In Scozia col marmocchio: day 1-2

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Glasgow – Luss – Firkin Point – Loch Lomond – Inveraray – Kilchurn Castle/Loch Awe – Fort William

7 agosto 2014 – sveglia molto prima dell’alba, ci attendono due voli che ci porteranno a Edimburgo, facendo tappa a Francoforte. Voliamo con Lufthansa di cui, in questa fase di viaggio, non possiamo che dirne bene (al ritorno ci sarà una piccola caduta di stile che farà un po’ ripensare il nostro giudizio globale su questa compagnia). Nota di merito al Frankfurter Flughafen per l’aria gioco bimbi (e anche per quella grandi, con postazioni pc e sale relax per tutti i gusti).

 

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Atterrati a Edimburgo ci attendono una macchinina rossa fiammante, amore marmocchio a prima vista, se non fosse che… è montata al contrario. “Ma no, amore di mamma, gli Scozzesi hanno la guida inversa rispetto a noi, di conseguenza la macchina… vabbè, hai ragione, è montata al contrario!”, disse lei mentre osservava lui armeggiare col cambio usando la mano sinistra.

Lasciare l’autonoleggio e immergersi nel traffico, che gira tutto in senso opposto, è un po’ traumatico. È tutto dal lato sbagliato, eppure la sensazione è quella di essere dalla parte giusta del mondo. Efficienza, velocità, cortesia sono solo alcuni dei termini che mi vengono in mente se penso a queste nostre prime ore in Scozia. L’apoteosi del brivido la raggiungiamo imboccando la prima rotonda, con macchine che paiono sbucare da tutti i lati e mai da quello in cui stiamo guardando. Guadagniamo i primi capelli bianchi della vacanza e ci spostiamo direttamente  a Glasgow, punto di partenza del nostro viaggio. Giunti in città costeggiamo a piedi il Clyde osservando da lontano l’Armadillo, ovvero il Clyde Auditorium famosa sala concerti, e raggiungiamo il centro.

glasgow 7 bis   glasgow 4 bis (1) glasgow 1 IMG_8759 Negozi moderni all’interno di palazzi antichi, creano un contrasto talvolta scioccante. In generale Glasgow è una cittadina piacevole, che non mi dice granché. Attraversiamo il centro, osserviamo il faro in città e raggiungiamo la Cattedrale alle spalle della quale, su una collina, si erge la Necropoli. Ecco, ora iniziamo a ragionare.

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Davvero suggestiva. Peccato che al nostro arrivo (poco prima delle 17) ci comunichino la chiusura anticipata dell’ingresso (che, in ogni caso non sarebbe stato molto più tardi). Una vera disdetta. Impariamo la lezione e iniziamo a metterci nell’ottica degli orari scozzesi (con cui faremo i conti più volte durante il nostro viaggio). La vista dalla Cattedrale merita comunque e a pochi passi, nei pressi di una delle università di Glasgow, avvistiamo le nostre prime cornamuse. La meraviglia.

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E con la luce del sole che cala sul Clyde terminiamo, un po’ esausti, la nostra prima giornata in Scozia.

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8 agosto 2014 – lasciata Glasgow imbocchiamo la A82, una strada panoramica davvero incredibile che prosegue fino a Oban passando dalla bellissima Inveraray, immersa in paesaggi stupendi che si susseguono tra un loch e l’altro (Loch Lomond, Loch Long, Loch Fyre e Loch Awe, giusto per farvi qualche nome). Chilometri e chilometri in mezzo alla natura. Non posso davvero spiegarvelo (e le foto ahimé non aiutano).

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Sulla strada ci fermiamo per colazione in un coffee shop in cui vendono dolci e torte fatte in casa. Mentre armeggio con uno spray contro i midge valutandone l’acquisto, prima o poi durante il viaggio, la commessa mi chiede se già ne abbiamo uno. “No? Nooo?” Dall’espressione di terrore sul suo volto, mi lascio convincere a comprarlo. Sette sterline. Salute!

In compenso veniamo indirizzati in due posti meravigliosi affacciati sul Loch Lomond:

– Luss, con la sua spiaggia di sabbia, oche e cigni in libertà e le deliziose casette

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Firkin Point, una piccolissima spiaggia con una vista pazzesca sul Loch Lomond.

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Nel pomeriggio siamo a Inveraray, paesino davvero delizioso le cui attrazioni principali sono la prigione e il castello, dimora di famiglia del duca di Argyll.

Dopo la giornata inaspettatamente calda e soleggiata di ieri, inizia a piovere. Ohinoi. E mentre inauguriamo una pratica che diverrà familiare nei giorni a venire, il-vesti-spoglia-rivesti-slaccia-togli-metti-ritogli, in cui diverremo campioni olimpionici, optiamo per una sosta alle giostre.

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– Inveraray Castle

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A Inveraray m’innamoro della mia prima chiesa scozzese. Cadrò innamorata diverse volte durante il viaggio e, ancora oggi, le chiesette scozzesi sono tra le cose che più mi mancano (ve ne parlerò a breve). In questo caso si tratta della All Saints Scottish Episcopal Church di Inveraray, e forse vi sarà subito chiaro il perché è stato colpo di fulmine.

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Piccola, intima e con questa breve preghiera sulla porta che ha già vinto tutto.

Sulla strada verso Oban, dove vorremmo fermarci per la notte, facciamo visita al Kilchurn Castle. Uno dei castelli più suggestivi, visitabile gratuitamente, che si trova alla fine di un sentiero poco turistico. Il mio consiglio è di chiedere informazioni per non perderlo: ne vale davvero la pena.

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A Oban, come vi dicevo, ci attende una brutta sorpresa. Una lunga sfilza di “No vacancies” ci costringe ad allungarci fino a Fort William. Peccato, a prima vista Oban si presentava molto carina.

A Fort William, strapaghiamo una doppia con letto aggiunto, barattata con due motociclisti davanti al banco della reception:

Viaggiamo da questa mattina.

Anche noi.

Noi siamo in moto, bagnati e infreddoliti.

Io ho una marmocchia di cinque anni in macchina.

Sold!

Stanchi e fradici ceniamo a cracker scozzesi (wow, ma davvero wow!) e formaggio e ci abbandoniamo a un meritato (e strapagato) sonno!

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