Alla scoperta dell’artigianato friulano

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Il Friuli Venezia Giulia, una regione di cui fino a qualche giorno fa conoscevo molto poco, e che mi ha letteralmente stesa al nostro primo incontro.

Sono stata all’Italian Makers Village, il Fuori Expo di Confartigianato in via Tortona 32 a Milano, dove gli artigiani Friulani hanno esposto e raccontato ai visitatori le meraviglie della propria terra.

Lo Store del Friuli è stato progettato dai designer internazionali di Fabrica, il Centro di Ricerca sulla Comunicazione del Gruppo Benetton. Lo spazio è stato allestito in maniera molto suggestiva mescolando pietra, legno, vite, sedie con uno sfondo verde alloro per richiamare la tradizione (l’alloro segnalava i luoghi in cui si vendeva il vino nei territori friulani).

Appena entrati nello store siamo stati accolti da un lungo tavolo che riportava un testo tratto da “Confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo mostrando la maestria degli artigiani friulani nella lavorazione della Pietra Piasentina, una pietra unica conosciuta in tutto il mondo che viene estratta con attenzione in una regione del nord est friulano. Osservare come diverse lavorazioni possano rendere così diversa una stessa pietra è stato un vero incanto, una magia.

Presso il temporary store 50 operatori friulani hanno esposto i loro prodotti e si sono intrattenuti con gli ospiti in questi giorni, per rispondere alle loro curiosità e raccontarsi in maniera diretta.

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Quello che mi ha colpita maggiormente, sentendo parlare gli artigiani del Friuli, è stato sicuramente come hanno saputo mettere insieme le peculiarità di ognuno di loro per fare squadra. Sono bravi, su questo non c’è dubbio, ma eccellere in un arte, qualunque essa sia, può non bastare.

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Gli artigiani friulani hanno capito che è necessario uscire dalle proprie botteghe, far conoscere le loro abilità, la ricchezza della propria terra, questo saper fare che da 150 anni si tramanda di generazione in generazione con passione.

L’artigiano diventa così il punto d’incontro tra tradizione e innovazione, mette a disposizione le conoscenze tramandate e sfrutta le nuove tecnologie per innovarsi.

Tra i protagonisti di questo progetto le aziende dell‘Italian Chair District, il Consorzio Produttori Pietra Piasentina (che durante la serata ha ricevuto un premio speciale per i 5o anni di attività durante i quali questo gruppo d’imprese ha operato per la tutela e lo sviluppo della Pietra Piasentina) e il Gruppo Viticultori dei Colli Orientali che hanno reso la serata davvero unica facendoci assaporare una quantità (e qualità) di vini da far girar la testa (in tutti i sensi).

Ecco qualche spunto per il vostro prossimo soggiorno in Friuli:

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  • I vini

La zona dei Colli Orientali (la fascia collinare della provincia di Udine a ridosso del confine con la Slovenia), oltre ad essere paesaggisticamente mozzafiato, riserva un’accoglienza speciale ai turisti. Presso le molte aziende vitivinicole della zona potrete infatti degustare i vini di zona e scoprire il territorio con pacchetti che includono anche il pernottamento.

  • Gastronomia

Personalmente mi sono innamorata del frico. E per innamorata intendo che me lo hanno dovuto togliere da davanti perché avrei potuto continuare fino a stare male. Patate, formaggio, cipolle. Un piatto semplice dal gusto divino.

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Il Saporino, prosciutto cotto avvolto dal pane è un altro piatto tipico che ho molto apprezzato (soprattutto per la qualità eccellente del prosciutto).

Gli affettati (l’ottima qualità si sente anche solo dal profumo) e i formaggi tipici del Friuli, sanno davvero scatenare i sensi.

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E per dessert: la Gubana. Si tratta di un dolce tipico ripieno di noci, uvetta, pinoli, bagnato con la grappa (e apriamo un capitolo a parte anche sulle grappe friulane, assolutamente da provare. Una piccola curiosità: per sapere se una grappa è buona basta versarne qualche goccia tra le mani, sfregare forte finché non si asciuga e sentirne l’odore: se sa di alcol non è una buona grappa. Inutile dirvi il profumo di legno e felicità che è evaporato dalle nostre mani dopo la degustazione).

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Noi abbiamo assaggiato la Gubana di Silvana, che alle spalle ha una storia tenera e di grande dedizione e, se siete in zona, vi consiglio di andarla a trovare, per la qualità del suo dolce che è adatto anche ai bambini (è infatti priva di coloranti e conservanti).

Devo dire che Il Friuli Venezia Giulia è stata una gran bella scoperta ed è entrato di diritto tra le nostre prossime mete di viaggio.

Ascoltare le storie questi artigiani dalla loro viva voce mi ha dato modo di riflettere. Fare squadra. Uscire dal proprio guscio e andare a farsi conoscere. Non ragionare come singolo artigiano ma come membro di una comunità, di un “noi” che unendo le forze può combattere la crisi e raggiungere grandi obiettivi.

Ho pensato che si potrebbe applicare a qualsiasi altro ambito, questa filosofia. Un concetto semplice, che pare così difficile da applicare se pensiamo alla totalità del nostro paese. Credo che la regione Friuli Venezia Giulia abbia molto da insegnarci.

Per tutte le informazioni sull’artigianato friulano: www.confartigianatoudine.com

 

 

 

 

 

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