Le (neo)mamme del mercoledì

la sorellina

Ogni mercoledì, dalle 14 alle 15, al consultorio di Paesello, un’ostetrica dal sorriso buono e lo sguardo comprensivo si occupa di pesare i neonati e ascoltare, con una pazienza ai limiti del divino, gli sfoghi delle neomamme.

C’è chi “mi scoppiano le tette”, chi “piange giorno e notte”, chi “non dorme mai”, chi “vorrebbe stare sempre attaccato”. E tutte, sempre e comunque: “sono stanca, stufa, non ne posso più!”.

Lei ci guarda con dolcezza, poi ci pesa la creatura: “300 grammi, complimenti, sta crescendo proprio bene!” e noi, all’improvviso, non ricordiamo più esattamente di cosa ci stavamo lamentando.

Siamo creature strane noi neomamme e l’ostetrica comprensiva (che però mica è scema) lo sa.

Siamo capaci di infervorarci per lui che “ciuccia sempre – non dorme mai – piange  come un disperato” ma dimenticarci tutto alla prima conferma della sua buona salute.

Un attimo prima lui piange e noi con lui, sicure di essere le peggiori madri del mondo.
L’attimo dopo lui ci sorride. E in un lampo ci autocandidiamo all’Oscar come miglior madre non protagonista.

In fondo noi mamme del mercoledì lo sappiamo bene, anche se non lo ammetteremmo mai: al consultorio mica ci andiamo davvero per pesare i bambini, guarda caso tutti giovani vitelli in crescita. No. Per quello basterebbe la misurazione casalinga della circonferenza di guance e cosce (un chiaro esempio nella foto in apertura).

Noi al consultorio ci andiamo per sentirci dire dall’ostetrica comprensiva (e mica scema) che siamo ottime madri. Che il bambino cresce, che le tette torneranno come prima (certo, come prima, anche se non “dove” prima), che latte ne abbiamo e pure buono, che smetterà di piangere, che inizierà a dormire e che, anche se non lo farà, saremo comunque in grado di affrontare la situazione.

E poi, diciamocelo, nessuno capisce bene una neomamma come un’altra neomamma.
Anche se la tua amica d’infanzia ti conosce come nessun altro al mondo, se la chiami in lacrime perché lui si è appena rigurgitato l’anima sulla tua ultima maglietta pulita, hai le tette sul punto di esplodere e ti senti sola ed emarginata come mai nella tua vita, per quanto vi vogliate bene, lei non capirà.

Chi invece ti capisce al volo, come mai nessuno prima, è quella sconosciuta che ti siede di fronte in attesa della pesata. Le borse sotto gli occhi, il mollettone scordato tra i capelli, una macchia fresca di rigurgito sulla spalla e, a prolungamento della tetta, un fagiolino ciccipuccettoso che non le dà tregua.

Tu lo sai, lei lo sa. Vi basta uno sguardo e da sconosciute diventate intime confidenti.
In fondo lo sapete bene entrambe che al consultorio mica vi ci siete ritrovate per pesare il marmocchio. No.

Al consultorio, ogni mercoledì, tra le 14 e le 15, ci andate per avere conferma che no, non siete le uniche e nemmeno le ultime a sentirvi così.

Un sorriso dell’ostetrica, quella mamma che sta chiaramente messa peggio di voi, il neonato che piange più del vostro e la vita, all’improvviso, non vi sembra più quel postaccio dal quale tentavate di scappare. E la pesata del mercoledì, tra le 14 e le 15, diventa l’appuntamento della settima da aspettare con impazienza.

 

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4 comments to Le (neo)mamme del mercoledì

  • esseremammaoggi  says:

    Già, i consultori sono un manna dal cielo per le neo mamme. Il mio in particolare mi ha fatto ritrovare fiducia nelle istituzioni pubblieche, ci lavorano persone stupende, sempre pronte ad aiutarti. Anche fuori orario se necessario 🙂

    • robedamamma  says:

      È vero è così anche da noi! 🙂

  • Lulù  says:

    Che bello, avere un posto in cui confrontarsi con altre neomamme!!! A me un po’ è mancato! Io ho sempre avuto il pediatra che me li pesava e mi diceva che crescevano bene, ma come hai detto tu, non è la stessa cosa! 🙂
    Coraggio! 🙂

    • robedamamma  says:

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