23 lug 2012 No Comments
Robedamamma (the best of): sentirsi abitate, ovvero effetti collaterali del portare il pancione
Inizia con oggi il periodo di ferie di Robedamamma. Sperando di farvi cosa gradita, la redazione (nella persona di me medesima) ha pensato di riproporre alcuni vecchi post tratti dall’archivio del blog. Buona lettura e buone vacanze a tutti voi, ovunque voi siate.
Robedamamma – the best of: 19 dicembre 2010
Sentirsi “abitate” fa il suo bell’effetto. A volte è un po’ come aver fatto indigestione di cozze avariate, altre è come essere prese a stilettate da uno psicotico: sei lì che ti fai bella bella gli affari tuoi e zac un calcio ben piazzato ti fa sussultare. E quando capita di notte l’istinto è quello di girarsi verso chi divide il letto con te e assestargli una cartella in pieno volto.
Ma quel che è peggio dell’essere abitate è che il livello di privacy e intimità, che a fatica hai conquistato in tutti questi anni, viene annientato nel momento in cui, alla prima visita ginecologica, il tuo medico ti scannerizza le parti intime e se ne va in giro a mostrare le foto ad un manica di sconosciuti. E quel che è peggio al papà della creatura. Lì per lì l’unica cosa che ti viene in mente è che gli anni spesi a non far calare il livello di attizzo nel tuo compagno siano stati vanificati in una sola giornata. Perché se fino a ieri eri la misteriosa panterona che condivideva con lui nottate di fuoco, ora sei soltanto una gravida, primipara e magari anche piuttosto attempata. Il ginecologo si rivolge a te e alle tue parti intime con termini che annienterebbero la libido a Rocco Siffredi. E la posizione sul suo lettino non ti rende affatto giustizia.
![dreamstime_16905849[1]](http://robedamamma.files.wordpress.com/2012/07/dreamstime_169058491.jpg)





















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