Category Giocare con i bambini

La scatola dei ricordi marmocchi DIY #liberidisporcarsi

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Oggi vi racconto di come abbiamo costruito una scatola per custodire i suoi ricordi più cari senza paura alcuna di sporcarci e di sporcare. In libertà totale, come piace tanto a lei e come dovremmo imparare a fare un po’ meglio e un po’ di più anche noi grandi.

Non so voi, ma quando lei mi chiede di usare pitture, timbrini e glitter, la mia prima reazione è sempre di terror panico. Poi provo pure a mascherarlo, ma tant’è. Lo so che è divertente (ché alla fine mi diverto pure io), ma nella mia testa c’è sempre il tarlo della pulizia finale.

Se c’è una cosa che ho scoperto diventando mamma è che sporcarsi per i marmocchi è una parte fondamentale del gioco. Diciamo pure la più divertente. Lasciarli liberi di farlo vuol dire aiutarli a sperimentare e accendere la loro creatività. Una cosa troppo importante, alla quale proprio non possiamo rinunciare.

L’altra cosa che ho capito è che, per rendere il gioco davvero libero e divertente per tutti, c’è bisogno di una sicurezza per noi mamme, ovvero che tutto tornerà pulito.

Accertato questo, sporcarsi insieme sarà un’esperienza bellissima, è assicurato!

Cosa vi serve:

       Una scatola di scarpe

       Fogli di carta bianca e colorata

       Pitture e un piccolo rullo di spugna

       Pennarelli, glitter, timbrini e tutto quello che avete a disposizione per decorare

       Colla, nastro biadesivo, forbici

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Foderate separatamente coperchio e scatola con la carta bianca, utilizzando nastro biadesivo e un goccio di colla per rifinire.

Versate un po’ di colore in un piattino, affidate al vostro piccolo il rullo e chiudete gli occhi. Quando li riaprirete niente avrà più il colore di prima, marmocchi compresi, ma ne sarà valsa la pena, credetemi.

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Quando la pittura sarà asciutta potrete far decorare la scatola a piacere. Visto che l’idea era quella di una scatola di ricordi, noi abbiamo scelto la classica impronta della manina. Abbiamo poi rifinito con timbrini, pennarelli e glitter.

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Praticate infine una fessura sul lato lungo della scatola. Servirà per imbucare desideri e segreti marmocchi.

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 Ora. Avete trascorso un paio d’ore divertenti e creato insieme una scatola di ricordi da riempire con oggetti, bigliettini, desideri e segreti. Il marmocchio è felice. Voi siete felici. Poi guardate la sua maglietta e…

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 … aiuto! Questa volta in pieno spirito #liberidisporcarsi, l’ho lasciata davvero libera di sperimentare, senza fiatare. Nemmeno quando ha deciso che la maglietta era un ottimo posto su cui pulirsi le mani. E va bè!

Dopo i nostri “pasticci” insieme, ho utilizzato alcuni prodotti della linea Chanteclair Bebè. Per rimuovere le macchie dal tavolo e dal pavimento è bastata una spruzzata dello spray igienizzante Superfici Sicure che rimuove lo sporco e igienizza i piani di lavoro lasciando un profumo buonissimo.

Per gli abiti invece ho utilizzato direttamente sulle macchie Chanteclair Bebè Scioglimacchia (smacchiatore pretrattante), ho strofinato leggermente il tessuto e lasciato in posa cinque minuti, poi ho messo a lavare i capi in lavatrice con il Detersivo Delicato Bebè et voilà, tutto pulito come prima dei nostri giochi insieme!

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Mi sono divertita, devo dirvelo, e questa volta l’ho fatto in totale relax perché sapevo che la pulizia finale non mi avrebbe riservato sorprese. Chanteclair Bebè: un bell’aiuto, no?

Questo post è offerto da Chanteclair.

 

 

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Facciamo finta che… di giochi (e deliri) marmocchi

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Iniziano sempre così i suoi giochi preferiti: Facciamo finta che…

Segue assegnazione alla sottoscritta del peggio ruolo rinvenuto. Ché alle principesse io sono la strega (o la matrigna cattiva), alle fate io sono il mostro con i denti gialli, alla gita al parco naturale un dinosauro estinto nei peggio modi. Ma anche il pirata con la gamba di legno (che la benda sull’occhio pareva poco), il cameriere che non capisce una mazza delle ordinazioni e sempre, e comunque, l’ammalata (di malattia rara da indagare tassativamente col martelletto per i riflessi usato nei modi meno ortodossi conosciuti).

Che poi, tra l’altro, prendo sempre pessime recensioni per le mie interpretazioni. Chissà com’è. Vi confesso che è un pelino frustrante stare dietro ai suoi facciamo finta che.

Poi, però, lei fa o dice cose...

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Di quando mi sono arresa alle bamboline desnude

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Un week end passato tra i giochi del momento e ho pensato che forse dovrei fare un mea culpa. Forse.

Per il suo compleanno la Marmocchia ha ricevuto bellissimi regali. Set per colorare e ritagliare (lei adora, io pure), libri di meravigliosità inaudita, due computerini davvero stupendi e capi d’abbigliamento di ottimo gusto. Fortunata, sì molto fortunata.

Devo ammettere però che in un momento più di tutti ho visto la gioia nei suoi occhi come un lampo, che avrebbe illuminato un intero paese. Il momento in cui ha scartato la sua prima Winx.

Ora, lo so, chi mi conosce si sarà già raccolto in un minuto di silenzio per me. Ma amici ho una novità: sono felice di questa nuova arrivata! No, niente botte in testa (e non mi pagano per dirlo), ma ricordate? Sto cercando di fare mea culpa.

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Marmocchi a motori (o meglio a pedali)

Quando mi hanno proposto di testare una macchina a pedali per marmocchi, e ho visto foto e descrizione, il primo pensiero è stato che io, da piccola, per una cosa così avrei probabilmente potuto uccidere: la meraviglia! Avete presente?

Sapevo che alla Marmocchia sarebbe piaciuta tantissimo e così è stato. Ma non è per questo che ho detto di sì e, se avete pazienza, in fondo al post vi spiego il motivo.

Il test è stato condotto con enorme serietà e rigore, su più pavimentazioni e con diversi guidatori, ché a noi le cose piace farle per benino. Ne è emerso che le macchininine a pedali si prestano a diversi utilizzi che vado ad illustrarvi:

1. guida classica, per i giovani marmocchi che non hanno fretta e viaggiano a velocità moderata per godere delle meraviglie del paesaggio.

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Toccare i colori #esperienzacreativa

Se c’é una cosa di cui ero estremamente convinta, prima di diventare mamma, era che l’avvento di un marmocchio su questa terra (e nella mia vita) non avrebbe scalfito l’ordine e la pulizia in cui vivevo. Credo mi ci siano voluti pochi minuti dalla nascita di mia figlia per ricredermi.

Col tempo, però, ho capito anche che sporcare e sporcarsi può essere una delle esperienze creative più intense e complete per un bambino. Che bisogna lasciarli fare, a volte, e che osservarli mentre sono liberi di esprimersi, toccare, sperimentare, sentire in maniera spontanea, è uno dei modi migliori per conoscerli, almeno un poco di più.

E ho imparato a chiudere un occhio (ma pure tutti e due, eh) per lasciarla un po’ più libera. Certo, se come me avete una spiccata tendenza ad avere tutto sotto controllo, alcune esperienze creative potrebbero all’inizio scioccarvi un tantino. Ma, credetemi, poi ne vale la pena.

La prima volta che mia figlia ha toccato i colori la ricordo ancora oggi con enorme meraviglia. Vedere le sue manine perdersi in mezzo ai colori, prima diffidenti e poi con enorme gusto, è stato davvero meraviglioso.

Aveva poco più di un ann...

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Di quella volta che siamo state in tv

Come vi avevo annunciato qualche tempo fa, la Marmocchia ed io (insieme ad un gruppetto di amiche marmocchio dotate) siamo state negli studi televisivi dove registrano il programma per bambini 1, 2, 3… perché? Impara l’inglese con me.

Devo dire che è stata un’esperienza strepitosa. Abbiamo assistito alla registrazione di una puntata con Polly (ovvero Teresa Pascarelli), la fenomenale conduttrice, e il pesciolino Bubble in carne ed ossa (o lisca e squame che dir si voglia).

I bambini si sono divertiti da matti e hanno inchiodato la povera Teresa con milioni di domande (soggetto preferito devo dire che è stato il simpatico squaletto protagonista della puntata).

Polly è così come la vedete in tv: scanzonata, eccentrica e dolcissima. Con i bimbi ci sa fare, li incanta letteralmente. (Bretelle rosse qui sopra, mia figlia, totalmente persa!).

Abbiam...

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Una poltrona per chi? Gioca e vinci con le star dei cartoon Boomerang

Quando ero piccola il rito della buonanotte erano i cartoni animati del dopocena, mentre mamma lavava i piatti e papà preparava i vestiti da indossare il giorno dopo. Ogni tanto uno dei due si sedeva accanto a me, a ridere delle baruffe tra il gatto Tom e il topolino Jerry, tra il canarino Titty e quel tontolone di Silvestro o dell’ennesimo masso caduto in testa a quel poveretto di Wile E. Coyote.

Gli ottanta erano anni davvero molto diversi da quelli in cui erano stati piccoli loro. Eppure alcuni di quei personaggi erano già più che famosi ai loro tempi. Meraviglioso, no?

E oggi trovo incredibile, e incredibilmente bello, che i personaggi dei cartoon “dei miei tempi” siano amati anche dalla Marmocchia. Amo poter fare un tuffo nel passato insieme a lei...

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Compagni di collezione: un’iniziativa a favore delle scuole grazie alla raccolta Zampe & Co.

Oggi vi segnalo l’iniziativa Compagni di collezione legata all’album di figurine Zampe & Co., la nuova raccolta nella collana Panini Animal World.

L’album è davvero meraviglioso, un vero e proprio viaggio nel mondo animale con tantissime informazioni da leggere insieme ai propri bimbi, foto bellissime e molteplici possibilità d’interazione: un modo molto tenero per avvicinare i piccoli al mondo degli animali e rispondere alle loro tante curiosità in proposito.

Le mie sezioni preferite sono quelle in cui si parla dei parchi nazionali e riserve naturali in Italia e poi, ovviamente, le pagine dedicate ai Super Mamma e Papà del regno animale. Lo sapevate ad esempio che l’alligatore americano è una delle mamme più coccolone del mondo animale?

Le figurine sono di vari tipi: glitterate, pelose, brillanti e che si illuminano al buio. Il viaggio è guidato da tre simpatici personaggi, Gaia, Tommy e Alex ovvero il Team Z,  che ci portano alla scoperta dei vari habitat degli animali nelle diverse regioni della Terra.

Ma veniamo all’iniziativa legata alla raccolta di figurine rivolta a tutti i bambini delle scuole elementari. Conservando e consegnando ai maestri le bustine vuote, la propria scuola riceverà in regalo diversi premi a seconda del numero d’incarti raccolti: kit cancelleria, desktop pc con monitor e lavagne multimediali. Tutte le informazioni sul sito dell’iniziativa.

L’album di figurine Zampe & Co...

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Tutti pazzi per il principe (e non solo)

No, è che l’altro giorno entro in camera della Marmocchia e la trovo che tenta d’impiccare Callozzo (l’ormai celebre Cicciobello di nonna). Prima di sedermi con la testa tra le mani, cercando di capire dov’è che il mio progetto educativo (perché non sembra, ma ne ho uno, eh) abbia fatto acqua, tento di indagare.

Aehm… Marmocchia che fai di bello?

Gioco. Alle marionette!

Sospiro di sollievo. Sì, perché la scorsa domenica siamo stati dai Colla a vedere Cenerentola, il loro nuovo spettacolo. Il teatro della Quattordicesima, come molti di voi sapranno, è al momento chiuso per manutenzione (cosa che tutti speriamo avvenga in tempi rapidissimi) perciò la compagnia si è trasferita temporaneamente al Politeatro di Viale Lucania.

Cenerentola è la novità assoluta di questa stagione teatrale dei Colla. Un allestimento tutto nuovo, ironico, divertente e originale. Cenerentola è un po’ la principessa che tutti vorremmo essere: di una bellezza semplice eppure rara e di una vitalità contagiosa. Un applauso speciale a Sara Drago (è lei Cenerentola) anche in qualità di ballerina e per la scena pazzesca in cui s’affretta a pulire casa nella speranza di finire in tempo per il ballo. Strepitosa.

Il mio Oscar personale, però, va a Luca Passeri per l’interpretazione magistrale della zucca trasformatasi in carrozza. Ho smesso di ridere che lo spettacolo era praticamente finito.

Che altro. Che siamo pazze del principe (Carlo Decio, di cui avevamo già espresso il nostro parere molto più che positivo) lo avevamo già detto? Un principe diverso dal biondo principe omaccione e sicuro di sè. Un principe moro, impacciato, simpatico, tenerissimo. Bè, la Marmocchia trova pure che sia di una bellezza imbarazzante (e rispetto a Checco Zalone facciamo grandi passi avanti).

Vi dò una piccola anticipazione, dai, tanto siamo tra amici. Se andrete a vedere Cenerentola (e io ve lo consiglio vivamente) avrete modo di osservare da vicino come si muovono le marionette e la bravura di chi dà loro vita.

Meraviglia.

Da qui il tentativo d’impiccagione...

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Non aprite quel cancello 2: #ParchettoSottoCasaVictims

Che uno poi potrebbe dire: Ma come, tanto orrore nei confronti del Parchetto Sotto Casa e poi ti si trova sempre lì?

È che, credetemi, quando il Parchetto Sotto Casa ti sta proprio… sotto casa, evitarlo è una vera sfida. Qui si tratta di arrendersi o cambiare casa. Perché nessun’altra alternativa pare distrarre a sufficienza la Marmocchia dal richiamo delle amichette che giocano festose al di là della rete. A niente vale promettere il parchetto, quello vero, con un meraviglioso tappeto d’erba su cui lanciarsi in corsa, paperelle, tartarughe e una varietà di pennuti da far girar la testa. Il diversivo pomeriggio dai nonni funziona solo per un breve periodo di tempo (durante il quale il Parchetto Sotto Casa viene invocato a gran voce e con tono supplichevole).

Se vi dico che orm...

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