Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr

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Inizio oggi una nuova rubrica nella quale spero di darvi dei buoni consigli di lettura attraverso 5 spunti e 1 citazione tratti da un libro che ho molto amato.

 

Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr

Marie-Laure, una ragazzina di 12 anni diventata cieca per una malattia, è costretta a fuggire con il padre da Parigi perché occupata dai nazisti. I due si rifugiano tra le mura di Saint-Malo a casa di un prozio dove, attraverso le imposte azzurre chiuse, la ragazza “osserva e ci racconta con i suoi occhi” la guerra. Nel frattempo, in un orfanotrofio della Germania nazista, Werner, un ragazzino albino, mette le mani su una vecchia radio scoprendo di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti. Per questo sarà reclutato nella Gioventù hitleriana, dove verrà a stretto contatto con l’ottusa e spietata realtà nazista.
Le vite di Werner e Marie-Laure si incroceranno dopo la liberazione.

5 spunti e 1 citazione su Tutta la luce che non vediamo 

1. La luce è protagonista di questo romanzo, come guida nella narrazione e messaggio di positività e speranza. Sebbene diversi elementi della vicenda portino a pensare al buio (la cecità della protagonista, la guerra che incombe), la luce vince consegnandoci un messaggio di positività e speranza.

2. Un ragazzina cieca che “vede” con la sua enorme sensibilità. Un eroe ragazzino che si trova dalla parte dei cattivi. Se anche voi amate le storie di ragazzi speciali, questo libro fa per voi.

3. Il rapporto tra Marie-Laure e il padre mi ha ricordato La vita è bella di Benigni. Nel padre che cerca di nascondere gli orrori della guerra alla bambina, ho ritrovato quello stesso struggente modo di voler difendere i propri figli, quell’amore così grande che ti tiene in vita nonostante la guerra, la fame, la morte.

4. Il ritmo incalzante della narrazione all’inizio è davvero l’ideale per immergersi anima e corpo nelle vicende. Alla lunga, però, devo ammettere che un po’ sfinisce anche se, in effetti, non stona con la narrazione. Ma 500 pagine così fanno oggettivamente venire il fiatone.

5. “Vedere” la guerra e la vita con gli occhi di una ragazzina non vedente... oh bè è un vero regalo.

L’unico rimpianto è di avere una sola vita da dare al mio Paese

Trovo che questa frase spieghi alla perfezione l’ottusità nazista che non conta quante vite è costata quelle vita donata al proprio ottuso paese.

Curiosità: questo romanzo è stato il Premio Pulitzer 2015.

Ho scoperto questo libro grazie al video di Chiara, che ringrazio di cuore.

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