Milano

I venerdì col marmocchio: MinitaliaLeolandia

Nel cuore della Lombardia, a breve distanza da Milano e Bergamo, si trova un posto magico dove i grandi ritornano bambini per vivere insieme ai loro piccoli avventure straordinarie. Questo posto meraviglioso si chiama MinitaliaLeolandia e per i nostri venerdì col marmocchio oggi vi porto proprio in questo parco divertimenti che è tra i più famosi nel nostro paese.

Il parco MinitaliaLeolandia è diviso in 5 aree tematiche con 27 giostre e spettacoli divertenti per tutta la famiglia. All’ingresso vi verrà consegnata, insieme alla mappa, anche la programmazione degli spettacoli che si terranno nel parco durante la giornata: baby dance, mini musical e brevi show vi consentiranno di fare una piccola pausa divertendovi. La cartina sarà la vostra migliore amica nella visita al parco. La legenda vi guiderà verso le giostre accessibili ai vostri piccoli in base all’altezza (bambini soli, accompagnati o divieto sotto una certa altezza) in modo da organizzare il vostro tour in maniera saggia.

1. Riva dei Pirati

In un’ambientazione che vi ricorderà Salgari ma anche Uncino e la sua ciurma, in quest’area troverete la maggior parte delle attrazioni d’acqua (le mie preferite) e il torcibudella (la preferita della Marmocchia) ritratta nella foto qui sotto.

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I venerdì col marmocchio: un bookcrossing speciale

Qualche tempo fa, grazie a un’amica, ho scoperto un’iniziativa di bookcrossing che mi ha molto colpita fin da subito. Proprio per questo torno a parlarvene oggi, alla vigilia della sua sedicesima edizione che si svolgerà domani, sabato 13 aprile.

Questo bellissimo appuntamento, organizzato dal Comitato X Milano Vigentino, si svolge mensilmente presso il Cam di Via Verro 87, a Milano ed è aperto ai cittadini di tutte le fasce d’età.

Si tratta di un vero e proprio baratto di libri in un’atmosfera distesa e festosa dove tutti, anche i più piccoli, possono partecipare attivamente. Contemporaneamente al bookcrossing vengono infatti proposti dei laboratori a tema per i bambini nella fascia d’età dai 4 ai 10 anni.

Personalmente trovo che questo evento sia organizzato in maniera straordinaria e con un’attenzione notevole ai più piccoli. Durante il bookcrossing (ovvero mentre sarete lì a toccare, sfogliare, annusare libri di tutti i generi, cercando di decidere quali portare a casa con voi in cambio di quelli lasciati) i vostri bimbi saranno impegnati in attività organizzate proprio per far sì che si sentano parte attiva di questo pomeriggio insieme. L’attività del prossimo incontro è: ascolto una favola e costruisco il mio libro.

Posso dirvi con certezza che il pomeriggio al Cam di Via Verro vi stupirà. L’attenzione, la pazienza e la dedizione di tutte le persone coinvolte vi faranno sentire parte di un pomeriggio diverso e bellissimo.

Trovo che le iniziative di bookcrossing siano momenti di aggregazione e scambio d’idee estremamente importanti. Momenti che arricchiscono enormemente grandi e piccini.

Noi ci saremo e spero possa essere una buona occasione d’incontro con qualcuno di voi.

La sedicesima edizione del bookcrossing si svolgerà presso il CAM Verro, in via B. Verro 87, sabato 13 aprile 2013, dalle 14.30 alle 18.00.

Il laboratorio per i bambini inizierà alle 15.30.

Tutte le informazioni qui.

Per essere sempre aggiornati sulle attività del Comitato potete consultare il sito internet o la pagina Facebook.

Il Comitato X Milano Vigentino è formato da un gruppo di cittadini che s’impegnano per lo sviluppo della socialità e della qualità di vita di Milano. Lo fanno proponendo iniziative culturali e sociali e sostenendo un dialogo aperto con cittadini e associazioni. Il bookcrossing organizzato mensilmente è proprio una di queste iniziative.

Il comitato si riunisce abitualmente tutti i lunedì sera alle 21.00 al Bar Lisa in Via Ripamonti. Per unirsi al gruppo e partecipare potete scrivere a vigentinoxmilano@gmail.com.

 

Il mio Marzo fotografico #instagram 3/13

La foto più bella di questo mese è quella che non ho scattato. Mentre ero al volante, in una giornata di pioggia torrenziale, ho visto passare dal finestrino lo scatto perfetto. L’ho perso, ma proverò comunque a descriverlo, prima di condividere con voi le foto di questo mese.

Una giornata di pioggia torrenziale, dicevamo, e mentre guido lentamente lungo il Naviglio, dalla parte opposta, nel viale chiuso al traffico, una sagoma scura e ingobbita scivola sulla stradina sterrata. A far da sfondo, alle sue spalle, un muro di case diroccate, l’erba incolta color paglia e una trama fitta d’edera che percorre le pareti, quasi a formare una ragnatela che incornicia quell’oscuro (ma più che altro scuro) individuo. Un prete. La veste lunga e nera che spunta da sotto il soprabito, nero anche questo. Nera la papalina e nero l’ombrello. Appeso al polso qualcosa penzola sbrilluccicando. Forse un rosario, chissà. La schiena curva, il corpo che pare immobile, i passi svelti, sotto quell’abito che copre i piedi: sembra scivolare più che camminare.

E dove stesse andando non so. Quello che so è che mi è parso, in meno di un secondo, un quadro. Come se da questa parte ci fosse la Milano di oggi, col traffico tipico dei giorni di maltempo, i clacson che strombazzano, mentre la pioggia rimbalza sulle carrozzerie di mille colori. Dall’altra parte la Milano di una volta, quella degli scatti in bianco e nero. Il battito della pioggia rompe un silenzio surreale e lungo gli argini brulli del Naviglio quel curato di campagna che s’affretta a raggiungere la parrocchia per dir messa. E avrei voluto tanto potermi fermare per farvi vedere l’enorme poesia di quell’istante…

Il mio Marzo fotografico:

1. Nella foto in cima al post un momento di cuginitudine senza precedenti. Vi ho mai detto che se c’è una cosa che non manca alla Marmocchia sono i cugini? Ne abbiamo di tutte le età, forme e dimensioni. Un genere unico, però. I cuginetti sono infatti rigorosamente tutti maschi. Tra questi il suo preferito (morbosamente preferito, direi) è il giovanotto che vola sull’altalena di questo scatto. Si adorano, di quell’adorazione che forse solo chi ha nelle vene lo stesso sangue può provare.

2. Marmocchi.

Marmocchi che si guardano attraverso una rete. Si osservano, si studiano. Poi si sorridono e si propongono uno scambio muto, ma denso di significato. E dalla rete vedi incrociarsi due manine che porgono una all’altra il proprio lecca lecca.

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I venerdì col marmocchio: iniziative belle, ecologiche e riciclose

Per i nostri venerdì col marmocchio oggi vi propongo alcune attività belle, ecologiche e riciclose per il prossimo week end (che in quel di Milano vi ricordo prevede anche la domenica a piedi).

Il primo posto è un posto bello. Ma bello bello eh, il Mercato Bello appunto, che nella giornata di domenica 17 marzo, dalle 12 alle 21, proporrà un’edizione speciale interamente dedicata ai marmocchi. E più bello di così che volete?

Il Mercato Bello è un mercatino che propone pezzi unici di artigianato e design a prezzi accessibili e si svolge una domenica al mese presso l’Ostello Bello di via Medici 4 a Milano.

Durante questa prima edizione dedicata ai marmocchi troverete tanti prodotti handmade pensati proprio per loro (abbigliamento, giochi e molto altro) e momenti in cui scatenare la creatività all’insegna del DYI.

Nel pomeriggio un laboratorio con nientepopodimenoche Le Funky Mamas insieme ad Elena Motta, che per l’occasione aiuteranno i piccoli a creare tanti mini mostri Zampa Grossa a suon di carta, colla, glitter, stoffa e… tanta buona volontà formato marmocchio. (Il laboratorio Mr&Mrs ZampaGrossa si terrà alle 14.30 ed alle 16.00, prenotazione obbligatoria, tutte le info qui).

Tra un gioco, un laboratorio e un sbirciatina alle bancarelle, vi segnalo la Merenda Solidale della Onlus La Gotita, in collaborazione con Ostello Bello.

Tutte le informazione sul Mercato Bello sulla pagina ufficiale dell’evento.

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I venerdì col marmocchio: la Libreria dei Ragazzi

In uno dei luoghi per bambini più belli di Milano ho incontrato la magia dei bei libri, l’amore per la lettura e il rispetto per i piccoli lettori. Questo luogo è la Libreria dei Ragazzi di Milano e per farvela conoscere un po’ di più ho intervistato Renata Gorgani, presidente della libreria.

La prima cosa che mi dice Renata è che alla Libreria dei Ragazzi i bambini sono liberi non solo di guardare, ma anche di toccare e scoprire. Questa libertà crea fiducia nei piccoli ed è il modo migliore perché loro possano avvicinarsi alla lettura in maniera spontanea e noi genitori imparare a conoscerli meglio. Mica poco, eh? D’ora in poi questa sarà la mia risposta ufficiale quando mi chiederanno “Porti di nuovo la Marmocchia in libreria? E che fate?” Ecco, noi facciamo questo: ci conosciamo un po’ di più!

Renata mi dà un consiglio davvero prezioso, che voglio condividere con voi: portate i vostri piccoli in libreria e lasciate che osservino, che prendano in mano i libri da cui sono attratti, che scelgano il loro preferito. Forse quello che sceglieranno a voi non piacerà. Non importa. Per avvicinare i giovani lettori alla lettura è necessario lasciarli liberi di esprimere i propri gusti e operare le proprie scelte. Un libro lo scelgono loro, va bene. Un altro libro prendetelo voi per loro, dicendogli “Questo l’ho scelto io per te“. Meraviglioso, no? Rispetto e condivisione allo stato puro.

Dare i libri in maniera giocosa e gentile è un altro dei punti fermi della Libreria. I libri sono esposti sugli scaffali di piatto e in maniera accessibile ai bambini, perché siano a portata dei loro occhi e delle loro manine.

Un’idea straordinaria (che sono andata immediatamente ad aggiungere a questo elenco) è il bollettino con i migliori libri del mese, accompagnati ognuno da una scheda con una breve recensione. Un vero e proprio tesoro per chi è in cerca del giusto suggerimento di lettura.

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I venerdì col marmocchio: il Museo Civico di Storia Naturale a Milano

Che facciamo, ci andiamo a vedere quattro ossa?

Così scherzando (ma mica troppo), qualche tempo fa, il Ninnatore ed io ci siamo portati la Marmocchia (allora poco più che treenne) al Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Per noi non era certo la prima volta ma, come spesso accade, la prima volta con lei è sempre un po’ la prima volta per tutti. Fu un pomeriggio molto divertente. Di sguardi estasiati, espressioni meravigliate (non solo le sue, eh), affermazioni sconclusionate e domande di cui nessuno conosceva le risposte (nel dubbio noi un po’ si leggevano le tavole illustrative e un po’ si tirava a indovinare). Una bella, bellissima esperienza che ripeteremo di certo a breve.

Per questo oggi, per i nostri venerdì col marmocchio, vi porto con noi a vederci quattro ossa.

Il Museo di Storia Naturale ospita diverse esposizioni permanenti divise in aree tematiche: mineralogia, paleontologia, zoologia, storia naturale dell’uomo (qui troverete ad esempio il calco di Lucy), entomologia. E poi ancora gli ambienti naturali: dalle isole oceaniche alle foreste equatoriali, dagli ambienti artici ed antartici a Savane, praterie e deserti. Alla fine vi sembrerà di aver fatto un giro intorno al mondo in una manciata di minuti. E sarà una bellissima sensazione.

Le ultime sale del Museo sono dedicate a parchi e riserve naturali d’Italia e ad alcune preziose specie della fauna italiana come la lince, il gatto selvatico e il gallo cedrone.

Ovviamente ogni bambino, così come ogni adulto, si sentirà più attratto da un tema piuttosto che da un altro. Ma quasi certamente nella sala 7 ci passerete buona parte del vostro pomeriggio: arrivano i dinosauri! Qui troverete una ricostruzione spettacolare del triceratopo che lascerà tutti a bocca aperta. Nella stessa sala potrete ammirare diversi scheletri delle specie più famose di dinosauri, ricavati da calchi originali.

Per darvi un’idea, se ancora non ci siete stati o se i vostri ricordi risalgono ai tempi delle medie, ecco un mini tour fotografico di quel nostro pomeriggio al Museo:

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I venerdì col marmocchio: Pastamadre

Per i nostri Venerdì col marmocchio oggi ci dedichiamo ad una delle attività preferite dalla Marmocchia (ma anche da me, eh): mangiare.

Nello sepcifico vi porto da Pastamadre, ristorante, caffetteria, pasticceria nel cuore di Milano (zona P.ta Romana).

Come avrete di certo capito (voi che siete molto più svegli di me) l’ingrediente principe del ricco menu di questo locale è la pasta madre, ovvero il lievito naturale che, a differenza del lievito di birra classico, risulta avere una maggiore digeribilità e conservabilità. Per saperne di più vi consiglio di dare un’occhiata al video che trovate qui.

Appena entrati tre cose vi colpiranno: la vetrina dei dolci, l’arredamento unico e il sorriso del personale.

Lo staff di Pastamadre presta grande attenzione al rispetto dell’ambiente non solo in cucina (selezionando attentamente i fornitori e prediligendo gli acquisti a km 0 e i prodotti bio), ma anche nell’arredamento del locale, realizzato con materiale di riciclo. Il soffitto, ad esempio, vi lascerà di certo senza parole.

Ma veniamo a noi: che si fa da Pastamadre? Colazione, pranzo, merenda, cena. Quello che vi va, insomma. Il menu è ricco (sul sito trovate portate e prezzi – da leggersi rigorosamente a stomaco pieno, rischio svenimento!), la qualità dei cibi ottima e, anche se il locale non è enorme, una merenda con il vostro marmocchio non vi deluderà. Io ve lo consiglio perché a noi è piaciuto tanto.

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I venerdì col marmocchio: le marionette dei Colla

Questa è la storia di una famiglia e di una professione che si tramanda di padre in figlio, di cuore in cuore. E cambia e prende forme diverse, pur rimanendo pura espressione artistica di una passione profonda.

Forse conoscete il Teatro della Quattordicesima a Milano, sede stabile dei burattini dei Fratelli Colla ormai da anni. Forse però non sapete che gli spettacoli delle loro marionette, così come li conosciamo oggi, hanno alle spalle un passato lungo e a tratti burrascoso, attraverso due secoli, e varie fasi di splendore e decadenza. In passato gli spettacoli delle marionette erano destinati ad un pubblico di adulti, anche se a noi oggi pare un poco strano, finchè nella mente di un giovane membro della famiglia nasce l’idea che il destino delle marionette debba essere diverso. E dopo vari sforzi, e coltivando con tenacia il proprio pensiero, sceglie di essere un marionettista, il primo in questo senso, e debutta con lo spettacolo Pinocchio.

Era il 1946 e lui era Gianni Colla. A lui dobbiamo i meravigliosi spettacoli di burattini per bambini e ragazzi così come li conosciamo oggi.

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Quelle mamme fatte così

E poi, in un nuvoloso sabato mattina in cui gli impegni ti tengono lontana dal tuo ormai adorato campeggio, ti trovi a girovagare per Milano in cerca di intrattenimenti marmocchi atti a non carbonizzare il senso profondo di un week end in città: il relax e il fancaxxismo allo stato puro.

Poi però, per un errore di valutazione, ti trovi alle 11 della mattina, senza un grammo di caffè in corpo, all’interno di un parco giochi con i gonfiabili. Sì, i gonfiabili. Quelli che di solito eviti come la peste. Tu, lui, lei. E il cavallo di Leonardo che vi guarda visibilmente preoccupato.

Hai ancora il segno del cuscino sulla faccia e da questa mattina avrai detto sì e no sei parole comprensibili nella nostra lingua. Lo so, un’altra mamma a quest’ora ha già pulito casa, fatto andare due lavatrici, preparato il pranzo e infornato la crostata per la colazione della domenica mattina. Ma tu non sei così. Non lo sei di natura e fingere ti viene malissimo.

E poi, a metterci il carico, arriva lei. Che sembra uscita da uno spot degli anni 80 sulla margarina. Sorriso smagliante, borsa di Mary Poppins e un minimo di tre nani al seguito. Tu, con l’aiuto di un altro adulto, a malapena stai dietro a una. Lei, da sola, ne intrattiene allegramente tre. E pare pure le piaccia.

Lei è quella che ti offre un paio di calzine antiscivolo per la Marmocchia. Perchè lei ha tre maschi, ma un paio di antiscivolo da femmina in borsa che fai non te le porti? E fosse anche solo per non doverti più vedere arrancare dietro a tua figlia in un continuo metti le scarpe – togli le scarpe – rimetti le scarpe – aspetta, va, ti porto in braccio, tira fuori il pezzo da novanta e te lo offre fiera e sorridente. Fa niente che il gesto ti fa inevitabilmente pensare che con tutta probabilità non sapresti badare nemmeno ad un chihuahua. Lei è fatta così.

Grazie, è che non credevamo di fermarci qui, perciò non siamo attrezzati

No???” chiede lei scandalizzata “Noi invece lo avevamo programmato da circa un mese. Si sa, con i bambini va pianificato tutto con largo anticipo, altrimenti è un disastro!“.

La tentazione sarebbe quella di raccontarle che quest’estate gireremo la Francia allo stato brado, Marmocchia alla mano, senza conoscere una parola di francese.

E il gioco prosegue. Lei, propositiva e divertente, organizza per i figli una mattinata da urlo. Tu, covando in segreto il desiderio di affittarla per un paio d’ore, ti trascini dietro alla marmocchia perdendotela un paio di volte.

Loro danno prova di conoscere perfettamente la disciplina che regola cotali aree gioco. Inoltre mostrano un utilizzo delle strutture degno di veri e propri veterani. Con educazione e rispetto passano da un gonfiabile all’altro mentre la madre li incoraggia e immortala orogliosa delle sue creature.

La Marmocchia osserva diffidente la maggior parte dei giochi, riconducendo l’utilizzo della qualsiasi a un salta-salta-salta accompagnato da urletti e risate sguaiate. Anche se la struttura non è propriamente… saltabile.

Lei continua imperterrita la sua missione di vita: ottenere l’Oscar come miglior madre protagonista. A te forse danno un Donatello come peggior genitrice non protagonista.

La sua vocina stridula e gaudente ti sta provocando un forte mal di testa e la mancanza di caffeina aggrava la situazione.

Il colpo di grazia è lo spuntino di metà mattina. Come non averci pensato. Su e giù per i gonfiabili, a scalar montagne, saltellare sui tappetini e lanciarsi giù dagli scivoli, si sprecano molte energie. Perciò è d’obbligo uno spuntino salutare che rimetta in forze i propri piccoli.

Sul “bambini chi vuole una carotina” ti arrendi all’evidenza: non potrai mai competere con lei. Perchè ci sono mamme fatte così. Tu, semplicemente, no.

E credetemi, io le stimo, le ammiro e nella prossima vita ci vorrei rinascere fatta così.

Solo, mi chiedevo se in questa vita fosse possibile prevedere, all’interno delle aree gioco, spazi appositi, possibilmente insonorizzati, in cui rinchiuderle?

No, così tanto per sapere.

Di gentiluomini e gentilgiovani: un Hu qualunque

Va be’, c’ho preso gusto. È che questi aggiornamenti un po’ a casaccio (ordinati nella loro confusione) rispecchiano perfettamente la confusione ordinata in cui vivo. Non so se mi spiego.

1) Sono diventata di nuovo zia. La nonchalance con cui ormai la Marmocchia si aggira per i reparti maternità, spiegando ai passanti con poche parole il complesso processo della procreazione, nonchè il miracolo della nascita, lascia i più basiti: “si mette il bambino nella pancia. Poi esce e piange. Ma un po’ dorme. E un po’ no“. Ché io dopo tre anni e mezzo che sono mamma non avrei saputo spiegarlo meglio.

2) Al rientro dal lavoro trovare il Ninnatore a casa, sebbene un po’ ammaccato, pranzare insieme riuscendo a scambiarsi frasi di senso compiuto e senza avere in sottofondo live qualche successo musicale rivisitato in chiave marmocchia, risveglia in me desideri sopiti. Tipo fare i muffin al cioccolato (no, ma che avevate capito?).

3) Un recente sondaggio ha decretato che a Milano il cognome più diffuso (dopo l’imbattibile Rossi) è il cinesissimo Hu. Dopo aver appreso l’inquietante notizia, la sottoscritta è stata più volte tentata di recarsi nella chinatown medeghina e gridare a squarciagola Huuuuuu!!! (e vedere di nascosto l’effetto che fa).

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