10 cose di me che non voglio più spiegare alla gente

Non so se siano i 40, o che ieri ho subito un tamponamento ed ero sola in auto con le bimbe e ci siamo spaventate un casino. O solo che ogni volta che si avvicina un altro compleanno è sempre tutto un miscuglio di emozioni: eccitazione, malinconia, gratitudine, timore.

Forse è semplicemente che sono stanca di dover dare spiegazioni su come sono fatta. Vi capita mai di sentirvi, come dire, malinterpretate? E di non aver davvero più voglia di spiegarvi?

Che a un certo punto mi dico pure che chi è rimasto abbastanza a lungo nella mia vita già sa. Per gli altri, ecco un breve elenco riassuntivo che sto meditando di mostrare all’occorrenza:

  1. Beata te che vai d’accordo con tutti!” Non è che io vada davvero d’accordo con tutti, dài, come potrebbe essere possibile? Mi sforzo di essere educata e tollerante, ma non per questo mi piacciono tutte le persone che incontro. 
  2. Diglielo tu, che con te non si arrabbia”. Da piccola ero quella che andava dai grandi a chiedere permessi o comunicare marachelle finite male. Oggi, in ufficio, sono designata a comunicare notizie sgradevoli a persone irritabili. E indovinate un po’? È vero che non si arrabbia quasi mai nessuno. Ma è anche vero che essere gentili ed educati non è mica un privilegio per pochi. Potete farlo anche voi, è gratis, giuro!
  3. Per forza, ti fidi sempre di tutti!” Vero, vero, verissimo. Però sapete che c’è? Non posso farci niente. E, a dire il vero, non so nemmeno se vorrei farci qualcosa. In prima battuta io mi fido. Al limite, se proprio è il caso, faccio sempre in tempo a diffidare. Se ho mai preso bastonate? A voja. Ma che volete farci, è che mi disegnano così.
  4. Ma che bella famigliola che hai!” Vieni qui la sera verso le 20:00 così osserviamo insieme il bel quadretto: io e mio marito che urliamo e minacciamo mentre la piccola corre da un lato all’altro della casa sparpagliando giochi ovunque e la grande ripete la materia (noiosa) di turno.
  5. No ma davvero, non so come fai a essere così paziente”. Pensa, non lo  so manco io. Anzi, no, lo so: macero (bene) dentro finché sbotto (male) fuori. Non te lo consiglio, ma se vuoi puoi provare anche tu!
  6. Eh ma te la prendi troppo, mica puoi cambiare il mondo”. No bè, certo, non puntavo mica così in alto. Non per questo vivo a caso senza alcun senso di responsabilità nei confronti della qualunque.
  7. È che sei troppo indecisa”. Lo sono, lo sono davvero. La questione, però, mi pare senza via d’uscita. Per decidere di essere meno indecisa dovrei chiaramente essere più decisa. Perciò, fate voi.
  8. Devi imparare a dire di no!” Ok: no! Scherzi a parte, dire di no mi viene proprio difficile. Non perché io sia un’anima pura dedita al prossimo, è solo che soffro di questo timore (piuttosto idiota, lo ammetto) di creare disappunto negli altri. Poi mi chiedo quotidianamente chi me lo fa fare, allora mi sforzo e cerco di valutare quali sì valgano la pena. Il risultato, ad oggi, è ancora piuttosto deludente.
  9. Ma non puoi mica avere paura di tutto!” No, di tutto no. Ma di molto moltissimo, sì. Qui per i dettagli.
  10. Devi imparare a farti rispettare”. E qui, amici cari, mi arrendo. C’è di base un pensiero che mi turba. È compito del singolo esigere il rispetto dagli altri o il suo compito dovrebbe piuttosto essere quello di iniziare lui per primo a rispettare. Non sarebbe molto più semplice ed efficace?

L’elenco è ancora lungo, e include moltissime altre contraddizioni che mi contraddistinguono, nel bene e nel male, e mi rendono esattamente la persona che sono. Indecisa, romantica, gentile, credulona, educata, nevrotica, ansiosa e buona. Tanto buona. Che se avessi 10 cent per ogni persona che mi ha detto “non ti facevo così buona” potrei aprire un negozio di bontà. Venderei orsetti di gomma e abbracci, parole gentili e marshmallows.

Non sarei ricca ma molto felice. E quindi poi, in fine dei conti, sarei la stessa che sono oggi!

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