Dammolo! Ovvero, ben arrivati terrible twos

Terrible_twos

Dlin, Dlon. Signore e Signori, Ladies and Gentlemen, ma soprattutto, Mamme e Papà, vi preghiamo di prestare attenzione al personale di bordo che, a breve, vi illustrerà alcuni importanti dispositivi di sicurezza presenti su questo volo.
Questo aeromobile dispone di 8, ripeto 8, uscite d’emergenza. E, se volete sopravvivere, vi consiglio di imboccarne
immediatamente una. Ora!”

Amici, i terrible twos sono arrivati e qui, nonostante le pregresse esperienze, non siamo affatto pronti.

Avete presente quel cosino tutto da mangiare che da qualche tempo abita i miei profili social? Qui sotto un video esplicativo.

Ecco, quell’affarino da coprir di baci ci sta… come posso spiegarvelo in modo che sia chiaro… centrifugando le vite alla massima potenza per poi risputarle fuori, stropicciate e umidicce, a fine giornata? Tipo così.

“Francesca, metti subito a posto i 147 giochi che hai sparso sul pavimento dell’intera casa, senza peraltro utilizzarne nemmeno uno”

“No!” e ride. A dire il vero credo rida DI me, ma a me piace pensare che stia ridendo CON me. Ma vabbè.

“Guarda che la mamma si arrabbia, metti subito a posto”.

“NNNNNNOOOOOOOO” urla, prende la prima cosa che ha sottomano, la tira e poi si va a nascondere sotto la scrivania.

Ohmmioddio sto allevando una iena.

La scena va avanti per lunghi minuti finché succede una delle seguenti cose:

A. Lei scoppia a piangere, mi fa tenerezza e riordiniamo insieme. Più io che lei, a onor del vero, ma visto com’era partita mi pare già un buon traguardo.

B. Chiedo l’aiuto da casa e demando la risoluzione della crisi al padre, alla sorella, al vicino di casa, all’omino di DHL che è venuto a consegnarmi un pacco.

C. Urlo, sbraito, do fuori di matto. Poi minaccio, gesticolo, urlo di nuovo. Lei esce dal suo nascondiglio si viene ad accovacciare su di me, mi prende il viso mettendomi le mani appena sopra la giugulare, me lo solleva, mi guarda con gli occhi grandi e innamorati. “Scusa, mamma”. E riordiniamo. D’accordo, riordino io, ma voi dovreste vederla quando fa quegli occhioni!

Il resto delle giornate, soprattutto quando ritorna a casa la sorella da scuola, è un concerto di “dammolo!” – “è mmmio!” – “ahhhhhh” – “nnnnooooo” e così via.

Sparge giochi ovunque e non vuole sistemarli, fruga nella cartella della grande, le sequestra il suo bambolotto preferito e, se proviamo a contraddirla, lancia un urlo atomico che ci perfora i timpani.

E non parliamo delle “passeggiatine” fuori casa. Salta giù dal passeggino (anche legata, ve lo giuro, e se provo a rimettercela rischio la querela dei passanti per inquinamento acustico).
Poi scappa, sempre in direzione contraria a quella in cui stiamo andando, sia chiaro, incurante dei pericoli e divertita pure dal fatto che io la rincorra come una povera idiota qualunque.

Apocalittico, nevvero?

Ma allora, vi starete chiedendo, non se ne esce vivi dai terrible twos?
Evidenze scientifiche dimostrano che sì, per uscirne se ne esce, tutto sta nel come.

Io, ad esempio, vi posso dire una cosa che, per quanto bizzarra e forse incoerente, è la mia ancora di salvezza.

Se penso alla Francy io penso alla felicità.

Ha così tante qualità (anche se in questa fase tremenda si fatica a vederle). È solare, simpatica, di compagnia. Ha l’incredibile capacità di farti passare il malumore in pochi secondi, è dolce, coccolona e ci fa ridere un sacco.

Potrei andare avanti, la smetto qui, per dirvi che, per me, l’unico modo di sopravvivere ai terrible twos è tenere bene a mente, anche nei momenti di delirio più profondo, che miracolo enorme siano questi bambini.

Io, al posto del classico contare fino a dieci, faccio mentalmente la lista delle cose di lei che mi rendono felice. E in un secondo mi torna la calma.

Se penso alla Francy, anche nei momenti peggiori, penso alla felicità. Terrible twos non mi fate paura (ma levatevi di torno al più presto grazie!)

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