A Christmas Tale: Il Natale ai tempi del Marmocchio

Prendete un Ninnatore di 60 chili scarsi e imbottitelo con maglioni e cuscini. Aggiungete il tipico vestito rosso, cappello e cintura. Rifinite con un kit cinese capelli-barba-baffi (ricordandovi di tornare al negozio con foto convenzionale di Babbo Natale più foto del Ninnatore travestito e spiegare ai titolari che questo kit non è cosa buona). E per ultimo un dettaglio che fa molto California (ma per un Ninnatore di per sé occhialuto diventa fondamentale): un paio di Ray Ban. Ed ecco a voi il risultato.

 
24.12.2010 ore 9.00. La marmocchia si sveglia e apprende che la letterina a Babbo Natale non è più appesa all’albero. Un po’ perplessa accetta le nostre spiegazioni insieme alla nostra esaltazione: l’ha presa proprio lui nella notte. Fomentata dai nostri “vedrai che allora viene”, si lascia andare ad un “dai Buonnatalo bieni!”. Ma forse lo fa più per noi che per lei.

Ore 20.00 durante la cena, tra una forchettata e l’altra di tagliatelle panna e salmone, la Marmocchia viene aizzata contro il vegliardo latitante che ancora non si vede. “Edduè?” ci chiediamo tutti a gran voce? Ma ancora nulla.

Ore 21.00 poiché del nonnetto non vi è alcuna traccia, ci giochiamo l’ultima carta: latte e biscotti sotto l’albero. Nel frattempo il Ninnatore con un abile cenno del capo indica che è ora di andare in scena e proclama con una certa solennità “io vado in bagno” (ci sono annunci che ti restano nel cuore). Con la scusa di cambiarci per la notte, intrattengo la Marmocchia, sempre più perplessa, cantando tutte le variazioni di Tanti Auguri a Te che conosco (una sola in realtà, ma pare che cambiare anche il solo destinatario delle felicitazioni sortisca effetti miracolosi sulla giovane mente marmocchia intrappolata nel tunnel del Tanti Auguri dal dì del suo secondo compleanno).

E poi all’improvviso il campanello. E lo stomaco mi si fa due o tre capriole insieme al cuore e a forza devo ricordare a me stessa che non è il vero Babbo Natale a suonare alla porta. Ma una sistematina a trucco e parrucco me la do lo stesso. E nella foga di andare ad aprire quasi scordo la Marmocchia sul fasciatoio (che l’anno prossimo forse il Ninnatore si traveste per me). Apriamo la porta ed eccolo lì.

C’ha il passo ciancicato dagli anni (ma forse la gradazione alcolica dell’aperitivo ha dato il suo contributo) e nonostante abbia sotto il costume tutti i cuscini di casa, pare in evidente sottopeso. Alla vista del mix capelli-barba-baffi più occhiali da sole, la mente vacilla e per un attimo siamo entrambe tentate di chiudere la porta e chiamare la buoncostume. Ma lo invitiamo lo stesso ad entrare e a sedersi con noi. La Marmocchia è un po’ intimorita, ma Babbo sa come conquistarla e dalla sua sacca rossa di tela estrae il primo dei doni: il kit della perfetta shampista, con phon, spazzola e perfino il diffusore. La Marmocchia si scioglie, sto Babbo Sciancato le piace già un bel po’ e l’idea di poterle finalmene dire “Va in camera tua a pettinar le bambole” attizza anche me! E via con il secondo dono, dritto al cuore massaio della piccola: un set di mestoli nuovi di pacca. La Marmocchia adorante spera che non sia finita qui e prova a comprarsi il nonnetto chiedendo “Buoi il latte e i totti?” (che è proprio na’ gran parac…).

E dopo un intramezzo con un paio di libricini e un pazolo, si va al gran colpo di grazia: un cd di canzoni intitolato “Tanti auguri a te” e la Marmocchia trova ufficialmente il suo idolo. Qualche scatto, una  breve ripresa, una risata sotto la barba e Babbo va via inscenando una caduta che nelle ore a venire sarà l’unico elemento di conversazione marmocchia alle domande sulla visita del vecchietto (con tanto di sguardo a dire “ma come stava messo?”).

Qualche minuto dopo ricompare il Ninnatore che si è perso tutto. La Marmocchia non fa una piega, glissa il discorso e qui il dubbio ci scappa: che non ci abbia voluto svelare che in realtà quello non era il vero Babbo Natale?

Ma in questa atmosfera magica, in cui la Vigilia si va ad aggiungere alla top ten dei momenti migliori dell’anno, la realtà si mischia alla finzione facendoci comunque sognare. E Babbo Natale quest’anno ha portato, tra gli altri, il regalo che scala tutte le classifiche e raggiunge il primo posto: il libro pop up del Piccolo Principe. Eh no, non era per la Marmocchia… era proprio per me!

E allora grazie Buonnatalo e arrivederci all’anno prossimo (sperando in una buona evoluzione dei kit cinesi).

3 comments to A Christmas Tale: Il Natale ai tempi del Marmocchio

  • Laura  says:

    finalmente ho scoperto i regali che Babbo Natale ha portato. ammetto che a due giorni dall’arrivo del portatore di doni, il ricordo più vivido è stato “è caduto!”
    😀

  • robedamamma  says:

    E questo la dice lunga sul resto della performance di Babbo Natale!!

  • Daniela  says:

    Cavolo non l’avevo letta……miiiiiiii ho riso un sacco!!!!!!!L’anno prossimo la vigilia la passiamo insieme voglio vedere pure io Babbo Natale!!!!
    Siete troppo forti!!!!

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