#leggiAMOlo: Affari di famiglia

affari di famiglia

“Mi siedo sull’unica Frau rimasta nell’intero palazzo, color ocra. Accavallo le gambe, poso le mani sul ginocchio destro e aspetto la disgrazia scrutando Emanuele con il mio collaudato sguardo inceneritore.”

Lei è la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, ultima discendente del più antico casato aristocratico torinese, vedova del compianto Amedeo (che, seppur nella sua assenza, è un personaggio più che mai vivo grazie alle continue citazioni della moglie. “Mio marito Amedeo non ha mai saputo guidare. Per lui il volante era da intendersi come quell’arnese su cui mettere distrattamente le mani in attesa di piombare addosso a un albero. E così fu”).

La contessa è alle prese con un figlio che scialacqua senza remore quel poco di patrimonio rimasto, investendo in beni molto poco durevoli quali Ball Silicon Tits per le fidanzate di turno. Ma l’incontro con tale Ludmilla Coprova, ballerina di fila, a cui dona il preziosissimo diamante di famiglia, unica speranza rimasta per salvarsi dalla bancarotta, sarà il colpo di grazia al casato.

“Nel caso di Emanuele, però, sembra che il buon  dio, quando si è trattato di fornirlo di un cervello, abbia esclamato qualcosa come sono stanco passando alla creazione di elementi più complessi come le spugne di mare.”

E così la contessa si ritrova in poco tempo a dover vendere molti dei preziosi beni di famiglia, a passare dalle frolle del Baratti & Milano alle Gocciole col gelato alla stracciatella del discount e a licenziare tutti i domestici, eccezion fatta per Orlando, maggiordomo fedele dal tipico aplomb inglese, con un unico difetto: la passione smodata per i sonetti, e in particolar modo per le poesie di William Blake, che prova costantemente a declamare in presenza della contessa.

” Si avvicina impacciato e lo abbraccio forte come non avevo mai fatto. Nel giro di trenta secondi sento persino battere il suo cuore un paio di volte. Rigido, mi stringe con un tocco distaccato, come stesse cingendo uno scaldabagno.”

Per salvare il suo casato dalla rovina la contessa si vedrà costretta a mettere in scena niente di meno che il suo stesso rapimento. Complici il “famoso rapinatore educato”, con l’hobby delle rapine e la passione per intagliare il legno, e un giovanotto dal linguaggio scurrile ma dalle risorse piuttosto inaspettate, questo finto rapimento si rivelerà quanto mai folle ed esilarante, ma avrà risvolti davvero insperati.

Ricco di personaggi strepitosi, prima fra tutti la contessa con il suo irresistibile sarcasmo, Affari di famiglia è uno dei romanzi più divertenti che abbia letto. Una comicità fatta di sferzate una dietro l’altra, tali da lasciarti senza fiato. Un humor intelligente e acuto, che richiama autori celebri senza mai venir meno al proprio stile personale. Muzzopappa è stata davvero una piacevolissima scoperta e per questo ve lo consiglio di cuore.

L’unico vero problema è l’impossibilità di leggerlo in pubblico. Non potrete trattenere le risate, amici miei, dovete credermi!

Prima di correre a leggere cosa ne pensano Giovanna e Simona, ecco il nostro prossimo #leggiAMOlo: La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone.

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