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Il mio Marzo fotografico #instagram 3/13

La foto più bella di questo mese è quella che non ho scattato. Mentre ero al volante, in una giornata di pioggia torrenziale, ho visto passare dal finestrino lo scatto perfetto. L’ho perso, ma proverò comunque a descriverlo, prima di condividere con voi le foto di questo mese.

Una giornata di pioggia torrenziale, dicevamo, e mentre guido lentamente lungo il Naviglio, dalla parte opposta, nel viale chiuso al traffico, una sagoma scura e ingobbita scivola sulla stradina sterrata. A far da sfondo, alle sue spalle, un muro di case diroccate, l’erba incolta color paglia e una trama fitta d’edera che percorre le pareti, quasi a formare una ragnatela che incornicia quell’oscuro (ma più che altro scuro) individuo. Un prete. La veste lunga e nera che spunta da sotto il soprabito, nero anche questo. Nera la papalina e nero l’ombrello. Appeso al polso qualcosa penzola sbrilluccicando. Forse un rosario, chissà. La schiena curva, il corpo che pare immobile, i passi svelti, sotto quell’abito che copre i piedi: sembra scivolare più che camminare.

E dove stesse andando non so. Quello che so è che mi è parso, in meno di un secondo, un quadro. Come se da questa parte ci fosse la Milano di oggi, col traffico tipico dei giorni di maltempo, i clacson che strombazzano, mentre la pioggia rimbalza sulle carrozzerie di mille colori. Dall’altra parte la Milano di una volta, quella degli scatti in bianco e nero. Il battito della pioggia rompe un silenzio surreale e lungo gli argini brulli del Naviglio quel curato di campagna che s’affretta a raggiungere la parrocchia per dir messa. E avrei voluto tanto potermi fermare per farvi vedere l’enorme poesia di quell’istante…

Il mio Marzo fotografico:

1. Nella foto in cima al post un momento di cuginitudine senza precedenti. Vi ho mai detto che se c’è una cosa che non manca alla Marmocchia sono i cugini? Ne abbiamo di tutte le età, forme e dimensioni. Un genere unico, però. I cuginetti sono infatti rigorosamente tutti maschi. Tra questi il suo preferito (morbosamente preferito, direi) è il giovanotto che vola sull’altalena di questo scatto. Si adorano, di quell’adorazione che forse solo chi ha nelle vene lo stesso sangue può provare.

2. Marmocchi.

Marmocchi che si guardano attraverso una rete. Si osservano, si studiano. Poi si sorridono e si propongono uno scambio muto, ma denso di significato. E dalla rete vedi incrociarsi due manine che porgono una all’altra il proprio lecca lecca.

3. Questo Marzo che doveva portare la primavera e invece ha portato solo freddo, neve e p...

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