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Social Family Day, ovvero cosa ho imparato al Mammacheblog

A una settimana dal Mammacheblog (o come lo ha ribattezzato la Marmocchia dopo avermi ripetutamente chiesto “dove vai? con chi? perché?” e non aver capito una cippa delle mie risposte: il Mammacheboh!) condivido un paio di pensieri e tanti link dove troverete impressioni, sensazioni e conclusioni di chi ha vissuto questa bellissima esperienza con me.

Un grazie a Fattore Mamma per aver reso possibile la meraviglia di due giorni di incontri, riflessioni e condivisione che mi hanno riempito testa e cuore come il più grande dei tesori.

Cosa ho imparato al Mammacheblog:

- che la passione, quella vera, ti si accende nello stomaco, ti fa la ola sulla pelle, ti annoda qualcosa nella gola, che se poi provi a parlare, niente, escono solo lacrime. Ed è inutile chiamarsi fuori: quando un sogno chiama, vale sempre la pena di seguirlo.

- Che siamo noi stessi i primi giudici del nostro valore.

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Social Family Day 2013 – e una riflessione che viene dal cuore

Sono passati quasi due anni da quando partecipavo, nel più completo anonimato, alla prima riunione tra blogger organizzata da Fattore Mamma. Se ci penso non è che sia cambiato poi molto. Sono sempre la stessa: impacciata, timidissima e, ad un certo punto, tendo a volermi dissolvere nel nulla, senza lasciar traccia.

Quello che è cambiato è il mio amore per la rete, o meglio per le persone che ho incontrato e incontro grazie al web. Per tutte quelle che posso chiamare amiche e intenderlo sul serio. Per chi mi legge e mi riempie il cuore di gioia. Per le belle esperienze che ne sono nate, per le grandi opportunità che ho avuto. Per sentirmi così viva, anche grazie a questo.

Io sono una che ci mette un po’ a carburare. Ma poi quando parto, ciao! Così quest’anno ho deciso di partecipare ad entrambe le giornate del Social Family Day 2013: 24 e 25 maggio. E vi devo dire che non vedo l’ora.

Su mammacheblog trovate il programma e tutti gli aggiornamenti.

Non vedo l’ora di riabbracciare le amiche, di complimentarmi con le blogger che seguo, per una volta dal vivo, di parlare, ascoltare e riempirmi ancora una volta la testa e il cuore delle parole e degli sguardi delle persone che così tanto stimo.

Quando mi chiedono perché ho aperto un blog e da due anni lo aggiorno con così tanta costanza (caparbietà? cocciutaggine?) a me vien da dire solo due cose. La prima è non lo so. La seconda è per fortuna.

Che poi è la pura verità.

La prima volta che mi hanno chiamata mamma blogger mi è scappato da ridere. Fa un po’ super eroe e un po’ casalinga frustrata che usa il tablet per far le pappine al marmocchio. Non lo so se l’aver partorito e cercare di crescere contemporaneamente una Marmocchia e un blog fa di me una mamma blogger. Nel caso, a me sta bene, eh, tanto per dire.

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Robedamamma capitolo 15: quante donne può essere una sola mamma

Venerdì sera, deposito Atm. Un gruppo di ragazze di età mista si accinge ad addio al nubilato con giro turistico per le vie della città. Tra le altre, lei si presenta con abito nero, piega (finalmente) riccia, sandalo col tacco e borsetta contenente almeno cinque disegni della figlia poco più che treenne, che crede nel potere di un foglio scarabocchiato quale talismano anti-la-qualunque. Cappello fucsia in testa, si attacca alla bottiglia di spumante dimostrando una resistenza all’alcol che non ricordava dal dì del test di gravidanza.

Ride, immortala la futura sposa in scatti che poi verranno sapientemente occultati e si gode una serata di totale svago. E ci voleva.

Dismessi gli abiti della teenager sgallettata, e dopo avere riposato poco più di quattro ore, nell’alba umidiccia di una mattina più autunnale che estiva, la nostra lei indossa le vesti della blogger mascherata e si reca al Mammacheblog Social Family Day.

Stringe mani, espone concetti profondi assumendo pose molto professionali, ascolta rapita i Mom Talk, trovando ispirazione e spunti da qui a fine anno, conosce alcuni dei suoi web miti e, in piedi con un solo caffè nello stomaco, razzia il social banchetto sentendosi una social principessa.

Poco dopo la carrozza si trasforma nuovamente in zucca e la nostra social principessa frustrata, nonchè blogger ormai smascherata, infila le ballerine al posto dei tacchi e attraversa correndo la città da un capo all’altro per recarsi alla festa di fine anno del corso d’inglese della figlia.
La piccola, negli ultimi sette giorni, aveva minacciato ammutinamenti e ritorsioni varie, qualora la nostra eroina avesse lisciato la suddetta festa.

Lei, madida di sudore e con un principio di esaurimento nervoso, arriva giusto in tempo e, dismessi i panni professionali, veste quelli del teletubbies viola (quello con la gruccia conficcata in testa, per capirci) per ballare, cantare e immortalare la figlia treenne alla consegna del suo primo diploma.

A festa finita in riva al lago osserva la sua ombra giocare con quella del marito e della piccola.

Sfinita, ma felice, pensa a quante donne è stata nelle ultime 24 ore.

A quante donne è normalmente nella sua vita. Giungendo alla conclusione che non potrebbe scegliere nè rinunciare ad una sola versione di sè. Che in fondo, poi, che male c’è? L’importante è guardarsi allo specchio e riconoscersi sempre.

Un week end particolare dunque (eufemismo per dire che ho dormito otto ore in tre notti).

E ora, come promesso, ecco a voi il mio piccolo e personalissimo blogroll (solo alcuni degli angoli meravigliosi di web che frequento e che vanno ad aggiungersi ai miei preferiti di sempre).

Una menzione speciale a Mamma Economia per questo meraviglioso post di cui vi lascio una piccola anticipazione (che sarà tema di un prossimo tatuaggio, ve lo dico):

“se avete un sogno non lasciatevi intimidire da chi vi dice -eh, ma con quello non ci campi!-, non è vero, se lo fate con professionalità, passione e tantissimo impegno, SI PUO’ FARE”

Blogroll:

Alice in Newland

Mommyplanner

Il diario di Millazu

Ipadmama

Chiara di nome

Quando fuori Piove

Centopercentomamma

Moms@park

Mamma che testa

Mamme acrobate

Mamma fatta così

Manager di me stessa

Itmom

Parola di Laura

Murasakinonikki

Idea Mamma

Mammatutto

Mamarketing

Supermamma

Baby a bordo

Là in mezzo al mar

Qualcosa sta cambiando

Le cose non vanno come credi

 

Leggi tutti i capitoli di Robedamamma.

Social Family Day: io l’ho vissuto così

Ma sei tu?

Sono io!

Tu-tu, proprio tu?

Io-io, proprio io!

Uaaaaaahhhhhhhhhhh!!!

E tu? Chi sei tu?

Io sono io!

Non me lo dire, sei proprio tu?

Sì sì, proprio io!

Nuooooooooooooooo!!!

Più o meno è andata così. Strette di mano, sguardi timidi, abbracci affettuosi, dimostrazioni commosse d’affetto che manco tornassimo dal fronte. Emozione e tanta gioia. La sensazione di parlare con persone che conosci da sempre. Scoprire un volto e pensare “Me la immaginavo proprio così” o dar prova della tua acutezza, gettando al vento una perla di saggezza: “Ammazza quanto sei alta, nel tuo avatar sembravi più bassa!“.

?!?!

E va bè.

Ascoltare la voce che sta dietro alle parole che leggi ogni giorno e che da domani si coloreranno di un accento diverso, fatto di una r leggermente arrotondata, di una cadenza regionale spiccata, di un’inflessione particolare che darà un senso ancora più vivo e vero alle tue letture.

Sentirsi parte di qualcosa di bello. Di grande. Qualcosa che sta succedendo qui, ora. E tu ci sei. Nel tuo piccolo eh, però ci sei.

Ascoltare i sogni degli altri e sentirli così appassionati da trovarti in un secondo a fare il tifo per loro. Progetti, idee, iniziative. E un forte senso di condivisione. Che bella parola, non trovate?

Ti leggo sempre!

Ma chi? Me?

Perchè uno scrive. E scrive. E scrive. Ogni tanto guarda i numeri e non sa davvero come sia possibile che, come dice Barbara Damiano aka Mammafelice, qualcuno si prenda la briga di leggerti tutte le mattine. Un piccolo miracolo. Che per chi come me scrive con un unico intento, il piacere di farlo, rende ogni giornata speciale, piena, intensa. In una parola, felice. E anche un po’ miracolosa.

Non ti resta che ringraziare chi si ferma tra le tue pagine, nella tua vita, nei tuoi pensieri e ti dona un po’ del suo tempo facendoti un regalo d’inestimabile grandezza. E chissà se lo sa.

Da tempo mi chiedo se lo merito. Magari no. Ma a volte si può semplicemente ammettere di essere molto fortunati. Io lo sono. E non c’è nulla di male.

Per vivere o rivivere il Social Family Day nella sua eccezionalità, attraverso foto e video, potete visitare le pagine dedicate all’evento sul sito Mammacheblog e su quello di Donna Moderna.

Vorrei dire grazie a Fattore Mamma e Jolanda Restano per l’organizzazione straordinaria e per avermi regalato una giornata meravigliosa e ricca di spunti.

Bye bye Mammacheblog Social Family Day e… spero a presto!

E domani vi svelerò il resto di questo week end un po’ confusionario e condividerò un piccolo blogroll di angoli del web per me assolutamente imperdibili.

E in questo sabato qualunque…

… un sabato italiano / il peggio sembra essere passato / la notte è un dirigibile che ci porta via lontanoooooooooo!

Domani, sabato 9 giugno, grandi cose ci attendono. Segnate la data, perchè in questo sabato qualunque a Milano accadranno eventi irrinunciabili (ma spero ripetibili, visto che mi è scaduto l’abbonamento al dono dell’ubiquità e quindi niente doppie apparizioni fino a rinnovo avvenuto).

Ore 9.30 – Quanta Village – Milano: MammaCheBlog Social Family Day

Ne ho parlato qui e trovate tutte le informazioni necessarie sulla pagina dedicata all’evento. Se siete su twitter a) se vi va, venite a cercarmi (@robedamamma) b) seguite l’hashtag #mammacheblog per vivere live l’evento.

Io sarò quella col vestitino rosso, le ballerine in borsa e la faccia sperduta. Se mi vedete, non datemi da mangiare. Portatemi con voi.

Io sono pronta, eh. Ovviamente, quante possibilità potevo avere che l’unico addio al nubilato a cui ho  partecipato negli ultimi quattro anni si svolgesse esattamente la sera prima (ovvero stasera), facendomi supporre che forse domani mattina non è che mi sentirò troppo in forma? Ma andiamo avanti.

Ore 15.00 – Santeria di Milano: Zelda was a Party

Conoscete Camilla di Zelda was a writer? Se ancora no, smettete subito di leggere questo post e andate da lei. Vi avviso, però, che crea dipendenza. Non potrete più farne a meno, ma vi assicuro che sarà stupendo. Camilla è una scrittrice, un’anima bella e un vulcano d’idee. E tutto nella stessa persona (forse per questo è così alta!).

Bene, Camilla ha organizzato questa festa merenda e per ingannare l’attesa dell’evento ha lanciato un challenge su Instagram. Partecipare è stato di grande ispirazione. Ho scoperto dei veri talenti, delle anime sensibili e capaci di trasmettere emozioni fortissime in un solo scatto. Trovate tutte le foto che hanno partecipato al challenge seguendo su Instagram l’hashtag #hoimparatoacontare.

A tal proposito, se siete su Instagram anche voi, battete un colpo. Mi trovate con un nick giovane, stupefacente e che non vi sareste mai aspettati: @robedamamma.

Ecco a voi alcuni dei miei scatti per l’ig challenge di Zelda was a writer:

  • mercoledì 30 maggio: fai colazione con noila mia colazione da Arnold

  • venerdì 1° giugno: condividi la tua attività o qualcosa che sai fare bene - bè, bene proprio non direi, però scrivere mi rende felice

  • sabato 2 giugno: presentaci chi ami – io amo loro. Quello grande con i piedi per terra e quella piccola con la testa sempre per aria (come me, del resto)

  • lunedì 4 giugno: regalaci un motivo di sorriso - pubblico raramente foto così esplicite della Marmocchia; ma a lei ad un anno e mezzo che, in versione Wanda Osiris, rubava focaccine a un banchetto di matrimonio, non ho saputo resistere. Questo è il mio motivo di sorriso.

  • martedì 5 giugno: scrivi un tuo sogno a mano - martedì pubblico questa foto e tra amici vicini e lontani si scatenano i commenti. C’è chi si chiede se sia proprio io (sì sì, proprio io e lo dico soprattutto per quelli che credono non imbrocchi un congiuntivo manco per culo), chi se abbia altro materiale oltre al titolo (?!?!?), chi ancora si rallegra del fatto che la protagonista sia una donna e non un uomo, dandomi un grande spunto per il prossimo romanzo: “Lo chiamavano Mario sette secondi“, sottotitolo ”e non era affatto un buon partito“. Questo è il sogno che coltivo da oltre un anno.

  • mercoledì 6 giugno: portaci in un posto che ami - vi porto nell’ormai celebre biblioteca di Paesello, il posto dove leggo, bevo caffè da sola o in compagnia, gioco con la Marmocchia e penso. È qui che scrivo la maggior parte delle mie cose. Lo trovo di grande ispirazione.

Challenge finito e già mi manca. Domani su Instagram ogni partecipante farà conoscere uno dei suoi utenti preferiti. Idea meravigliosa, no? Ricca di quel desiderio di condividere bellezza di cui Camilla è una vera maestra.

Buon sabato qualunque a tutti voi.

MammaCheBlog Social Family Day: io ci vado e tu?

Mamme (blogger e non) tirate fuori carta e penna, sfoderate i taccuini, riesumate le agendine, accendete il vostro cellulare e segnate:

9 giugno 2012 - Milano – Quanta Village

MammaCheBlog Social Family Day

l’evento dedicato a tutte le mamme 2.0 e alle loro famiglie per trascorrere una giornata d’incontro, confronto e, perchè no, divertimento.

Per partecipare dovete solo compilare il modulo di registrazione. Ricordatevi che se volete portarvi papà e marmocchi troverete chi penserà ad intrattenerli (no, non sto scherzando, vero vero).

Se volete conoscere 5 buoni motivi per partecipare (come se ce ne fosse bisogno, eh?!) leggete qui. Se volete diffondere l’evento e diventare Mamme Media Partner seguite invece le istruzioni che trovate qui.

E poi, che altro. Io ci sarò ovviamente e stavolta… giuro che non m’imbuco!

Allora, chi viene con me?

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