In Scozia col marmocchio: day 4-5

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10 agosto 2014: Eilean Donan Castle – Skye (Portree) – Drumnadrochit

Lasciata Fort William con il potente fischio del Jacobite Steam Train ancora nelle orecchie, ci dirigiamo verso l’isola di Skye (che poi proprio isola non è, visto che è collegata alla terraferma dallo Skye Bridge).

Il tempo è davvero impietoso ma il morale della truppa è alto. Prima di accedere a Skye è d’obbligo la visita a uno dei castelli più fotografati della Scozia: l’Eilean Donan Castle.

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Merita la visita tra le mura del castello, soprattutto per la splendida visuale, ma anche al suo interno, dove gli ambienti sono stati ricreati in maniera davvero originale e molto credibile.

– vista dall’Eilean Donan Castle

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Attraversiamo lo Skye Bridge e entriamo a Skye diretti a Portree, la parte più pittoresca dell’isola. Nel frattempo il grigio ci avvolge completamente. Peccato, abbiamo idea che con un pizzico di luce questo miscuglio di acqua, cielo e verde ci avrebbe fatto perdere la testa.

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Riusciamo a scovare un po’ di colore almeno nelle casette di Portree. Certo il grigio che si riflette nell’acqua e tutto intorno ruba un po’ di magia alla scena…

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Col bel tempo una visita di almeno una giornata sull’isola di Skye vale di certo la pena. Perdersi tra i Cuillin (le cime appuntite), camminare totalmente immersi nella natura (e nel “nulla” per parecchi e parecchi chilometri) e rilassarsi mangiando frutti di mare in un porticciolo, vale sicuramente la pena.

Ma noi c’abbiamo il grigio che ci insegue e un b&b con vista Nessie che ci attende. Perciò, senza indugio, riattraversiamo l’isola e ci dirigiamo verso Drumnadrochit dove passeremo la notte.

La proprietaria dell’Aslaich b&b dovrebbe prendere un Oscar. Davvero. A parte la nostra camera, davvero deliziosa, gli accappatoi “caldi” (che fuori oggi, obiettivamente, si gela), la vista fantastica fuori dalla finestra, la sala della colazione con tanto di camino, la cosa che mi ha colpita di più è stato di certo il calore con cui siamo stati accolti dalla proprietaria. Cioè, nemmeno fossimo parenti persi e ritrovati dopo anni di lontananza.

La sera ci indirizza verso un localino davvero caratteristico dove mangiamo pesce e beviamo ottima birra locale (e scopriamo la magia delle “mezze porzioni” per marmocchi. Ditemi, nella vostra città, se chiedete una mezza porzione di un piatto “per adulti” semplicemente perché non vi va che il cibo poi vada sprecato, non  vi guardano molto ma molto male? Ecco, a volte invece basta proprio poco…).

– Aslaich B&B – Drumnadrochit

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– Benleva Hotel e Pub – Drumnadrochit

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11 agosto 2014 Loch Ness – Castello di Urquhart – Inverness – B873 attraverso il Sutherland – Bettyhill

Lasciamo a malincuore Drumnadrochit per raggiungere le rive di Loch Ness alla ricerca di Nessie. Il Castello di Urquhart è sicuramente la postazione migliore se sperate di avvistare il mostro. La visita al castello comprende un breve video di presentazione che racconta la costruzione ma soprattutto la distruzione del castello. Molto suggestivo.

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Allo shop del castello acquistiamo libri marmocchi a prezzi sconvolgenti (2 sterline a libro, devono legarmi le mani per fermarmi), assaggiamo un whisky al miele da urlo, convinciamo la Marmocchia che tutti quei Nessie che ha visto sono solo tronchi galleggianti e che il mostro c’è ma non si fa vedere (un po’ come Babbo Natale e la Befana, d’altra parte).

Proseguiamo verso Inverness, una cittadina meravigliosa adagiata sulle rive del Ness. Partiamo dal mercato coperto, il Victorian Market per poi esplorare il resto della cittadina tra case e chiese in tipico stile scozzese. Un posto incantevole dal quale non vorrei dover andar via.

– Victorian Market (dove acquistiamo una vera bagpipe per bambini. Del talento marmocchio nel suonarla non vi parlerò per non turbare i vostri animi, ecco. Tipo che quando suona pare che un gregge di pecore sia entrato contemporaneamente in travaglio. Tipo).

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Dovrei aprire un capitolo a parte sulla Salvation Army e sui Charity Shop (e lo farò) di cui mi sono perdutamente innamorata in questo viaggio. A Inverness ho scoperto l’incredibile diffusione di questi mercatini dell’usato, della carità e della meraviglia e ho passato il resto della vacanza a chiedermi perché nel nostro paese non siano così diffusi (per non dire rari).

Lasciata Inverness, a malincuore, imbocchiamo la B873 che attraverso il Sutherland ci porterà a Bettyhill, all’estremo nord scozzese. Sulla strada mi ricordo cos’è che di bello porta la pioggia…

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– verso la spiaggia di Bettyhill, attraverso i campi e in mezzo alla natura e agli animali

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Questa notte pernotteremo al Bettyhill hotel. Vi consiglio di guardare le foto sul sito dell’hotel perché, col bel tempo, questo posto è davvero pazzesco. Nonostante il clima impietoso, a Bettyhill abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore. Chissà se prima o poi andremo a riprendercelo.

Questa qui sotto la vista dalla sala da pranzo dell’hotel. Un posto davvero meraviglioso, una spiaggia incredibile alla quale si accede dopo una passeggiata in mezzo al verde e alla natura incontaminata.

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A Bettyhill si conclude questa giornata. La pioggia, il sole, il vento, di nuovo la pioggia che porta un bellissimo arcobaleno, il tramonto in una spiaggia da sogno e poi ancora la pioggia. Questa è la Scozia e se allora mi avessero detto che questo tempo pazzo, poi, mi sarebbe mancato… ecco avrei detto che no, non sarebbe mai potuto essere. E invece…

Buon fine settimana a tutti i viaggiatori e ancor di più a tutti i sognatori.

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