta ufficiale quando mi chiederanno “Porti di nuovo la Marmocchia in libreria? E che fate?” Ecco, noi facciamo questo: ci conosciamo un po’ di più!

Renata mi dà un consiglio davvero prezioso, che voglio condividere con voi: portate i vostri piccoli in libreria e lasciate che osservino, che prendano in mano i libri da cui sono attratti, che scelgano il loro preferito. Forse quello che sceglieranno a voi non piacerà. Non importa. Per avvicinare i giovani lettori alla lettura è necessario lasciarli liberi di esprimere i propri gusti e operare le proprie scelte. Un libro lo scelgono loro, va bene. Un altro libro prendetelo voi per loro, dicendogli “Questo l’ho scelto io per te“. Meraviglioso, no? Rispetto e condivisione allo stato puro.

Dare i libri in maniera giocosa e gentile è un altro dei punti fermi della Libreria. I libri sono esposti sugli scaffali di piatto e in maniera accessibile ai bambini, perché siano a portata dei loro occhi e delle loro manine.

Un’idea straordinaria (che sono andata immediatamente ad aggiungere a questo elenco) è il bollettino con i migliori libri del mese, accompagnati ognuno da una scheda con una breve recensione. Un vero e proprio tesoro per chi è in cerca del giusto suggerimento di lettura.

La Libreria dei Ragazzi di Milano è tra le librerie per raga...

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Di libri, classifiche e marmocchi (e gente un poco perplessa)

Un bel libro è un compagno per la vita.

L’altra sera sfogliavo l’inserto domenicale di un Corriere di qualche mese fa, alla ricerca di un articolo che volevo rileggere.
L’occhio mi cadeva sulle classifiche dei libri. Ammetto che non le leggo mai per non perplimermi più di quanto non faccia solitamente (che tanto, quando va bene, i primi tre posti sono della trilogia sulle sfumature, al quarto c’è il libro che le percula e al quinto un Dukan a caso). Ma quella sera, che ne so, l’occhio mi ci è inciampato sopra.

La classifica dei libri per ragazzi faceva più o meno così (mi perdonino gli autori se nel citare a memoria ci sarà qualche piccola discrepanza con i titoli originali, poca roba, vi assicuro):

N. 10: Attacca e stacca con Peppa Pig

N. 9: Stacca e riattacca con Peppa Pig

N. 8: Peppa Pig: stacca, attacca e impara (a staccattaccare, suppongo)

N. 7: Il Piccolo Principe

N. 6: Hai letto il Piccolo Principe? Allora vieni a staccattaccare con Peppa Pig, che ci si diverte.

Entriamo nella parte calda della classifica.

N. 5: Diario di una schiappa (la storia di un bambino che non sapeva attaccare gli stickers della Peppa e a scuola tutti lo canzonavano)

N. 4: Colora mentrestacchiattacchi con Peppa Pig

N. 3: Peppa Pig: gli stickers (e qui coro delle mamme italiane: “Cazzo, ecco dov’erano gli adesivi, andavano comprati a parte“. La domanda sorge spontanea: ma che caspita avete staccattaccato fino ad oggi? E va bè)

N. 2: Le canzoncine di Peppa Pig

N. 1: Peppa Pig: the best of. Eccerto!

Dunque, alla lettura (e rilettura) della suddetta classifica mi indignavo. Con chi, però, non mi era chiaro da subito.
Con gli autori? Con gli editori? Con quelli che stilano le classifiche? Con i genitori che comprano i libri facendoli andare in classifica?

Nota bene: noi abbiamo un dvd della Peppa, il libro con le canzoni, un paio di storie in inglese e abbiamo letto titoli vari della maialina e famiglia presi in prestito in biblioteca. Mia figlia l’adora, mica la schifa, quindi non è che mi ci sto chiamando fuori, sia ben chiaro. Ma sul totale della libreria marmocchia (contando i libri che transitano in prestito) devo dire che costituiscono una minima, minimissima parte.

Ma andiamo a monte. Perché mai un quadernino di adesivi o un album da colorare dovrebbe andare in classifica (occupandola totalmente in tutte le sue variazioni, per giunta) tra i libri di lettura? Cioè, esattamente, cosa c’è da leggere? Avrei capito le storie, anche se non sarei stata ugualmente felice di vedere otto posizioni su dieci occupate dalla Peppa.

Ma io mi domando e dico: ci sono libri meravigliosi lì fuori. Libri che parlano al cuore, che sviluppano la sensibilità e rafforzano la capacità di pensare (in parte li trovate qui e qui, ma la lista è in continuo sviluppo e nel mio piccolo faccio di tutto per segnalare e diffondere i libri che ci conquistano).

Se siete di Milano avete la fortuna di avere a disposizione

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