#leggiAMOlo: L’amore che ti meriti

 

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Per la nostra rubrica mensile #leggiAMOlo, oggi vi parlo di un libro che mi ha appassionata moltissimo: L’amore che ti meriti di Daria Bignardi.

Un libro che ho letteralmente divorato, approfittando di ogni momento libero della giornata per poter proseguire la lettura. Però, c’è un però. Più di uno, veramente. E oggi ve ne parlo.

Prima di tutto, per la prima volta in un libro della Bignardi, non ho sentito la Bignardi parlare, con quella r tutta sua, l’accento emiliano, le inflessioni particolari. Che non è che mi stiano antipatiche no, però che ne so, dicono che uno scrittore ha fatto un buon lavoro se quando lo leggi non ne senti la voce. Ecco, partiamo dal fatto che secondo me, in questo libro, la Bignardi ha fatto un buon lavoro. Salvo poi perdersi nel finale. 

Ma andiamo con ordine. Non sentire la voce della Bignardi mentre leggevo mi ha permesso di credere nella storia fin dalle prime righe. Di immedesimarmi in un personaggio ed essere lui (o meglio lei) fino alla fine. Ho scelto istintivamente Antonia e mi sono sentita un tutt’uno con lei.

Ci ho creduto così tanto che a un certo punto, mentre leggevo, mi sono soffermata sulle descrizioni di Ferrara e non ricordavo se la Bignardi fosse emiliana o meno. E mi sono trovata a rispondermi “vabbè anche se la Bignardi non fosse emiliana, Antonia lo è”. Aspetta, ferma lì, Antonia è un personaggio inventato di un romanzo, non esiste. Avrei giurato di sì.

Trama in pillole: Alma e Maio sono due fratelli legati da un rapporto molto forte che li rende quasi una cosa sola, tanto da fondersi in un nome unico: Almaio. Soprattutto Maio vive una sorta di dipendenza dalla sorella, talmente intensa che quando lei gli propone di provare l’eroina, lui non sa dire di no. Quello che per Alma è, e rimane, solo il gioco di una notte, per Maio è l’evento che segna la sua vita. Finché una notte Maio scompare facendo perdere per sempre le sue tracce. Questo è l’inizio della fine per la loro famiglia.

Mi sono chiesta tante volte perché di fronte a un dramma certe famiglie si disintegrano e altre no. Perché alcune hanno la forza di accettare, superare, e altri non riescono a reagire.

Le disgrazie accadono. Cosa tiene unita una famiglia quando succede una tragedia? La fede? L’amore uno per l’altro? La generosità, l’equilibrio, il caso?

Passano trent’anni, Alma ha lasciato Ferrara e ha tenuto questo terribile segreto lontano dalla figlia Antonia. Ma quando la ragazza rimane incinta, Alma decide di raccontargli dello zio scomparso e delle tragedie che si sono abbattute sulla sua famiglia dopo quell’evento. Antonia decide di andare a fondo, di scoprire la verità sulla sua famiglia e sulla scomparsa dello zio. Parte per Ferrara dove, grazie ai contatti forniti da Leo, il suo fidanzato ispettore di polizia, ripercorre gli eventi che hanno toccato la sua famiglia.
Il titolo, L’amore che ti meriti, è forse la più difficile delle domande a cui rispondere: come si fa a meritarsi l’amore?
Quello che ho molto amato in questo libro sono di certo le due protagoniste, Alma e Antonia. Alma per la sua complessità ma anche per la sua incapacità di perdonarsi che mi ha profondamente toccata.
Alma mi ha sempre portato dappertutto, ma mai per cose frivole. Mostre, passeggiate, film, viaggi, musei. Alma non sa cosa sia la leggerezza. Non è una persona pesante, è solo… intensa. Concentrata. Profonda. Sempre, senza tregua.
Secondo me non è che Alma non si voglia bene, è che non sa dimostrarselo.
Antonia invece l’ho amata perché l’ho sentita affine al mio modo di essere fin da subito.
Mi è piaciuta molto la struttura del romanzo, con l’alternarsi delle due voci femminili protagoniste,  e il ritrovarsi subito, senza noiosi preliminari, nel vivo della storia.
Veniamo ai però di questo libro, di cui vi dicevo sopra. Ci sono alcune ingenuità che qui e là mi hanno infastidita. Prima di tutto il fatto che tutti i personaggi che Antonia incontra a Ferrara, pur essendo molto diversi, ognuno con il proprio carattere e la propria diversissima storia personale, finiscono poi per rapportarsi con Antonia alla stessa identica maniera. C’è l’ispettore di polizia, l’anziana vicina di casa, l’ex fidanzata di Maio e la figlia. Eppure tutti interagiscono con la protagonista in un modo piuttosto analogo: tutti si aprono con lei come fosse l’amica di sempre. Alla fine sembra una grande rimpatriata di amici di vecchia data, seppur sia per tutti la prima volta che incontrano Antonia. Poco credibile, devo dire, avrei preferito un tantino di difficoltà in più per la nostra protagonista, anche perché avrebbe saputo cavarsela alla grande, ne sono certa.
Poi c’è il modo in cui è stata trattata la gravidanza di Antonia. Toni, bella mia, ma chi è il tuo ginecologo? Siamo proprio sicuri che un bicchiere di vino e una birra ai pasti (tutti i pasti, e se un pasto viene interrotto e riprende poi in altra location c’è pure l’extrabonus), al sesto mese di gravidanza, siano una buona idea? Il cocktailino rimediato dal frigo bar alla bene e meglio, a stomaco vuoto, meglio di no, che ne dici? E poi ancora, ok, hai fatto la toxo, ma questo non ti permette di strafogarti al qualunque come se niente fosse. Ogni pasto di Antonia è stata una vera sofferenza, per me. Non ho trovato credibile la sua gravidanza per questi dettagli, e piuttosto fastidioso il fatto che ogni tanto la protagonista si ricordasse di essere incinta e se ne uscisse con frasi mielose nei confronti del pancione, al quale fino a pochi secondi prima non aveva portato alcun riguardo. Ecco, cose così.
L’ultimo dei miei però riguarda il finale. Senza svelarvi nulla, dico solo che mi sono un po’ sentita abbandonata. Come se a un certo punto l’autrice si fosse stancata di scrivere e ci avesse messo un po’ barbaramente un punto.
In generale rimane un romanzo che mi ha conquistata e che vi consiglio di leggere. Se lo avete già fatto aspetto i vostri pareri.

Segnatevi il prossimo titolo per il nostro #leggiAMOlo: Marina Bellezza di Silvia Avallone.
E ora tutti a leggere le recensioni di Giovanna e Simona.

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2 comments to #leggiAMOlo: L’amore che ti meriti

  • Mamma avvocato  says:

    Due recensioNi diversissime, quelle tua e di Giovanna. Miracoli e delizie della lettura!

    • robedamamma  says:

      Hai ragione! Trovo incredibile l’impatto emotivo che una stessa storia può avere su persone diverse. Miracoli e delizie, è vero! 🙂

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