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Una poltrona per chi? Gioca e vinci con le star dei cartoon Boomerang

Quando ero piccola il rito della buonanotte erano i cartoni animati del dopocena, mentre mamma lavava i piatti e papà preparava i vestiti da indossare il giorno dopo. Ogni tanto uno dei due si sedeva accanto a me, a ridere delle baruffe tra il gatto Tom e il topolino Jerry, tra il canarino Titty e quel tontolone di Silvestro o dell’ennesimo masso caduto in testa a quel poveretto di Wile E. Coyote.

Gli ottanta erano anni davvero molto diversi da quelli in cui erano stati piccoli loro. Eppure alcuni di quei personaggi erano già più che famosi ai loro tempi. Meraviglioso, no?

E oggi trovo incredibile, e incredibilmente bello, che i personaggi dei cartoon “dei miei tempi” siano amati anche dalla Marmocchia. Amo poter fare un tuffo nel passato insieme a lei. E adoro il fatto che ora, a distanza di trent’anni, ci sia una piccola me che ride davanti alla tv delle stesse cose di cui ridevo io e i miei genitori prima di me.

Proprio a questo proposito oggi vi segnalo il concorso Una poltrona per chi?, legato ai personaggi dei cartoon in onda su Boomerang (canale 609 di sky): Tom & Jerry, Bugs Bunny, Daffy Duck, Scooby Doo e molti altri, che ogni giorno intrattengono grandi e piccoli con episodi storici e tanti inediti.

Basterà fare attenzione alla poltrona gialla che apparirà durante la programmazione tv della giornata e individuare i tre personaggi che vi saliranno. Collegandosi poi al sito www.boomerangtv.it potrete provare a vincere uno dei premi in palio indovinando la corretta combinazione tra quelle proposte online.

Avete tempo per giocare con i vostri marmocchi fino al 5 maggio. Oltre ai premi settimanali, ci sarà un’estrazione finale al termine del concorso tra tutti i concorrenti che avranno indovinato le combinazioni giuste. Il fortunato vincitore si aggiudicherà un peluche di Bugs Bunny, uno dei protagonisti dei nuovi episodi di The Looney Tunes Show (in onda su Boomerang dal lunedì al venerdì alle 20.15).

Per partecipare a “Una poltrona per chi?” basta consultare il regolamento completo su www.boomerangtv.it  e compilare l’apposito modulo di iscrizione online.

E su Blogmamma potete leggere l’esperienza delle altre mamme blogger in tema cartoon.

Buona fortuna a tutti!

 

 

 

I venerdì col marmocchio: la ludoteca Giocomondo di Milano

Quando i progetti partono dal cuore, la destinazione non può essere altro che il tuo cuore.

Oggi vi parlo di Giocomondo, uno spazio gioco (uno dei pochi a Milano) che ha conservato il significato più profondo di ludoteca, ovvero il locale che raccoglie giochi e giocattoli per l’intrattenimento di bambini e ragazzi (def.). Senza per questo dover comprendere tappeti elastici, gonfiabili monumentali, scivoli che ti sputano fuori a velocità supersonica o spazi appositi per i più piccoli a ridosso di una scalinata dalla quale possono comodamente tuffarsi in triplo carpiato senza avvertire nessuno (ecco, ne parlavamo ad esempio qui).

Lo so che siete lì basiti, davanti allo schermo, a scuotere la testa e pensare Ma allora io, a Giocomondo, che ci vado a fare?

A Giocomondo ci vai a giocare con i tuoi bimbi in uno spazio capiente e sicuro dove incontrare altri marmocchi con i loro genitori.

No, per dire, a Giocomondo ci trovi la cucina di legno e un set di pentole e pentolini per spignattare da far invidia a Nonna Papera. Ci trovi le costruzioni, le piste per le macchinine, giochi in scatola, giochi in legno, puzzle. Le bambole e tutto il necessario per le bambole, buona musica marmocchia e sempre, e comunqe, fogli e colori a volontà. A Giocomondo, meraviglia, ci trovi anche i libri. E puoi pure prenderli in prestito.

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I venerdì col marmocchio: G! giochiamo

Se qualcuno vi dicesse che esiste un posto e un tempo in cui una distesa sconfinata di giochi, distribuita su migliaia di metri quadri, è messa gratuitamente a disposizione dei vostri marmocchi perchè si scatenino praticamente allo stato brado, voi ci credereste?

Dal 16 al 18 novembre nel polo fieristico di Fieramilanocity si svolgerà la quinta edizione del Salone Internazionale del Giocattolo: G! come Giocare. Qui i vostri bambini potranno sperimentare giocattoli di ogni forma, tipologia e dimensione, adatti alle diverse fasce d’età. Alimentazione, sport, videogames, ecosostenibilità e scuola sono solo alcune delle aree tematiche presenti. Diverse saranno anche le attività ricreative in programma, con numerosi ospiti pronti ad intrattenere voi e i vostri piccoli.

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Robedamamma capitolo 17 – ovvero se ci fosse un analista in ascolto

I pomeriggi in casa con un marmocchio in età da disegno sono una vera fonte d’ispirazione. Ascoltare le complesse spiegazioni che sanno dare per ogni più piccolo scarabocchio, può lasciare estasiati. Talvolta, veramente, basiti.

Amore che cos’è questo cerchiettino rosa nell’angolo? 

Siamo io, te e papà che facciamo le foto sotto la Torre Eiffel mentre la gente passa e ci saluta.

Ambeh, scusa. La gente che saluta m’era proprio sfuggita.

Ma diciamocelo. Allo stato attuale dei fatti mia figlia è una schiappa a disegnare. Tanto quanto lo sono io. Forse pure peggio. Ma lei ha qualcosa che io non avevo affatto alla sua età: la capacità di rendere un tratto insignificante, e pure parecchio bruttino, un disegno ricco di tutti i dettagli che ci vede lei.

Una magia.

Altresì nota come sindrome del paraculo, la suddetta capacità consiste nello spacciare la propria incompetenza in talune materie come vezzo artistico e rara profondità intellettuale.

Ecco, tanto per dire, quando disegnamo insieme lei procede spedita improvvisando la qualunque. Non importa cosa viene fuori sulla carta, perchè tanto poi la spiegazione lascerà i più a bocca aperta.

A me invece scappa ancora quella goccia di sudore che m’imperlava la fronte alla sua età ogni volta che la maestra diceva …e ora disegno libero.

E io ci davo dentro, eh. Concentrazione massima, attenta selezione dei colori, sforzo immenso per trovare la giusta ispirazione. Poi passava la maestra e …bello, che cos’è, un cinghiale?

E no. Non era un cinghiale. Il più delle volte era la mia mamma vestita con la pelliccia (ai tempi usava molto).

Ma che meraviglia! Una talpa che scava una buca?

Era papà in poltrona che leggeva il giornale.

E fu così che, frustrazione dopo frustrazione, il mio talento (ahem??) artistico fu schiacciato da una forte inibizione che mi fece scegliere, nei molti anni scolastici seguenti, un solo ed unico soggetto per i miei disegni a mano libera: la casetta col comignolo che fumava.

Ero diventata un asso. Tanto che a volte, se me la volevo rischiare, mi azzardavo a fare pure le tende alle finestre. No, dico, arte a livelli superiori.

Forse è per questo che le invidio così tanto quella convinzione, mista ad una punta d’orgoglio, con cui sa descrivere i suoi orrori su carta. Lei non lo sa ancora che, con tutta probabilità, ha ereditato il mio senso artistico, ovvero la mia assoluta mancanza dello stesso. Capirà, col tempo capirà.

Per ora osserva i miei disegni e… Mamma. Davvero. È bellissimo!

Amore di mamma E quando si dice l’amore è cieco.

Bene a questo punto, tanto per farvi capire di che stiamo a parlà, è ora di condividere talune opere d’arte frutto dei nostri sforzi. E se ci fosse lì fuori un analista in ascolto… mi perdoni, dottore, ritiene ci sia ancora speranza?

Ma veniamo a me. Questo è quanto di meglio sono riuscita a fare in un pomeriggio di disegno libero…

E ancora mi chiedo com’è che all’Accademia d’arte non mi ci hanno voluta.

Leggi tutti i capitoli di Robedamamma.

Robedamamma (the best of): al parco col marmocchio – la fauna maschile

Robedamamma – the best of: 6 maggio 2011

Il padre single (o siglo o singlo che dir si voglia). Che abbia la momentanea custodia di un figlio naturale o ne abbia subaffittato uno, l’unico intento del padre single è l’accoppiamento. Accompagnarsi ad un cucciolo di umano, sebbene non ne si conoscano usi, costumi o bisogni, pare faccia scattare l’attizzo nel sesso opposto. Vedere un uomo accanto ad un marmocchio suscita una certa tenerezza, crea un alone magico e fa sembrare affascinante anche il più becero degli esemplari (qui trovate un esempio da manuale).

Il padre per caso. Il padre per caso si ritrova al parchetto di domenica mattina dopo che la moglie l’ha lasciato sul pianerottolo con il marmocchio e zero spiegazioni. Fa il suo ingresso tenendo il nano a debita distanza, così che non si debba per forza pensare sia suo. Gli occhiali da sole e il bavero alzato, nel timore di incrociare qualcuno che conosce e rovinarsi per sempre la reputazione. Confuso e disorientato si lascia condurre dal figlio che sembra invece perfettamente a suo agio. Vedendo che il marmocchio si autogestisce, e temendo che qualcuno lo avvicini, inizia a chiamare in ordine alfabetico tutti i contatti presenti sulla rubrica del suo cellulare. Alla lettera D il marmocchio sta facendo bungee jumping dallo scivolo, mentre lui continua imperterrito a spingere l’altalena vuota già da un po’.

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Al parco col marmocchio: la fauna maschile

Introdurrò l’argomento di quest’oggi con un piccolo antefatto accadutomi, a fagiuolo, proprio ieri pomeriggio.

Ore 16: Marmocchia alla mano mi reco al Parchetto. Non un parchetto, ma “il Parchetto”. Quello con le virgolette e la P maiuscola. Quello dove c’è il giostraio che compri due biglietti e te ne dà un mazzetto. Quello con l’erba vera che ci puoi correre sopra. Quello con le paperelle, i galli, le tartarughe e i piccioni, che però non puoi dargli da mangiare patate-riso-e-cozze o la caponata dell’altra sera e allora per non scrivercelo tutto ci scrivono solo “vietato dare da mangiare agli animali del parco”. Quello con la fontana e il laghetto, gli alberi di pesco e le distese di margherite. Quello che ogni volta mi chiedo quanto ci metteranno ad accorgersi che c’è un pezzo di terra edificabile e ci faranno un supermarket e un mega parcheggio oppure un condominio di 26 piani e un mini cortile in cemento. Insomma “il Parchetto”.

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Pomeriggi alternativi

È che il tempo oggi era pessimo. È che tutto il giorno in casa, nella penombra e con il solo incessante rumore della pioggia, la noia e la depressione erano in agguato. È che io sono curiosa, oltre che un’inguaribile ottimista…

E così Marmocchia da una parte, ombrello, borsa e Ciccio dall’altra, sono partita alla scoperta di uno spazio gioco di nuova apertura. La cartina parlava chiaro: al ristorante svoltare a sinistra e poi entrare in una via senza nome nel bel mezzo del niente.

Bene, svoltato al ristorante a sinistra, la Marmocchia ed io ci siamo davvero ritrovate nel nulla: la steppa. E con la pioggia, il cielo scuro, nel bel mezzo del niente, ho pensato: “lo sapevo, ora arriva il Mastino dei Baskerville e ci si magna a tutt’e due!”.

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Brevi esercizi di socializzazione marmocchia

Allo spazio gioco la Marmocchia è stata presa di mira da una specie di nana arrogante e forzuta con lo sguardo di Ciaky, la bambola assassina. Prima le ha rubato la merenda. E va bene. Poi l’ha tampinata strappandole di mano una bambola, due tazzine da caffè, il registratore di cassa, un puzzle e un numero indefinito di libri. Ok, devono sbrigarsela fra marmocchi. Alla fine ha tentato di strangolarla e nel tentativo di evitare la tragedia sono dovuta intervenire.

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Mondo Marmocchio

L’universo marmocchio si regge su pochi ma imprescindibili principi riconducibili ad un unico ed inviolabile dogma: “datemi quello che voglio e nessuno si farà male”.

Ora, il genitore alle prime armi, sognatore e un po’ romantico, potrebbe pensare: “E che sarà mai? Diamogli pure quello che vuole, è così piccolino, che potrà mai desiderare?”.
Ed è così che scopri che il marmocchio non chiede, dispone e quando non ottiene impone. È così che impari che quando tu vuoi dormire lui vuole passeggiare, quando tu vuoi mangiare lui vuole dormire (in braccio, ovviamente) e quando devi rassettare casa, preparare la cena o rispondere alle minacce di querela dei vicini, lui vuole giocare al “nigozio di pallucchiele” e a te tocca fare il cliente.

Ma il mondo marmocchio è anche un posto bellissimo in cui vivere. Un posto dove l’aria può sapere allo stesso tempo di biscotti appena sfornati e pannolini appena cambiati. Dove il tempo a volte vola e altre sembra fermarsi. E dove l’amore diventa qualcosa che nel farti crescere ti fa sentire infinitamente piccolo.

Un posto dove le giornate scorrono più o meno così:

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