Come avviare e vivere serenamente l’allattamento

Post in collaborazione con Humana

Tra i tanti pensieri che affollavano la mia mente durante la prima gravidanza, l’allattamento era sicuramente ai primi posti.

Avrei avuto abbastanza latte? La mia bambina si sarebbe attaccata senza problemi? Avrei saputo come, quando e quante volte attaccarla?

In una parola: sarei stata capace di allattare? 

Se ci penso ora, e se penso a come sono andate entrambe le mie esperienze di allattamento, mi viene da sorridere.

Quello che ha fatto la differenza, e che mi ha permesso di avviare e vivere l’allattamento in maniera serena, è stato trovare competenza e supporto in ospedale, al consultorio e nell’esperienza delle amiche mamme che ci erano passate prima di me.

Quello che vorrei dirvi oggi è che andrà tutto bene, sia che riusciate o meno ad allattare, sia che vogliate o meno farlo.

E con un po’ di pazienza, e i consigli giusti, vedrete che allattare sarà tra le esperienze più belle che la vita vi regalerà (per me, almeno, è stato cosi).

Purché promettiate fin da ora a voi stesse, e al vostro bambino, che la serenità di entrambi sarà sempre al primo posto nelle vostre decisioni sull’allattamento.

Ecco i miei consigli per avviare e vivere bene l’allattamento.

Sfruttate le prime ore dal parto, se vi è possibile (ma non disperate se non ci riuscite), per offrire il seno al vostro piccolo e osservare le sue reazioni. Sono le ore più preziose per instaurare quel legame speciale con il vostro bambino che vi permetterà di rispondere a tutte le vostre domande: come, quando, quanto attaccarlo.

Cercate supporto in ospedale e fuori, non vergognatevi di chiedere e non sentitevi inadatte. Andiamo, un’esperienza nuova e così particolare avrà pur bisogno di un po’ di rodaggio, no? Potete rivolgervi alle consulenti della Leche League, alle ostetriche in consultorio, alle amiche con esperienza. Nessuno vi giudicherà, tutte ci sono già passate e sanno benissimo come vi sentite.

Parola d’ordine: serenità. Non prendete l’allattamento come una crociata contro tutto e tutti, ricordatevi che allattare è un dono, per voi e per il bambino, e come tale va trattato. Perciò se sentirete che non vi fa più stare bene, che le ansie superano le gioie, sappiate dire “basta” con la stessa serenità con cui avete detto “proviamoci”!

Via tutta la negatività. La mamma che non ha allattato perché “che orrore”, la suocera che “ma questo bambino non cresce, il tuo latte non è abbastanza sostanzioso”, l’amica che “ma lo allatti ancora?”, vi capiterà di sentirne di tutti i colori. Fate spallucce e chiudete la porta di casa senza sentirvi in colpa. È il vostro momento, sta nascendo una nuova famiglia che ha bisogno solo di amore, cura e positività.

Favorite l’allattamento con tutti i mezzi possibili. Fate in modo di allattare in un ambiente sereno, dedicate tempo e attenzione a questi momenti preziosi. Vi prometto che quell’istante in cui il vostro piccolo si attaccherà al seno e fisserà i suoi occhi nei vostri senza lasciarli più, sarà uno dei ricordi che vi scalderà il cuore per il resto della vita.

▪E per ultimo, ma non meno importante, attenzione all’alimentazione. Quello che mangiate, anche se in minima parte, finisce nel vostro latte e nel pancino del vostro bambino. Qualche rinuncia vale dunque la pena.

Se la produzione di latte vi sembra insufficiente, aiutatevi con tisane e integratori che favoriscono la produzione di latte.

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La Galega officinalis è nota per la sua funzione galattogoga, ovvero favorisce la secrezione del latte materno.

Il SILITIDIL è un complesso fitoterapico brevettato che contiene Cardo mariano (Silybum marianum), pianta nota per le sue proprietà antiossidanti e depurative, utilizzata sin dall’antichità .

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