Una nuova routine (da bismamma)

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Il tempo, incurante delle mie suppliche, sta volando impietosamente. La Sorellina cresce, fa ogni giorno cose nuove, cambia continuamente sotto i miei occhi e, senza saperlo, sta cambiando anche me.

Avere la Sorellina nella mia vita, ad esempio, mi ha definitivamente rimbambita. A parte l’aver fatto del ciccipuccettese la mia seconda lingua, passo il tempo a spernacchiarle le cosce, smangiucchiarle le guance, scattare foto e fare video di lei che dorme/mangia/gioca/ride/ciuccia e sì, ve lo dico, l’altro giorno pure mentre sul seggiolone si sforzava per fare la cacca. Trilioni di foto e filmati, tre quarti dei quali non potrò mai far vedere a nessuno.
Quando ci prepariamo per fare il riposino pomeridiano a lei piace che io le canti una canzoncina. E se i primi tempi erano Modugno, Adele o Lauren Hill poi è finita a Porcellini, Nanetti e Balene Birbone. Balene, capite?
Da qualche settimana io e lei frequentiamo un corso di acquaticità neonatale. Cioè, più lei che io, anche se a vederci non si direbbe. Il corso è molto bello e non ha niente a che fare con quello che feci a suo tempo con la Marmocchia e che pareva essere un corso di preparazione alle olimpiadi, categoria pesi piuma con pannolino.
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Qui invece è tutto una coccola, immerse nell’acqua calda, pelle contro pelle, guancia contro guancia. Se non che, un paio di lezioni fa, l’insegnante ha proposto le immersioni. Ora, se non avete mai fatto un corso di acquaticità con un neonato, forse la situazione vi sarà sconosciuta. Ecco, in breve succede che il neonato fa un passaggio, dalla maestra alla mamma, completamente sott’acqua. Nemmeno a dirlo lei si diverte un casino. Nemmeno a dirlo a me spunta una ciocca bianca a ogni immersione. E comunque è un momento bellissimo.
Una volta alla settimana abbiamo preso a frequentare lo spazio gioco che ha visto molti e molti dei pomeriggi più belli che ho passato con la Marmocchia quando era piccina, e molti, moltissimi dei suoi compleanni. Il dejavu mi ha quasi uccisa, devo ammetterlo, finché non sono stata distratta da un bambino che stava cercando di suonarle in testa un trattore giocattolo. Ci divertiamo moltissimo, eh. E ci facciamo le ossa per il nido.
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Ho chiesto un periodo di aspettativa a lavoro. Mi hanno risposto “Anche no, grazie”. Perciò, con l’inizio del nuovo anno, tornerò in ufficio. Non posso nemmeno pensarci, devo dirvelo, perché a me questa nuova routine da bismamma piace proprio un casino. Ma tant’è e me ne farò una ragione. Forse.
Il nido sarà un’esperienza nuova per tutta la famiglia, e come tale stiamo partecipando tutti molto attivamente alle scelte che lo riguardano. Qualche settimana fa, ad esempio, siamo andati a conoscere le maestre. E mentre eravamo lì a sentire che meraviglia e quanti progetti in questa nuova scuolina, un gruppetto di bambini più grandicelli giocava a far rotolare giù da una discesa i carrelli della spesa in plastica, contando chi prendeva sotto più bambini piccoli. Quei bei momenti che danno ragione alle tue scelte.
Quando mi chiedono se non mi annoio tutto il giorno sola con la piccoletta mi viene sempre un gran ridere.
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Ehhhh, na’ noia!
Abbiamo una routine tutta nostra, fatta di cose che facciamo insieme, cose che dovrei fare e non faccio, vorrei ma non posto e cose così. Tipo quei momenti deliberatamente vuoti che riempiamo dei suoi giochi preferiti: svacco su mamma, arrampicata con lancio finale nel vuoto, e gattonamento di sedere.
Di sedere, sì. La Sorellina ha scoperto che c’è un modo divertentissimo per spostarsi nello spazio, molto ma molto più divertente di andarsene in giro a quattro zampe. Così si mette seduta e salterella in avanti sul sedere, finché non raggiunge la meta.
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E così, a soli otto mesi, ha dimostrato di aver capito uno dei più grandi segreti della vita: c’è chi fa le cose in modo convenzionale, c’è chi usa le alternative. E poi, c’è chi punta sul culo. E dopotutto non è poi cosi male!

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