Natale

Merry Christmas and Happy New Year

E dunque ci siamo, poche ore ed entreremo nel vivo dei festeggiamenti. È stato un mese impegnativo e bello, difficile e pieno di soddisfazioni, carico di corse folli, piccole preoccupazioni, ma tanta magia. Lo stesso si potrebbe dire per l’anno che tra poco passerà. Almeno qui da noi.

Vi auguro che questo Natale vi abbracci forte e vi tenga stretti, che vi coccoli e vi ascolti, vi sorprenda e vi commuova. Più di tutto vi auguro un Natale pieno di sorrisi e desideri (non importa che questi siano realizzati o da realizzare, perché talvolta basta il momento in cui si spera a regalare gioia quanto basta).

Qui aspettiamo l’arrivo di Babbo Natale. No, perché un anno è venuto davvero, e noi ci crediamo.

Che sia una buona Vigilia e un ottimo inizio d’anno. Vi lascio con un piccolo ritratto della Casa del Natale

(quella accanto all’orso è mia figlia, eh) e il meglio di quest’ultimo anno passato insieme.

È un piacere e un onore avervi tra le mie pagine. Grazie. Davvero.

IL MIO ANNO CON VOI:

A gennaio incontrav0 il  mio idolo di sempre, e la mia più totale goffaggine si palesava in tutto il suo splendore.

Febbraio portava un costume da fragolina fai da te (o meglio da me) e qualche profonda riflessione sul carnevale.

Marzo stabiliva un netto confine tra la mia generazione e quella marmocchia.

Aprile (molto più pazzerello di quanto di solito si dica di marzo), ci regalava la prima bicicletta e l’ammissione che capita. Sì, a volte capita.

Maggio ci concedeva un rayo de sol e una poesia per noi mamme.

A giugno finiva la scuola e accadevano eventi epocali.

Luglio era il mese delle prove tecniche per le vacanze estive, che ci portavano, in agosto, in viaggio per la Francia (viaggio che trovate qui, qui, qui, qui, qui e pure qui).

Approfittando dell’ultimo sole estivo, e in attesa della riapertura della scuole, a settembre la Marmocchia ed io ci lanciavamo in un week end solo donne.

A ottobre noi non si dormiva. Lo stesso però, tra una notte insonne e l’altra, accadevano bellissime cose.

Novembre era (ed è) il mese del compleanno marmocchio e lo festeggiavamo con una gita fuori porta.

Infine, come vi dicevo, arrivava dicembre. Un mese non facile, ma intenso e vivo. Come piace a noi.

 

BUON 2013 A TUTTI VOI!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

Dove ha casa il Natale: ultime 72 ore, prossime 48

“Un amico è colui che entra mentre gli altri escono”

La cosa più bella che mi è capitata in queste ultime 72 ore è stata sicuramente avere le mie due zie ottantenni a far da balia alla Marmocchia malata. Sono giorni confusi che si alternano sovrapponendosi, uno via l’altro.

La Marmocchia è malata a singhiozzo ormai da tre settimane. Non vi annoio con la sua cartella clinica ma, per gli amanti del genere, vi dirò che l’ultima diagnosi è faringotonsillite (in triplo carpiato, probabilmente). Acuta. E certo, non è che la volevamo prendere in forma leggera, eh. Dunque si cancellano impegni, si rifanno programmi, si vede a stento la luce alla fine del tunnel. Ci si contendono i pochi nonni disponibili, ripartendoli sui tanti nipoti bisognosi. Si fanno piccole (e grandi) rinunce. Lei si perde la festa di Natale a scuola. Io un paio di aperitivi natalizi a cui tenevo. Oh, va bè, poco male, l’importante è che si riprenda.

Dopotutto il Natale, per chi lo ama come me, ha una magia contagiosa che ti porta a sorridere anche quando i motivi per farlo magari non sono poi così evidenti.

Dicevo che in questi giorni abbiamo avuto due baby sitter d’eccezione: le mie zie. Quelle che mi facevano compagnia da piccola quando ero malata. Quelle con cui ho fatto quasi tutte le vacanze estive e comunque quelle più belle che ricordo. Le altre due mie vice-mamme. Quelle più permissive, ovviamente. Trentacinque anni dopo tocca a lei, e la cosa un poco mi commuove e mi emoziona.

Se la cavano piuttosto bene tutte e tre insieme. Al ritorno da lavoro la Marmocchia mi apre la porta in abiti da massaia, capelli raccolti, espressione indaffarata.

Tutto bene, mamma. Ho un po’ di febbre, ma ho mangiato tutto e ho già preso la tachipirina.

Ehm, va bene nana grazie del resoconto dettagliato.

Loro stanno bene, eh, un po’ provate dall’iperattività marmocchia, ma se la sono cavata.*

La malattia non ci ha mica fermate. Abbiamo impacchettato e spedito abbracci

e riempito di regali le ceste sotto l’albero.

E poi, con immenso stupore, ho scoperto che la magia del Natale non è solo nell’aria, per le strade o negli occhi della gente. No. Il Natale ha anche una casa, fatta di statuine del presepe ad altezza marmocchio, decorazioni scintillanti che corrono sulle pareti, sui vetri, sul soffitto, e l’albero più meraviglioso che abbia mai visto. La buona notizia è che la casa del Natale è proprio nell’appartamento sopra il nostro, nella casa di due persone un po’ magiche.

Mamma, quei signori hanno fatto il Natale a casa loro.

Così esordiva la Marmocchia al rientro dalla visita in quel del piano di sopra. Ed è proprio vero. Lui, insieme all’altro lui**, sono riusciti a ricreare in un appartamento di non molti metri quadri, tutta l’atmosfera natalizia che si possa immaginare. Forse è perché le pareti trasudano amore. O forse perché le loro origini hanno fatto sì che diventassero due artisti del Natale. Ma tant’è.

E nelle prossime 48 ore, malattie marmocchie permettendo, saremo tra i fortunati che potranno vivere in diretta la magia natalizia, lì dove ha casa il Natale.

*Nessuna baby sitter ultraottantenne è stata maltrattata per la stesura di questo post.

**Prendo come pretesto questa bellissima scoperta per dire semplicemente che io mi dissocio. Che per me l’amore non può in nessun modo essere soggetto a giudizio. Da parte di nessuno. Qualsiasi sia la carica ricoperta. Se volete saperne di più potete leggere qui, qui e ancora qui.

Robedamamma capitolo 21: come eravamo

C’è questa foto del nostro primo Natale insieme, che mi piace riguardare più di tutte.

Ci siamo noi tre, in posa plastica davanti all’albero appena fatto, alla ricerca della luce di un tiepido sole mattutino, che si riflette e brilla sul tetto innevato delle case intorno a noi.

La Marmocchia col crapino inclinato all’indietro, i piedi tirati dentro la tutina, il tronco irrigidito e la bocca aperta in un urlo a pieni polmoni. Uno di quelli con cui era solita intrattenerci nelle sue prime settimane di vita.

Io sembro appena uscita dai provini per Psyco (versione restaurata). Capelli confusi, espressione assassina, un occhio che balla.

Il Ninnatore ha qualcosa incastrato tra i denti. Ah no, è un porca-paletta-fatela-tacere. Pensavo fosse prezzemolo.

Ricordo che provammo e riprovammo a scattare quella foto. Poi ci rinunciammo, perché ogni volta che partiva il conto alla rovescia per l’autoscatto, lei riaccendeva le sirene.

Mesi dopo, sfogliando le immagini sul computer, trovai questo scatto. E non lo so com’è, ma ne fui rapita.

Lo so, ce ne vuole eh, ma forse un motivo c’è. Forse è perché l’avevo vista anche in questa foto. Forse perché la ricordavo benissimo. Nascosta tra le pieghe del lettone che di notte stropicciavamo in tre. In quel profumo tutto suo di cui aveva riempito la casa. Tra un pannolino e una crema per le ragadi. Nel frigo vuoto e nei panni sporchi. In quel libro sul comodino che accumulava polvere senza avanzare mai di pagina.

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Cosa metto sotto l’albero – terza parte: cosa vogliono le mamme

Cosa vogliono le mamme per Natale? Forse andrebbe aperto un blog a parte con i nostri desideri. Ma, tralasciando sogni di spiagge deserte e paesi tropicali, almeno a Natale ce la vogliamo prendere questa tredicesima?

Negli ultimi anni (da quando sono mamma, ma forse anche da prima) io mi faccio il regalo di Natale. Che detto così fa un po’ paura. Ma lasciate che vi spieghi. Non è che me lo incarto, lo metto sotto l’albero e poi a Natale lo apro e mi ringrazio un po’ commossa. No. Di solito scelgo una cosa (o un’attività) che desidero davvero e me la regalo per premiarmi. Così, sulla fiducia. E un po’ anche perché mi voglio bene.

Quest’anno la mia wishlist è ancora in cerca del regalo perfetto, quello che si piazza al numero uno e la fa in barba a tutti gli altri. Avete suggerimenti? Io vi do i miei consigli per un regalo da farvi (o da fare) e voi mi date i vostri. Ci state?

1) Per Natale regalatevi una buona lettura. Perché leggere apre la mente e riempie il cuore e la vita. Io vi consiglio tre titoli (premetto che la scelta sul milione che ne avevo in mente è stata cosa ardua, ma tant’è), ecco quali:

- Come mi batte forte il tuo cuore di Benedetta Tobagi: un libro che parla di una Milano (e di un’Italia) che quelli della sua (e della mia) generazione conoscono poco, scritto con l’amore di una figlia che ha perso troppo presto il suo papà.

- La custode di mia sorella di Jodi Picoult: una storia che racconta in maniera impeccabile quanto sia difficile (a tratti impossibile) essere genitori ed essere figli, portando il punto di vista dei grandi e dei piccoli. Un libro che fa male e che fa crescere in egual misura.

- Farfalle in un lazzaretto di Camilla Ronzullo (ovvero Zelda): se siete passati una sola volta da lei, so per certo che non siete più riusciti ad andarvene via. Con il suo libro vi succederà lo stesso, garantito. Una storia ironica e delicata, divertente e profonda. Lo trovate in vendita qui.

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Cosa metto sotto l’albero – seconda parte: giochi e giocattoli per marmocchi

Eccoci al secondo appuntamento con i suggerimenti per i regali di Natale. Qui trovate la prima parte dedicata ai libri, ma non solo, mamme, giovedì pensiamo anche un po’ a noi stesse, eh. Oggi parliamo di giochi e giocattoli. Vi propongo la nostra classifica natalizia (ovvero quello che chiederemo a Babbo Natale o quello che è stato già così buono da portarci, ci è piaciuto e ve lo consigliamo). Ovviamente, come sempre, attendo le vostre idee.

1) Al primo posto, indiscusso, i sabbiarelli. La Marmocchia ha chiesto esplicitamente al vecchietto panzuto un saaaacco di disegni (testuali parole) e tanti nuovi colori. Se non conoscete i sabbiarelli vi consiglio di correre ai ripari. Per me è decisamente il regalo perfetto.

2) giocattoli Ikea: nella sezione dedicata troverete tantissime idee per tutte le fasce d’età, con prezzi notoriamente accessibili. A noi l’anno scorso Babbo Natale ha portato Lillabo, la pista in legno per il trenino. Non si è mai capito chi di noi tre fosse il più felice!

3) teatro delle Marionette di Imaginarium: lo abbiamo ricevuto in regalo per il compleanno marmocchio. La meraviglia! Un gioco di ottima qualità in grado di stimolare la fantasia di grandi e piccini.

4) lettore cd e tanta buona musica: le belle canzoni, come i buoni libri, sono i regali che ho sempre preferito fin da bambina. Per questo non vedevo l’ora che la Marmocchia ricevesse il suo primo stereo. In commercio trovate i più svariati modelli. Noi abbiamo optato per un lettore semplice ma con la possibilità di collegare una chiavetta usb. Piccolo e maneggevole e di facile utilizzo anche per i più piccoli. A Babbo Natale chiederemo qualche cd musicale e, perchè no, qualche nuovo audiolibro.

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Cosa metto sotto l’albero – prima parte: letture per giovani marmocchi

Tempo di Natale, tempo di festa e di addobbi. Qui da noi i giorni malaticci chiusi in casa hanno portato albero e presepe con largo anticipo, insieme alle vecchie glorie dello scorso anno, strumenti iper tecnologici di ultima generazione che renderanno più divertente l’attesa.

E voi come vi state organizzando per i regali di Natale? I vostri piccoli hanno già scritto la letterina a Babbo Natale? Cosa chiederanno? Se siete (o sono) a corto d’idee seguitemi perché vi proporrò, a partire da oggi e per tre appuntamenti nell’arco della settimana, alcuni (personalissimi) suggerimenti per  regali di Natale.

Partiamo oggi con i libri per marmocchi, continueremo con una sezione dedicata ai giocattoli e finiremo con, udite udite mamme all’ascolto, delle idee per la letterina delle mamme a Babbo Natale!

Ci saranno consigli per tutti i gusti e tutte le tasche e, come sempre, saranno molto ben accetti i vostri suggerimenti.

Letture da mettere sotto l’albero:

1) Storie della buonanotte per sogni coloratissimi di Cristina Cappa Legora, edizioni Skira Kids: una raccolta di C’era una volta e bellissimi quadri dei più grandi artisti (Leonardo, Raffaello, Klimt, Caravaggio e molti altri). Ogni storia è una magia di colori e personaggi fantastici per accompagnare i piccoli verso la più colorata e dolce di tutte le nanne. In alto ad ogni fiaba troverete i minuti necessari per leggerla (da uno a cinque minuti al massimo).

2) Lino e Tina: un ebook solidale che vi consiglio perché l’intero ricavato andrà in favore della Onlus Casina dei Bimbi (eh sì, vabbè, c’è pure un mio racconto, perciò fate un regalo pure alla mia autostima!).

Trovate in vendita l’ebook sul sito di Siska Editore e, se tornate da queste parti mercoledì, nella rubrica Che gli leggo al pupo? ospiteremo Lino e Tina per una piacevole anteprima.

3) Collana Piccoli in Ascolto di Cocicom Kids (edita da EDB Junior): ditemi la verità, quando i vostri marmocchi iniziano a farvi le domande tipicamente legate al Natale (chi è Gesù? Perché rinasce tutti gli anni? Come fa a conoscere Babbo Natale? – domande liberamente tratte dall’antologia “La Marmocchia e i suoi perché“) a voi non scappa improvvisamente da fare una telefonata, togliere la  pentola dal fuoco o salvare il gattino dei vicini da un albero? No perché io il più delle volte rimango basita e inizio a balbettare qualcosa di (molto) poco convincente. Ecco, allora io ho provato con questi libricini che spiegano in maniera facile e senza alcuna forzatura alcune delle storie della Bibbia. Un ottimo aiuto, secondo me, per introdurre l’argomento ai vostri piccoli, se sentite il desiderio di farlo. All’interno di ogni libricino trovate poi dei giochi/attività in tema.

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Tutto il Natale in un ABC

Da una bellissima idea di Micaela del blog Le M Cronache (frequentate gente, frequentate), ecco l’ABC del Natale di Robedamamma:

A come Abbattete quelli che “io l’atmosfera natalizia proprio non la sento – “la solita festa consumistica” – “si stava meglio quando si stava peggio” – “e non esistono più le mezze stagioni“. Natale è luce, sorrisi, amore e condivisione. Almeno una volta l’anno abbasso gli Scrooge!

B come Babbo Natale, ovvero l’uomo perfetto: lo sfami a latte e biscotti, realizza tutti i tuoi desideri in una sola notte (che pare poco, ma non lo è), viaggia ecosostenibile e ha capito che, se non hai di che parlare, molto meglio Oh-oh-eggiare

C come Can’t wait for Christmas! L’impazienza che mi si mangia dal primo dicembre e fino al 25

D come Dieta: abolita durante le feste

E come Ecchecavolo è già Natale e non ho ancora comprato un regalo. Me tapina (e disorganizzata)

F come Famiglia

G come Giorni di luce, colori e pensieri positivi

H come Hurry Christmas! tassativamente nella versione cantata dai Chipmunks

I come Insieme. Perché Natale per me è stringersi con le persone che ami, tutti insieme, il più vicino (e a lungo) possibile

L come Luci

M come Midge Ure che ha prodotto la mia canzone natalizia preferita: Do they know it’s Christmas

N come Neve. Che io sono una “Oh la neve in città è una vera rottura!“. Poi nevica a Natale e mi metto a piangere dalla commozione

O come Oh oh oh. Perché non è Natale se non ti metti a Oh-oh-eggiare

P come Pallendario dell’Avvento. Ma anche come Pandoro: un dolce, un perché. Cospargetelo di zucchero a velo, affogatelo di crema al limoncello, una passata nel microonde e Buon Natale a tutti voi!

Q come Quando arriva… arriva (Il Natale, eh)!

R come Rudolph the red nosed reindeer: la mia fiaba preferita di Natale

S come Solidarietà. Tutto l’anno. E anche a Natale

T come Tavola imbandita a festa

U come Un augurio di cuore per un felice Natale a tutti voi

V come Vacanze

Z come Zzzzzzzz! Non svegliatemi, è Natale!

Art attack natalizio… un anno dopo

Già da qualche settimana ho notato che, tra i post più letti del blog, è tornato in voga il mio art attack natalizio dello scorso anno. Questo mi ha fatto subito pensare a due cose. La prima è che le mamme italiane sono molto più previdenti di me e si preparano al Natale con l’anticipo dovuto. La seconda è che di art attack natalizi non ce n’è mai abbastanza. Anche di quelli un bel po’ sconclusionati, come il mio.

E a conti fatti non è che al Natale manchi poi così tanto. Ieri ci hanno regalato un mega calendario dell’Avvento, di quelli con le mega caselline che contengono i mega cioccolatini. Ovviamente la sottoscritta lo ha piazzato sulla mensola più alta del soggiorno, lontano dalla golosa marmocchia (l’idea è che da qui al primo dicembre si scordi del contenuto e lo rimiri come semplice e colorato addobbo natalizio). Bene, per tutto il pomeriggio gruppi di bambolotti suddivisi per età e dimensione sono stati accompagnati in pellegrinaggio ai piedi del suddetto.

Vedete, ora sta lì in alto perchè siamo a novembre. Ma dal primo dicembre…

I pellegrini si sono sciolti per ore in sospiri agognanti.

Bene, dicevamo, oggi vi ripropongo l’ineguagliabile (ché vorrei vedere a chi mai verrebbe in mente di eguagliare na’ tale assurdità) Pallendario dell’Avvento.

In breve:

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Merry Christmas!

Lo aspettavamo da giorni  e ormai l’impazienza ci si stava mangiando.

Dopo la rappresentazione natalizia marmocchia abbiamo augurato Buon Natale alle maestre con somma felicità della nana, che alla mia domanda “Ti dispiace che la scuola materna starà chiusa per due settimane” ha commentato con un breve ma sentito “Ploplio pel niente!”

E mentre l’assessora di Paesello sfilava per i corridoi nel suo lungo soprabito chiaro e spargeva su di noi i suoi auguri a mo’ di benedizione urbi et orbi (ché Paesello a volte sa essere davvero un posto singolare in cui vivere), la nana ed io salutavamo con un lieve rammarico il presepe della scuolina (quello fatto a casa dalle famiglie e poi allestito a scuola; quello con sette Marie, altrettanti Giuseppi e un Gesù scala 1:1 – praticamente a dimensioni reali-; che poi  alla bidella, per dare “la giusta prospettiva”, è toccato piazzare i pastori in prima fila a Betlemme e la mangiatoia in cima alle montagne, sei paesi più in là).

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Festa di Natale marmocchia… la nostra prima volta

E insomma, il fatidico giorno è arrivato. C’è da dire che ero partita con il fermo proposito di mantenere un certo aplomb: niente smanacciamenti a salutare la nana, niente paragoni con gli altri marmocchi, gomitate nelle costole ai vicini per indicare la figlia fenomena, ma soprattutto niente fiumi di lacrime affogate in quintali di kleenex. Insomma, volevamo fare una cosa sportiva.

E come no.

Si aprono i cancelli la gente spintona manco fossimo all’ultima di campionato con le due capolista a pari punti. Per diamine, lì dentro c’è la mia Marmocchia: inizio a spintonare anche io. Grazie ad un gesto atletico del Ninnatore ci ritroviamo entrambi in seconda fila. Niente male, sogghigno soddisfatta alla vista degli altri genitori che si contendono i posti in ultima fila. “Tsè, principianti”. Ma ricordiamo che sono qui in veste sportiva, niente spirito di competizione, solo sano divertimento.

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