Un Aprile da leggere (2015/4)

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Testimone un cane e altri racconti di Bonifacio Vincenzi. Inizio il mio resoconto mensile con una lettura extra, una raccolta di racconti che mi è stata presentata direttamente dall’autore. A questo proposito, una piccola parentesi. Io vi ringrazio eh, della fiducia che mi date quando mi girate i vostri lavori. E sono anche felice di scoprire piccole e grandi meraviglie che altrimenti avrei forse faticato a incontrare. Spero solo che vi rendiate conto dell’assoluta semplicità del mio giudizio, che per forza di cose si può ridurre solamente a un “mi piace-non mi piace” vista la mia assoluta incapacità di entrare nello specifico dei vostri lavori. Ecco, però grazie eh!

Testimone un cane, dicevamo, e altri racconti. Promuovo il primo racconto che dà anche il titolo alla raccolta, perché l’ho trovato ben sviluppato, preciso, intimo e intrigante quanto basta. Forse un po’ frettoloso nel finale, ma nel complesso mi è molto piaciuto. In questa raccolta troverete nove racconti che ruotano intorno ad alcuni temi centrali: l’amore, il tradimento, la paura, l’esasperazione. Non ho trovato negli altri racconti la stessa intensità del primo, devo essere sincera, ma per il mio modesto parere siamo in presenza di un bravo scrittore. Uno scrittore che ci mette l’anima in quello che scrive. E questo mi piace molto. Bravo Bonifacio e in bocca al lupo per questo e i lavori che verranno.

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Immagina di essere in guerra di Janne Teller. Durante le nostre pause pranzo (che ahimè vorrei fossero molto più frequenti) la mia amica Grazia, tra una chiacchiera e l’altra, tira fuori così, con assoluta leggerezza, titoli di libri che secondo lei dovrei proprio leggere. Lo fa sempre, tanto da essersi meritata un file intitolato “suggerimenti di Grazia”. Una delle cose più preziose che custodisco, in effetti.  Questa meraviglia è un suo suggerimento, appunto.

Janne Teller sa bene cosa vuol dire essere un rifugiato di guerra. Proviene infatti da una famiglia di rifugiati austriaco-tedeschi immigrati in Danimarca. Quello di cui non è certa è che lo sappiamo noi. In un esperimento incredibile, e con l’incalzante uso della seconda persona singolare, ci fa vivere sulla nostra pelle questa terribile esperienza. La guerra che porta paura e distruzione. Che ti costringe all’esilio in un paese straniero con il desiderio grande di tornare a casa e la sensazione terribile di non sapere più quale sia la tua casa.

Se oggi in Italia ci fosse la guerra… tu dove andresti?

Inizia così il suo racconto, tradotto e adattato per il nostro paese e pubblicato da Feltrinelli Kids a uso dei ragazzi ma anche degli adulti che troppo spesso faticano a mettersi nei panni degli altri, forti della sicurezza in cui vivono, o credono di vivere.

Il testo è stato adattato alla situazione di ogni paese in cui è stato tradotto, un lavoro davvero eccezionale. La lettura vi porterà via una mezz’ora circa. Dovete leggerlo!

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Per il Reading Challenge: un libro basato sulla sua copertina

Le opere di Albert Camus. Come vi dicevo, ho avuto voglia di leggere finalmente questo autore grazie al nuovo romanzo di Missiroli. Sono perdutamente innamorato di Camus. In questa raccolta (che è anche il mio “libro con più di 800 pagine per il Reading Challenge) troverete: Lo straniero (di cui vi ho già parlato), La peste (romanzo davvero eccezionale in cui vivrete lo scoppio della peste nella città algerina di Orano e le conseguenze devastanti sulla popolazione, il tutto raccontato da una figura eccezionale, il medico Rieux che lotta contro questa gravissima epidemia con tutte le sue forze), La caduta (altro romanzo di una forza eccezionale che ha per tema la vita assurda ed è scritto sotto forma di monologo – o meglio dialogo tra il protagonista, un ex avvocato si successo, e un uomo in un bar – dal quale emerge una profonda autoanalisi del protagonista che ha però lo scopo di portare gli ascoltatori ad analizzarsi a loro volta). Completano la raccolta alcuni saggi e una breve opera teatrale (Il malinteso). Scusate il resoconto eccessivamente sommario, ma secondo me Camus va letto e basta!

Tutti giù per terra di Giuseppe Culicchia. Bello, bello, bello. Lasciatemelo dire. Culicchia è una gran bella scoperta che ho fatto ultimamente. Il suo modo di scrivere diretto, quell’ironia che sa applicare anche alle situazioni meno divertenti, come riesce a far emergere il personaggio anche nei piccoli dettagli del comportamento. Insomma, mi è piaciuto parecchio.

Trama in pillole: Walter ha 20 anni, un diploma e poche prospettive. Vive con i genitori, costantemente bombardato dalle lamentele del padre che lo vorrebbe vedere avviato alla carriera. Ma Walter è un sognatore, ben diverso da tutti i suoi coetanei. Siamo a Torino, a metà degli anni 80, ma potremmo essere oggi, ovunque. Perché quelle difficoltà dei giovani di cui ci parla Culicchia, attraverso il protagonista di questo romanzo, sono ancora oggi molto attuali.

Durante il servizio civile al CANE, in un organismo che si occupa dell’integrazione di nomadi ed extracomunitari,  tra le manie del capo e le assurde richieste delle insegnanti, Walter ci fa conoscere con estrema precisione quel sentimento di disagio che molti giovani si trovano ad affrontare mentre cercano la propria strada.

Per il Reading Challenge: un libro che è diventato un film.

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda. Ahi che bellezza, e ahi che fatica leggere questo libro. L’ho affrontato più volte negli anni, ma questa è la prima volta che lo porto a termine. La difficoltà di seguire il dialetto che si alterna alla complessità del linguaggio è davvero molta. D’altra parte l’intento di Gadda era proprio questo: presentare la complessità della vita attraverso la varietà di lingue e caratteri.

Trama in pillole: le vicende si svolgono nel palazzo di Via Merulana n. 219, sede di un furto prima e di un omicidio poi. Il romanzo racconta le indagini condotte dal commissario della polizia, “Don Ciccio” Ingravallo, presentando una serie di personaggi che gravitano attorno al palazzo e ai crimini commessi.

Per il Reading Challenge: un libro che avevo iniziato e mai finito.

Sei gradi di separazione di John Guare. Questo libro mi è stato consigliato per migliorare nella costruzione dei dialoghi. Devo dire che essendo un testo teatrale lo scambio di battute è molto utile per comprendere le dinamiche esatte di un dialogo. Questo testo in particolare, poi,  è scritto davvero divinamente. A parte questa nota tecnica, ve ne consiglio la lettura anche per la trama che sono certa vi conquisterà: una sera un ragazzo nero irrompe nell’appartamento di lusso di una coppia di mezza età. Il ragazzo è ferito e dice di essere compagno di college dei loro figli. In quella stessa sera la coppia sta tentando di concludere un affare da due milioni di dollari per un Cezanne. Il ragazzo scombussolerà la serata con un fiume di parole e quella strana teoria dei sei gradi di separazione. Ma il ragazzo è un impostore…

Per il Reading Challenge: un’opera teatrale.

Il diario di Frida Kahlo – autoritratto intimo. Questa è una lettura che davvero vi consiglio se amate o volete scoprire di più di Frida Kahlo. Nella prima parte potrete leggere la sua biografia, le sofferenze che hanno segnato la sua vita e quello che ne ha saputo fare questa donna e artista così straordinaria. Avrete poi la fortuna di leggere il suo diario (tradotto e analizzato nel dettaglio nella terza parte di questo volume).

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Funny girl di Nick Hornby. Questo autore è una certezza. Non mi delude mai e non lo ha fatto nemmeno questa volta. Questo titolo è un suggerimento di Camilla  che lo ha scelto per il suo Bookeaterclub dello scorso febbraio. Vi lascio quindi alle sue bellissime parole su Funny girl.

Gli anni al contrario di Nadia Terranova. Altro titolo del bookeater club di Zelda e di nuovo vi rimando alla sua bellissima recensione per saperne di più. A me è piaciuto molto, l’ho trovato tragicamente reale (per quello che so di questi “anni al contrario”, gli anni settanta) e molto intenso (sebbene avrei voluto addentrarmi un pochino di più nelle menti e nei cuori di entrambi i protagonisti).

“Erano stanchi di fare e disfare valigie, di non chiudere un occhio quando invece era facile viversi accanto senza dover vedere proprio tutto, senza che Giovanni rinunciasse alle sue notti fuori casa.”

Almeno il cappello di Andrea Vitali. Un altro autore che sto imparando ad amare sempre di più. Devo dire che la trama di Almeno il cappello mi ha poco entusiasmata, ma la scrittura di Vitali, soprattutto nelle descrizioni, mi fa davvero girare la testa. In questo romanzo tornano i luoghi tanto cari all’autore. Sulle rive del lago di Como troverete il Corpo Musicale della città di Bellano, con una serie di personaggi che saranno al centro di intrighi e pettegolezzi, amori e gesti generosi, ma anche ripicche e invidie. E come sempre, quando si legge Vitali, sarete pervasi da un senso di pace e buonumore che vi accompagneranno pagina dopo pagina. Vi consiglio l’autore e vi rimando al sito della casa editrice per la trama.

Aspetto come sempre i vostri pareri e nuovi suggerimenti di lettura. E ora: tutti da Giovanna per scoprire le sue letture.

 

 

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