15 apr 2013 12 Comments
Non aprite quel cancello 2: #ParchettoSottoCasaVictims
Che uno poi potrebbe dire: Ma come, tanto orrore nei confronti del Parchetto Sotto Casa e poi ti si trova sempre lì?
È che, credetemi, quando il Parchetto Sotto Casa ti sta proprio… sotto casa, evitarlo è una vera sfida. Qui si tratta di arrendersi o cambiare casa. Perché nessun’altra alternativa pare distrarre a sufficienza la Marmocchia dal richiamo delle amichette che giocano festose al di là della rete. A niente vale promettere il parchetto, quello vero, con un meraviglioso tappeto d’erba su cui lanciarsi in corsa, paperelle, tartarughe e una varietà di pennuti da far girar la testa. Il diversivo pomeriggio dai nonni funziona solo per un breve periodo di tempo (durante il quale il Parchetto Sotto Casa viene invocato a gran voce e con tono supplichevole).
Se vi dico che ormai, quando svoltiamo l’angolo ed entriamo nel vialetto di casa, mi si annodano le budella e inizio a sentire un fastidioso prurito in ogni parte del corpo mi credete?
A 500 metri comincio con le alternative, a 300 proseguo con le promesse, a 100, colta ormai da terror-panico, vado di supplica. Che tanto poi non serve a nulla, eh. Quando tua figlia si è amicata una residente (e per residente intendo che è la prima ad entrare e l’ultima ad uscire) del Parchetto Sotto Casa, non puoi farci nulla. A qualsiasi ora rientrerete lei sfodererà il suo canto da sirena facendovi naufragare irrimediabilmente tra le sue braccia.
Così ho preso una decisione: sono scesa a compromessi. Vuole passare il pomeriggio in quel fazzoletto di cemento con una concentrazione media di 10 nani per metro quadrato? Va bene. Io però mi dissocio, mi siedo, mi leggo un libro e me ne infischio.
Un buon compromesso no? Meditavo di passare anche all’isolamento acustico oltre che visivo. Tipo occhiale da sole, libro davanti alla faccia, auricolari con la musica a tutto volume. L’accordo è: mamma non esiste salvo contusioni gravi.
Era un buon piano. No, era un ottimo piano.
Poi è arrivato lui, piccolo Attila poco più che treenne. L’ha spinta giù dall’altalena, le ha schiacciato una mano col piede, ha preso gli occhiali da sole della sua amichetta e li ha sbattuti per terra. Uno a certe cose non ci crede se prima non le vede.
Ero a pagina tre. Tre pagine di lettura, tanto è durato il mio piano geniale.
Niente, forse semplicemente mi arrenderò. Fonderò un gruppo di sostegno, ParchettoSottoCasaVictims. Ci incontreremo al Parchetto Sotto Casa una volta la settimana, dopo l’orario di chiusura.Ci stringeremo in cerchio, l’aria dimessa e stanca di chi ha perso il sonno e le speranze.
Ciao, sono V. la mamma di A. e da una settimana mia figlia mi obbliga a passare i pomeriggi al Parchetto Sotto Casa.
Ciao V., risponderanno le altre, benvenuta!
Sono G. la mamma di B. e da quando frequento il Parchetto Sotto Casa la notte mi sveglio in preda a sudori freddi.
Forse continueremo ad odiare il Parchetto Sotto Casa. Se non altro ci sosterremo a vicenda.
Che l’inverno, a volte, pare una stagione sottovalutata lo avevamo già detto?
Buon inizio settimana a tutti, frequentatori abituali dei parchetti sotto casa e non.


![dreamstime_17528365[1]](http://robedamamma.files.wordpress.com/2012/07/dreamstime_175283651.jpg)

















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