canzoni per bambini

Una ninna nanna per la Marmocchia

Sì, oggi parliamo di ninne nanne. E no. Non mi sono ammattita.

Lo so che, per chi mi conosce, potrà sembrare un po’ improbabile sentirmi parlare di metodi per sopire il pupo (in fondo che me lo sono sposata a fare il Ninnatore se poi mi ci devo mettere io ad addormentar marmocchi, no?). E poi devo ammettere che quando la nana era piccola preferivo di gran lunga cantarle i Negramaro o metter su un cd di Lauryn Hill per conciliare i suoi sonnellini. Quante volte si sia davvero addormentata con questo metodo non è dato ricordare. Ma credo si potrebbero tranquillamente contare sulle dita di una mano

La verità è che le ninne nanne ai marmocchi piacciono. Non a tutti, magari. Alla mia, ad esempio, sì, le adora. Da Stella Stellina a Ninna Nanna Ninna Oh, con tutte le variazioni del caso, semplicemente se ne innamora (e ne abbiamo le prove). Le piace ascoltarle, cantarle o usarle per… far addormentare i bambolotti.

E insomma una delle cose che ho imparato da quando sono mamma è che bisogna sforzarsi di capire i loro gusti. E dove non si comprendono (e ve lo dice la madre di una che a due anni si è presa una cott per Checco Zalone!) occorre almeno tentare di accettarli.

Per questo oggi vi parlo di La tua ninna nanna, un progetto che nasce in una famiglia (Irene e il marito Martin scrivono e compongono loro stessi le ninne nanne, con ottimi risultati, se posso permettermi) per addolcire il sonno di tutti i bambini. Sul sito potete ascoltare le canzoni disponibili e scegliere quali far personalizzare. Un’idea secondo me originale per i piccolissimi ma anche per i più grandicelli.

Ora vi racconto una cosa. Irene, per farmi conoscere meglio questo loro progetto, mi ha inviato un paio di canzoncine per la Marmocchia. Ecco, voi ve la immaginate mia figlia, che soffre di manie di protagonismo dal dì della nascita, con una ninna nanna dedicata a lei?

Mamma, ma dice il mio nome?

Sì, amore è una ninna nanna personalizzata.

Una che?

Ehm sì, dice il tuo nome.

Occhi a cuore, petto in fuori e autostima a mille, ora va in giro tronfia ad annunciare a parenti e conoscenti (ma anche agli sconosciuti, eh) che hanno scritto una canzone per lei.

E so che lei queste ninne nanne ve le consiglierebbe. Perciò, questa volta, faccio volentieri da tramite.

Tutte le informazioni, ma soprattutto le canzoni, sul sito la-tua-ninna-nanna-it.

 

La indovino con due

Ve lo ricordate? Trattasi di Sarabanda, famoso quiz musicale condotto da Enrico Papi. I concorrenti erano chiamati a decidere con quante note indovinare una canzone. I più bravi se la giocavano con un massimo di due o tre note.

E allora giochiamo. Di che famoso successo marmocchio si tratta?

Oh mai darla, oh mai darla (consiglio spassionato)

oh mai darlaaaa (ribadito a gran voce)

che ne sai? (risponde l’altro, giustamente titubante)

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Indovinato? (la risposta in fondo al post).

Seconda manche.

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Non essere curio-o-so (?!?)

Se con gli altri ballo il pos (danza popolare simile alla quadriglia, che si balla sventolando una carta di credito o un bancomat accettato dai comuni Point of Sale, da cui Pos)

Cun te – ye ye

Cun te – ye ye

Cun te chessei-la-mia-passio-o-ne

Io ba-a-llo

Il ballo del panto-o-ne (altra tipica danza popolare degli anni cinquanta, che vede i danzatori impegnati nel classificare i colori e tradurli nel sistema di stampa a quadricromia).

Ora, capirete bene perchè in casa nostra, quando la nana propone “cantiamo“, un rivolo di sudore imperla le nostre fronti.

Soluzioni:

Foto: cinetivu.com

Vecchie canzoni marmocchie e ottimismo cosmico – prima parte

Devo dire che le canzoni marmocchie, soprattutto se di qualche tempo fa, sanno esplorare l’amore in tutte le sue declinazioni con una nota di profondo ottimismo unita a un pizzico di… ma sti cavoli?

A parte il filone delle ninne nanne con minaccia (ninna nanna ninna oh, questo bimbo a chi lo do, lo darò all’uomo nero.. no, fai pure eh, poi però lamentati se mi sveglio dalle 18 alle 36 volte per notte) esiste tutta una serie di canzoni marmocchie, talune anche con motivetti accattivanti che, riascoltata in età adulta, vi induce a riportare indietro il nastro per essere sicuri di aver capito bene. Nove volte su dieci avevate capito bene.

1) Oh my darling Clementine ovvero l’amore è eterno finchè dura” (Verdone docet)

Ci sta questo minatore a cui porello scivola la figlia in acqua e… kaput, andata, persa per sempre. E lui si dispera eh, mica niente. Per ben due strofe non si dà pace. Poi alla terza si ricorda dell’altra figlia, la sorella minore di Clementine, e bon, non ci pensa più. Carina eh? Dà l’idea che l’amore, soprattutto quello di un genitore per il proprio marmocchio, sia davvero eterno e intramontabile. Ma badate bene, in alcune versioni quest’ultima strofa è stata censurata perché considerata moralmente discutibile. Ma va là, e perché mai?

2) Il grillo e la formicuzza ovvero Romeo e Giulietta in confronto se la sono spassata (su filastrocche.it trovate il testo in alcune delle sue più note versioni)

Un grillo e una formicuzza s’incontrano in un campo di lino. Lei, che si è decisa a maritarsi, ne chiede un po’ al grillo per confezionare l’abito del suo futuro marito.

Il grillo, colto da un momento di profondo romanticismo, si lancia in una delle più belle proposte di matrimonio di tutti i tempi. La formicuzza, che forse non c’aveva la fila di spasimanti fuori dalla porta, accetta con l’entusiasmo tipico delle giovani spose.

Disse lo grillo “Lo sposo sarò io!”

La formicuzza : “Sono contenta anch’io!”

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“Hush, little baby” – cosa non si farebbe per una notte di sonno

Qualche giorno fa è saltato fuori, da qualche angolo sperduto della mia mente, qualcosa di davvero interessante. Niente bambine dai nomi improponibili e l’origine dubbia questa volta, e nemmeno trenini immaginari con conducenti strambi. Semplicemente una canzone marmocchia.

Più che una canzone, veramente, è una vera e propria ninna nanna la cui origine si perde nella notte dei tempi. Sconosciuto è infatti l’autore così come il periodo in cui è stata composta.

Per la serie “cosa non ti comprerei pur di farti dormire“, il papà protagonista di questa canzone tenta di corrompere il marmocchio a suon di anelli di diamanti e animali più o meno domestici. Il mio preferito in assoluto è il cane che si chiama Rover. L’avessero proposto a me da piccola, avrei accettato al volo!

Alla fine il povero papino col conto in banca prosciugato e in giardino la più improbabile accozzaglia di acquisti mai fatta, si lascia andare ad un’inconfutabile verità: se anche non dormirai ai miei occhi sarai sempre e comunque il marmocchio più dolce di questa terra!

In internet troverete diverse versioni del testo e anche diverse performance canore.

A noi, piace questa (anche se forse è più adatta ad un pomeriggio con gli amici più che ad un tentativo di sopire il pupo, per il quale consiglio invece la versione cantata da Sarah J. Mac Donald’s che trovate qui):

E insomma quando è nata la Marmocchia per farla addormentare le cantavo davvero la qualunque, senza trovare mai la canzone giusta, o meglio quella che potesse calmarla. Ora mi torna in mente questa (e chissà mai come) ma la nana compie tre anni e se cercassi di addormentarla con una ninna nanna alzerebbe di certo quel suo sopracciglino e mi direbbe “Mamma, ma pel favole!“.

E quindi era solo per dire che di certo il mio hard disk interno avrebbe bisogno di una revisione visto che per trovare un dato può metterci addirittura tre anni. Ma forse per qualcuno là fuori questo è proprio il momento giusto per cantarla.

Hush, little baby, don’t say a word
papa’s gonna buy you a mockingbird

and if that mockingbird won’t sing
papa’s gonna buy you a diamond ring

and if that diamond ring turns brass
papa’s gonna buy you a looking glass

and if that looking glass gets broke
papa’s gonna buy you a billy goat

and if that billy goat won’t pull
papa’s gonna buy you a cart and bull

and if that cart and bull fall down
you’ll still be the sweetest little baby in town!