La prima libera uscita da neomamma

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Ve la ricordate la prima serata da neomamme marmocchio free?

In questi primi quattro mesi con la Sorellina ho cordialmente declinato inviti a cene, dopocena, aperitivi e reunion della qualunque. I miei no sono stati sempre ben accetti. Tutti a dire “certo, con una bambina così piccola!“. Anche se, a dire il vero, credo il motivo fosse più il mio timore che la piccolosità della Sorellina. Finché, qualche sera fa, mi sono sentita pronta per la mia prima serata da neomamma libera.

Come ci si prepara a una cena fuori senza il bebè nuovo di pacca? In fretta e male, certamente, con i sensi di colpa che si fanno doccia, shampoo e piega insieme a te, e sbagliando contenuto della borsa più e più volte.

Dopo mesi di borsoni alla Mary Poppins, volevo finalmente pareggiare il conto. Ho puntato la borsetta più piccola, praticamente un francobollo, dentro ci ho infilato chiavi, fazzoletti e portafogli. Poi ho aggiunto un bavaglino, salviettine per il cambio, un pannolino pulito e pure un sonaglietto. Tutta questa roba, in quella borsettina, mica ci entrava, così ho trasferito il tutto in uno zaino più grande. Solo sulla porta mi sono resa conto che né le salviette, né la bavaglia o i pannolini sarebbero serviti alla serata. Al sonaglietto, però, non sono riuscita a rinunciare.

Allo specchio, in ascensore, mi sono detta “Però, niente male. Si direbbe che ho avuto una bambina da poco più che quattro mesi?

E si direbbe”, mi sono detta guardando la sagoma delle coppette assorbilatte che s’intravedeva da sotto la maglietta, “si direbbe, eccome“.

In macchina mi sono girata più volte a controllare il seggiolino, vuoto. Il ristorante distava solo pochi minuti d’auto da casa.

Al momento dell’ordinazione sono stata tentata da un bicchiere di rosso. Ma poi ho pensato alla prossima poppata e ho resistito.

I tacchi mi hanno fatto male tutto il tempo, anche se sono stata quasi sempre seduta. Segno che no, riabituarsi non sarà affatto facile.

Ho pensato a casa e parlato d’altro in egual misura.
Sono stata bene e ho avuto nostalgia. Mi sono sentita libera e mai così incompleta.

È stata una serata piacevole e divertente. Una serata… diciamo pure poco più che un paio d’ore. Perché alle 21.30, consapevole che allo scoccare delle tre ore avrei visto trasformarsi in zucche le mie tette, varcavo la porta di casa dove trovavo tutti, ma proprio tutti, perfettamente addormentati.

Senza volerlo, ho tirato un sospiro di sollievo.

È che la immaginavo un tantino più spumeggiante la mia prima serata di libera uscita da quando sono diventata di nuovo mamma. Senza tirare in ballo stelle cadenti e fuochi d’artificio, superalcolici e outfit da paura, l’avevo immaginata un po’ diversa, in questi mesi di cacche puzzolenti e tutine da smacchiare, poppate eterne e pannolini da cambiare.

E invece poi, a dire il vero, il solo fatto di essere uscita con una maglietta totalmente priva di rigurgiti mi è parso già un gran bel successo.

E voi, che ricordi avete della vostra prima serata di libera uscita da neomamme?

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One comment to La prima libera uscita da neomamma

  • […] e siamo pronti si parte e dove ho messo le chiavi e non ho chiuso il bagagliaio. E va bé. 6. Una cena con le amiche (e le bimbe col papà, olè). Certo, la cena più veloce della storia delle cene veloci, ma […]

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