mare

Un week end col marmocchio

Un po’ per esorcizzare l’inizio del nuovo anno al quale, diciamocelo, non siamo mai abbastanza pronti. Un po’ per dire nuovamente arrivederci al mare del quale, ammettiamolo, non ne abbiamo mai abbastanza. E un po’ anche perché ci si presentava un’ottima occasione, la nana ed io ci siamo lanciate in un week end tra amiche in quel di Marina di Massa e dintorni.

Complice un clima decisamente estivo, l’ambientazione talora anni sessanta (tipo che in spiaggia, da un momento all’altro, mi aspettavo di scorgere Jerry Calà sul pattino) e una buona luna marmocchia, sono stati due giorni davvero eccezionali.

Due giorni in cui ho scoperto che quel suo essere socievole (che di solito si traduce nel puntare quello con alle spalle il maggior numero di anni di galera, avvicinarlo e domandare ciao signore, come stai?), a volte può rendere estremamente orgogliosi. Vederla distribuire in egual misura le sue attenzioni, sciogliersi in abbracci tenerissimi e infilare la sua manina nella manona di qualcuno appena conosciuto, è stata una boccata d’aria fresca. E ha fatto schizzare in vetta a tutti i propositi per il nuovo anno questo: lasciare che le emozioni si mostrino per quello che sono, senza parole che tentino inutilmente di spiegarle.

Come fa lei, ad esempio.

Detto questo, ho mangiato come un orso prima del letargo, confermato un’attrazione fatale per Forte dei Marmi (sarò di certo l’unica, eh, già lo so), speso una piccola fortuna in un negozio per bambini, che molto somiglia alla mia idea di sogno ad occhi aperti, assaporato la gioia vera che sa donare l’amicizia e ricordato che io e mare, in un’altra vita, dobbiamo essercela intesa davvero alla grande.

La Marmocchia, dal canto suo, ha mangiato più di me sfidando le leggi della fisica, fatto una full immersion di sole-sabbia-mare tutto in un week end, nutrito un folto gruppo di oche, intrattenuto rapporti con umani di varie fasce d’età e scoperto un amore fraterno per Pippi Calzelunghe.

E con i segni del sole e del mare sulla pelle, e non solo, si torna di nuovo, e stavolta davvero, alla vita reale.

Quest’anno che inizia ha tutti i presupposti per dar spazio al cambiamento e alle novità. Qui ci stiamo attrezzando per preparare il terreno alla grande. E speriamo di avervi con noi.

Due dritte se siete in zona: le focaccine di Francesco a Sarzana e il negozio per bambini Al forte da Pippi a Forte dei Marmi (perfettamente descritto in questo post da Camilla per le Mamas).

Robedamamma va in vacanza

Lettori cari, amici di sempre, pellegrini di passaggio, luglio volge al termine e si avvicina la partenza. Devo dire che la nebbia che avvolge il nostro viaggio francese è ancora molto fitta. Come dire, sappiamo che dobbiamo andare, ma il dove esattamente ci sfugge.

Le lezioni di lingua in compenso procedono alla grande. Si rispolverano vecchie glorie del rap francese, si studiano i classici ma, soprattutto, si ritiene che l’apprendimeno del testo di una canzone in particolare spalancherà i cuori del popolo di Francia.

Sentite che poesia:

Les voilà! Les voilà! C’est vous, quelle merveille!
Par ici les manteaux, par là les bouteilles
Les amis, des amis, sont tous des amis
Plus on est de fous, ah ! ah ! plus on rit

ovvero:

Eccoli! Eccoli! Siete voi, che meraviglia!
Da questa parte i cappotti, da quest’altra le bottiglie
Gli amici degli amici sono tutti amici
Più si è di matti, ah! ah! più si ride.

Come non trovare l’occasione di usare questi meravigliosi versi in un dialogo con un francese. Me lo sento, non potranno resisterci!

Le prossime due settimane saranno cruciali per l’organizzazione del tour (e per affinare la lingua giusto quel poco che ci manca). Perciò, nell’augurarvi buone vacanze, vi comunico che Robedamamma chiude per ferie e se ne viene in Francia con noi.

Nel mese di agosto ci intratterremo con qualche vecchio post ri-postato per l’occasione. Una specie di cosa vi siete persi (grandi cose eh, ve lo anticipo) e spero di riuscire ad aggiornarvi sulle nostre tappe di viaggio più o meno live (che il wi-fi sia con noi, amen!).

Che poi direte voi: ma fattele ste vacanze al posto di star sempre lì con carta, penna e macchinetta fotografica. E io vi risponderò: ma guardate che a me piace scrivere e aggiornarvi, eh! Mica mi ci obbligano.

Spero le vostre vacanze siano spericolate o rilassanti, avventurose o tradizionali, con famiglia o con amici, così come le desiderate.

E a settembre… tante, tantissime novità in arrivo per voi.

State tonnati (trad. stay tuned).

BUONE VACANZE!

Gente di mare: la nostra Pasqua in pochi scatti

Vi ho già detto che in una precedente vita intagliavo cozze o pescavo merluzzi? Fin da piccolissima ho sempre avuto la convinzione di essere nata nel posto sbagliato. Niente contro la mia città, ma io sento la mancanza del mare dodici mesi l’anno. Non una voglia remota di sole e salsedine. No. Direi piuttosto un bisogno impellente di respirarne gli odori, i colori, i sapori. E questo qualcosa vorrà pur dire, no?

E insomma siamo gente di mare e al mare torniamo ogni volta che la vita di città ci dà tregua.

Perciò oggi vi racconto la nostra gita pasquale in questi pochi ma (per me) significativi scatti.

Ready? Go! Zaino in spalla, pashmina di mamma e via!

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In Spagna col marmocchio: Day 0 – 1

DAY 0
Partire in tre con due valigie e sentirsi una perfetta famiglia di mondo che sa viaggiare leggera anche con un marmocchio al seguito.
Al check in scoprire che in realtà una delle due viene classificata come “ecomostro” e bandita dall’aeroporto in quanto supera il peso consentito di circa il doppio.
(!?!).
Correre alla ricerca di un bagaglio supplementare per suddividire il peso dell’ecomostro. In mezzo al corridoio dell’aereoporto, seduti per terra, a trafugar vestiti e biancheria, giochi marmocchi e generi vari. E pesare e ripesare i bagagli fino al raggiungimento del giusto peso.
Va bene, ostacolo superato, via verso il gate d’imbarco.
Oggetti personali e bagaglio a mano negli appositi contenitori, passeggino chiuso, Marmocchia in braccio.
Ma passando il metal detector qualcosa suona.
Sono le scarpe? L’orologio? La catenina?Passo e ripasso, scalza e spogliata di tutti i possibili oggetti in metallo.

Suono lo stesso.
Ritaaaaa“, tuona spazientita la guardia all’indirizzo della collega femmina, “pensaci tu“.
Mi fanno la perquisa. La nana non è d’accordo. Me la fanno lo stesso.
E alla fine viene fuori che sono proprio io a suonare.
A volte capita“.
Bene, non avevo dubbi capitasse a me.
Di corsa all’aereo, stremati, stressati, mentre la Marmocchia riassume con ineguagliabile capacità di sintesi la nostra vacanza fino ad ora: “Che zornataccia“.
Ma abbandonato il suolo italiano e toccato quello spagnolo la musica cambia. E si finisce a cenare in maniera divina brindando alle vacanze con un ottimo vinello rosso.

Le gambe vacillano, la mente pure. Soprattutto nell’apprendere che il menù per i bambini è a base di “cerdo”. “Oink-oink” spiega il cameriere.
Maiale.
Non il cameriere, ma la carne servita ai marmocchi.
Dopotutto siamo in Spagna e perciò archiviamo il capitolo con un semplice “Olè!“.

DAY 1
Playa del Camello (Santander)
Temperatura primaverile, spiaggia fantastica, affollamento contenuto e un venticello che rende la permanenza sotto il sole del tutto piacevole.
Ecco, tipica situazione che pensi non possa esistere.
E invece c’è.
La Marmocchia continua ad avere un rapporto di amore-odio con il mare. A 50 metri dalla riva “Bello quetto male“, a 20 metri “Mi piaze quetto male“, a 10 metri “Quetto male zi muove tloppo“, a 5 metri urlo libero e fuga a gambe in spalla.
E se comprendesse la differenza tra mare e oceano forse la ritroveremmo sul primo volo di rientro verso casa.
In compenso il rapporto con la sabbia e i giochi da mare è di totale comunione. E infatti non c’è un centimetro del suo corpicino che non sia ricoperto di sabbia.
E ci divertiamo, ci rilassiamo, bagnamo i piedi nel freddo oceano e ci riscaldiamo al sole.
Qui lo sport nazionale da spiaggia sono le “racchettate folli”. Simile al gioco italiano dei racchettoni, si pratica con racchette di legno e pallina da tennis. I 4 giocatori si dispongono in due squadre una di fronte all’altra ad una decina di metri circa di distanza. Ed ecco che chi ha la palla si accinge al servizio. Inizia una serie di scambi incrociati in cui la pallina, senza mai cadere, viene scagliata da una parte all’altra alla velocità della luce, a suon di racchettate violente. A seguirla si potrebbe cadere in trance.
Stiamo sperimentando un nuovo tipo di vacanza con la Marmocchia. Ricordarsi sempre l’orario della sua ultima evacuazione, per cogliere in tempo la successiva, è cosa ardua. E infatti ci scappano gli incidenti di percorso.
Tentiamo di non scoraggiarci.
Nel pomeriggio lasciamo Santander per Santillana del Mar, paese che prende il nome da Santa Juliana, uccisa dal marito perchè non voleva perdere la verginità. E va be’, evviva la rivoluzione femminile e la parità dei sessi!
Qui hanno uno dei musei più famosi della Spagna, patrimonio dell’Unesco: le grotte di Altamira.
Piove e in serata ci dirigiamo a ovest sulla costa e pernottiamo a Llanes. Il paese è famoso per le numerose sidrerie. Ovviamente non perdiamo l’occasione di assaggiare il sidro (o meglio la sidra) locale, che va gustata a temperatura ambiente e versata nel bicchiere da una ragguardevole altezza. L’operazione è alquanto folkloristica e merita. La bevanda, a dire il vero, un po’ meno.
Il nostro hotel è preso da assalto da un gruppo di ragazze che festeggiano un addio al nubilato. Sono vestite da marinarette, tranne la sposa che sfoggia anche velo e salvagente a paperella. Credo abbiano iniziato i festeggiamenti già da un pezzo, sebbene siano solo le sette di sera.
La curiosità è come le ritroveremo
domani mattina.