Il cuore di tutte le cose

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Le contrattazioni col ragazzo del cocco: “Halooooo cocco bello”
“Shhhhh, per favore, mi svegli la bambina!” “Se non mi compri almeno tre pezzi, grido ancora più forte!” “Prendo il cesto intero se sparisci fino al prossimo mercoledì” “Ah ah, ci sto!”

Le battute con l’albergatore: “Attenzione, signora, c’è un vento che fa volare i bambini!” “Venite piccole, la mamma vi porta a fare un bel giro” e giù a ridere con le lacrime agli occhi.

La signora delle collane e la sua storia bellissima: “Prima mi sbrigo a venderle, prima torno nel mio paese e riabbraccio la mia famiglia”.

La nonnina che mi molla la nipote sotto un ombrellone già pieno di bambini (che poi qualcuno mi spiega perché, con tanto di animazione, ho tutta la spiaggia qui da me): “Marraccumanno Signò, v’affido la mia  bambina: occhi aperti!” Eccerto, come no, sola con due bambine, di cui una di cinque mesi, non mancheranno gli occhi aperti per sua nipote. Sfodererò l terzo occhio per l’occasione.

Avere per vicina d’ombrellone un’anziana romagnola che ha vissuto, piccolissima, la guerra. Ascoltare per ore il suo passato. Rammaricarsi insieme per questo presente. Sentire il cuore pesante per il nostro futuro.

Le amiche in visita, anzi meglio “in soccorso”, sapere che essere mamma è un lavoro complicatissimo, a volte estenuante, ma che basta un po’ di solidarietà per sentirsi subito meglio, tra un capriccio gestito con una risata (isterica, il più delle volte) e i momenti di tenerezza immensa.

La cortesia della gente, i sorrisi sempre, l’attenzione grande alle mie bambine, i giochi sulla spiaggia, i bagni infiniti, il sale sulla pelle, la gioia dentro al cuore.

Il primo bicchiere di vino rosso in… bo’, non so più quanto tempo.

Le amiche marmocchie sempre appiccicate alla sorellina. Sentirmi chiamare milioni di volte. “Senti questa, guarda qui, giochi con noi?”

E poi le domande: “come viene il latte, perché la cambi, quando fate il bagno, possiamo venire con voooooi?”

Rispondere sempre e comunque di sì. Poi prender per scusa la neonata “Ritorno subito bimbe, eh, aspettatemi qui” e nascondersi al bar le mezzore. “Che mamma simpatica!” mi dice una di nemmeno quattro anni. “Lo so piccoletta, che gran fregatura, non trovi?”

I cieli spaziali, il luccichio che fa il mare di prima mattina, le passeggiate sul bagnasciuga, i fuochi d’artificio più brevi della storia di tutti i fuochi d’artificio, mangiare come non ci fosse un domani, le coccole la sera strette strette una all’altra.

La stanchezza epocale, la felicità senza pari.

Pensare che un’estate così è una vera fortuna  che quando l’orrore prova a farci paura, c’è soltanto una cosa da fare, andare al cuore di tutte le cose.

E il cuore di tutte le cose è uno e uno solo:

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(Tra qualche giorno vacanze finite. Mi mancherà questo posto, queste vacanze, queste persone.
Un grazie speciale all’hotel Villa Domiziana che ci ha accolte come fossimo di famiglia, al Bagno Rosa 63 per la costante aria di festa e a tutte le persone speciali che si sono prese cura di noi in questi giorni. Che vacanze bellissime!)

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