leggiAMOlo: Anna di Niccolò Ammaniti

Anna Ammaniti

Ci sono libri che ti prendono dal primo momento e non ti lasciano più. Nemmeno a lettura ultimata. Anna di Niccolò Ammaniti è stato per me di certo uno di questi.

Sebbene non sia decisamente il mio tipo di romanzo (gli scenari apocalittici di solito mi mettono un’inquietudine che mi fa pensare non valga la pena andare avanti) in questo caso lo stile dell’autore e la bellezza del personaggio principale, mi ha fatto amare ogni pagina di questo libro. Anche se, e devo dirvelo col cuore in mano, alcuni passaggi siano stati una vera sofferenza emotiva.

Anna, la ragazzina protagonista, è un personaggio incredibile. Un personaggio che ti si appiccica addosso, con cui instauri un legame così profondo da sentirla parte di te e per questo volerla proteggere, aiutare, consolare.

In certi punti avrei davvero voluto con tutte le mie forze tirare fuori Anna dalle pagine, abbracciarla e tenerla stretta forte a me. Perché, saranno pure gli ormoni, ma per una mamma leggere di una ragazzina così piccola, messa davanti a una prova di vita così dura, bé è un vero colpo al cuore.

Trama in pillole

Un virus, la Rossa, ha colpito il nostro mondo. Si tratta di un virus potentissimo per il quale non esiste cura e che colpisce solo i grandi. I piccoli, almeno fino all’età dello sviluppo, ne sono immuni. Ovunque è distruzione, la mancanza di elettricità ha cancellato il concetto di tempo, gli oggetti di valore non hanno più alcun senso, i ragazzini superstiti lottano ogni giorno per la sopravvivenza. Siamo in Sicilia dove Anna, una ragazzina di tredici anni, si occupa del fratello più piccolo seguendo le istruzioni lasciate dalla madre su un quaderno. La donna è stata portata via dal virus prima di poter davvero intuire l’entità della distruzione, ma le sue indicazioni sono comunque preziose per la piccola Anna che, nonostante tutto, non si perde d’animo, va avanti, con un coraggio e una determinazione davvero sorprendenti. E cresce, Anna, cresce sotto gli occhi del lettore che vorrebbe invece si fermasse, che la pubertà per lei non arrivasse mai. Perché lo sa Anna, e lo sa pure il lettore, cosa implica il passaggio all’età adulta.

La ragazzina intraprende un viaggio con il fratello Astor, Coccolone, il cane che non muore mai e Pietro, il ragazzino con cui conosce il significato della parola amore. Un viaggio fisico e metaforico alla ricerca di una via d’uscita, di una cura, di un modo per far tornare le cose com’erano.

La vita non ci appartiene, ci attraversa.

 

 

 

 

Anna è un romanzo di formazione in cui la protagonista scopre la vita a una velocità vertiginosa e secondo un ordine del tutto inverso: scopre la morte prima dell’amore, il prendersi cura del prossimo prima che qualcuno si occupi di lei, le trasformazioni e tutte le implicazioni del diventare grandi prima che gliele abbiano spiegate con la delicatezza che questi argomenti meritano.

Anna sconfigge la paura con il coraggio e la positività diventando una delle più grandi eroine della speranza nel futuro che mi sia mai capitato d’incontrare.

Non mi dilungherò di più amici, perché secondo me Anna va letto e basta. E il motivo principale è che, secondo me, è un libro che fa crescere, che fa rivalutare molto della propria vita, dire grazie una volta di più, chiedere scusa al nostro mondo e a chi ci abita per come spesso li trattiamo. 

Non vi dirò che “l’Apocalisse si avvicina“, come qualcuno mi ha gentilmente annunciato qualche giorno fa al citofono lasciandomi un poco interdetta. Ma vi dirò che non servono minacce per amare subito, per amare di più. Serve soltanto un cuore.

E ora tutti a leggere cosa ne pensano Giovanna e Simona del libro letto insieme.

Un abbraccio a tutti voi e spero vogliate leggere con noi il prossimo #leggiAMOlo: Chi manda le onde di Fabio Genovesi.

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