#leggiAMOlo: Volevo solo averti accanto

volevo solo averti accanto

Per il nostro consueto appuntamento di lettura, oggi vi racconto le mie impressioni su Volevo solo averti accanto, romanzo di Ronald H. Balson.

Siamo a Chicago nel settembre del 2004 e al Teatro dell’Opera è la sera della prima alla quale parteciperanno tutti i personaggi di spicco della comunità. Tra questi il ricco e potente Elliot Rosenzweig. All’improvviso un uomo anziano punta una pistola contro Elliot accusandolo di essere Otto Piatek, feroce criminale nazista meglio conosciuto come il Macellaio di Zamosc. L’uomo è Ben Solomon, 83 anni, ebreo scampato ai campi di concentramento e viene subito arrestato.

Nessuno vuole credere a Ben, nessuno vuole aiutarlo. Nessuno tranne Catherine Lockhart, giovane avvocato che si presta ad ascoltare la sua drammatica storia. E così partiamo tutti con Ben per un viaggio che ci porta proprio a Zamosc, in Polonia, nel 1933. Qui conosciamo il passato di Ben e della sua famiglia, dal momento in cui Otto viene affidato a loro dai genitori. Siamo negli anni della Grande Depressione e tante famiglie, tra cui quella di Otto, hanno perso tutto. La famiglia di Ben accoglie Otto, allora dodicenne, e se ne prende cura come fosse un figlio.

“Otto aveva le scarpe rivestite ci carta di giornale per isolarle dal gelo. (…) Mia madre ci mise un secondo a capire che Otto aveva bisogno di mangiare e di lavarsi. Così lo prese per mano e lo condusse nel bagno, dove riempì la vasca di acqua calda.”

Due anni dopo i suoi genitori vengono a riprenderlo per portarlo a Berlino dove ora hanno una posizione di rilievo nel partito nazionalsocialista. È iniziata infatti l’epoca dell’invasione tedesca e per Otto rimanere in quella casa di ebrei sarebbe molto pericoloso, così si lascia convincere.

Passo dopo passo l’autore ci far ripercorrere nel racconto di Ben, con toccante precisione, la follia nazista che rende nemiche le stesse persone che ti hanno accolto come un figlio salvandoti la vita. Otto diventa uno dei più feroci carnefici nazisti e non ha remora alcuna a sfogare la sua follia sulla famiglia di Ben.

Pare incredibile, eppure è drammaticamente vero. Ma Elliot Rosenzweig è davvero Otto Piatek? Lo scoprirete solo leggendo…

Devo dire molto onestamente che ho letto questo libro come fossero non uno ma due romanzi: uno sull’Olocausto (i fatti dal 1933 al 1945) che promuovo pienamente e un legal thriller ai giorni nostri che mi ha poco entusiasmata.

Quello che non mi ha convinta di questo romanzo:

– prima di tutto, come vi dicevo, ho trovato un dislivello di qualità tra il piano narrativo del presente e quello del passato. Tanto preciso, forte, coinvolgente, a tratti commovente, il racconto degli anni del nazismo, quanto poco attraente e a tratti noiosa la narrazione del presente.

– Per essere un avvocato, Balson avrebbe secondo me potuto fare qualcosa di più per il personaggio di Catherine che in effetti mi ha poco colpita (non che gli avvocati di solito mi inducano ai salti di gioia, eh). In generale non sono riuscita a “sentire veramente” nessuno dei protagonisti. Nemmeno il povero Ben. Che, con una storia così, minimo minimo mi sarei aspettata qualche lacrimuccia dovendolo lasciare a lettura terminata. E invece no.

– Ho trovato qualche ingenuità di troppo nel linguaggio e un eccessivo livello di “smielamento” nel finale. Che forse sia diventata un pochino troppo “ruvida” io? Non so, ma sta di fatto che qualche dente qui e là nella lettura ha rischiato la carie.

Detto questo, resta una storia davvero toccante che, secondo me, vale la pena di leggere.

Qualche piccola curiosità:

– Volevo solo averti accanto è stato pubblicato in proprio dall’autore (avvocato con la passione per la scrittura) e ha venduto, in poche settimane, oltre 100.000 copie solo negli Stati Uniti. Grazie al passaparola dei lettori in rete è diventato un vero e proprio caso editoriale che ha portato varie case editrici a battersi per acquistarne i diritti.

– Il titolo originale dell’opera è Once we were brothers, che trovo decisamente più poetico e azzeccato.

– L’autore parte dal fatto noto che molti ex nazisti e collaboratori del regime, dopo la fine del conflitto mondiale, sono riusciti a nascondersi sotto false identità e solo alcuni di loro sono stati scoperti. La storia, sebbene sostenuta da un ampio lavoro di ricerca, non è pero tratta da fatti realmente accaduti.

E prima di correre tutti da Giovanna a leggere le sue riflessioni vi invito a unirvi a noi per il prossimo #leggiAMOlo: Se mi lascia non vale di Valentina Stella. 

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