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Voglia di solitudine. E’ un privilegio e non c’è niente di male.

Sono una mamma. Una moglie, una figlia, un’amica, una collega. E una donna. Che lavora. Va da sé che la mia vita è piena, anzi colma direi, di cose da fare, persone di cui occuparmi o che devo frequentare più o meno volentieri e lunghi, lunghissimi elenchi di doveri che solo raramente mi riguardano in prima persona.

Ogni tanto, lo ammetto, ho voglia di solitudine. Mi rendo conto, sia chiaro, che provare questo desiderio è assolutamente un privilegio, che non è cosa da tutti. C’è così tanta solitudine al giorno d’oggi, così tante persone che rientrano a casa, magari dopo un’estenuante giornata di lavoro, e non hanno nessuno che li aspetta.

Forse è per questo che, a volte, mi sento stupida, ingrata ed egoista a desiderare un po’ di solitudine.

Eppure non posso farci ...

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E poi venne il giorno

Metti che per vent’anni circa tu abbia desiderato, sognato, sperato di conoscere dal vivo una persona, diciamo famosa. Metti che per una fortuita congiunzione astrale, dopo tanta attesa, ti sia ritrovata faccia a faccia con quella persona. Cosa avresti fatto? Ma soprattutto cosa avresti detto?

“Ciao”

“Ciao” (certi concetti è bene ripeterli)

“Cmplmt” (trad. “complimenti”)

“No, va bè….” (trad. non pervenuta)

“Grazie”

“Grazie”

“Grazie” …

Ma andiamo con ordine. Dopo vent’anni d’attesa, appunto, ieri pomeriggio sono andata a teatro a vedere uno spettacolo con il mio idolo di sempre. E badate bene che non a caso dico idolo...

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