Notti di latte, giorni di burro

la sorellina
Io e lei.
Lui e lei.
Lei e lei.
E la nostra nuova vita in quattro.
Quanto sono pazzeschi i primi giorni a casa con un neonato?
Pazzeschi, sfiancanti, intensi, bellissimi.
Ce la stiamo cavando piuttosto bene, direi. Disegnamo giorno per giorno la nostra routine, ci scopriamo un po’ per volta, pelle contro pelle, occhi dentro gli occhi.
A volte la guardo e mi perdo a pensare. Pare impossibile che fosse dentro la mia pancia e ora invece è qui, a profumare la casa di quell’odore inconfondibile, a lasciare tracce di latte sulla mia pelle, a riempirmi il cuore e le giornate in quella “maratonda” che corre sempre in circolo: cambio, pappa, nanna e poi di nuovo all’infinito.
Sono notti di latte e giorni di burro che mi piegano le ginocchia di tenerezza e felicità. I suoi sorrisi all’improvviso, quando mi chiedo cosa stia guardando e poi scopro che sta guardando me. “Ciao polpettina, sono la mamma” le dico, mettendo un’ipoteca, a pochi giorni di vita, sulla possibilità che la prima parola questa volta spetti a me. Eh.
Sono notti di latte e giorni di burro che mi sciolgono il cuore. Quando andiamo a prendere la Marmocchia a scuola e lei non sta più nella pelle perché “questa sorellina è tutto quello che volevo“.
Quando la piccola urla il suo dissenso a pieni polmoni e lei non si abbatte, sussurrandole all’infinito un dolcissimo shhh, con quella pazienza che non so da chi mai abbia preso.

Vederle insieme, sapere che sarà faticoso ma è esattamente quello che desideravo. E allora la stanchezza pesa un po’ di meno su quelle gambe di burro, riempie le braccia di nuova energia, fa il cuore gonfio di pensieri bellissimi e felicità.

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