In vacanza col marmocchio: viaggiare assicurati

bon voyage

Se c’è un incubo ricorrente, quando si parla di viaggiare, lo smarrimento dei bagagli è per me da sempre ai primi posti. Io sono quella che, al check-in, si fa prendere dal panico nel salutare la valigia sul nastro, certa che verrà smarrita o quantomeno consegnata in ritardo. Che poi, diciamocelo, non c’è modo migliore per rovinarsi le vacanze.

Ora, se viaggi in coppia, senza marmocchi al seguito, lo smarrimento o la ritardata consegna dei bagagli è una seccatura che si può mettere a tacere con una bella sbronza al chiar di luna, occhi negli occhi col tuo lui. Certo poi, se questa doveva essere una vacanza romantica, e la mattina seguente del tuo bagaglio ancora non si vede l’ombra, cose tipo spazzolino e dentifricio inizieranno a mancarti come niente mai prima d’ora. A voglia a far la romanticona con l’alito post sbornia e le mutande della sera prima. Eh.

Ma andiamo avanti. Mettiamo il caso che l’epoca delle vacanze romantiche sia passata da un pezzo e al loro posto, a ricordartelo ogni trenta secondi, ci sia un marmocchio, o meglio una marmocchia, sull’annetto d’età. Poniamo che questo sia il vostro primo volo insieme, destinazione Tunisia, e che all’arrivo vi abbiano riconsegnato un solo bagaglio su due. Quello di lui. Nel quale l’unica cosa marmocchio friendly è una mini maglia dell’Inter con calzoncino abbinato. Ah bè.

Del vostro bagaglio, quello in condivisione con la marmocchia (leggi un valigia da 20 chili in cui le uniche cose davvero vostre sono un pareo e due costumi dispersi tra pannolini, bavagline, necessaire per il bagno e per la pappa – ma pure per la nanna, valà – vestitini, scarpine, solari, costumini e i suoi pupazzetti preferiti) nessuno sa nulla.

Una bomba di pensieri esplode nella testa mentre le immagini del contenuto della valigia non pervenuta si sovrappongo una all’altra. La faccia del tunisino che vi accoglie con il suo sorry, non lo so mica dove sia finita la tua valigia, vi apparirà in sogno parecchie volte negli anni a venire.

Voi, lui, lei. E un solo pannolino rimasto! Maperchécavolocapitanotutteame? È il panico, prima. L’ira tremebonda, poi. Perché se noi adulti in qualche modo ce la caviamo, con i marmocchi la faccenda è più complessa.

Finché qualcuno, dalle retrovie, esprime una combinazione di parole magiche, che lentamente vi fanno rinvenire: assicurazione, copertura, rimborso spese urgenti.

Una lampadina vi si accende all’improvviso: datemi un minimarket e vi rimetto in piedi la vacanza!

Capita davvero. A noi ad esempio è capitato. E quando capita è una gran seccatura. Ma se sei assicurato la vacanza è salva. Quella sera, forti dell’assicurazione stipulata, abbiamo acquistato il necessario alla sopravvivenza marmocchia, almeno per la prima notte e successivo risveglio. Il giorno dopo la valigia fortunatamente è arrivata, ma può succedere che la riconsegna avvenga anche a distanza di giorni (per non parlare della possibilità di furto). In questi casi, oltre al disagio, c’è il problema di doverci rimettere i soldi di tasca propria. E con tutto quello che necessitano i bambini quando siamo fuori casa è davvero un gran rischio.

Il mio consiglio, soprattutto se viaggiate con marmocchi al seguito, che per definizione raddoppiano gli imprevisti, è quello di stipulare una polizza assicurativa che copra almeno gli inconvenienti più frequenti.

Allianz Global Assistance, che ha offerto questo post, propone diverse polizze di viaggio per rendere serene quanto più possibile le vostre vacanze. Si tratta di coperture di vario tipo e vario importo, per venire incontro alle diverse esigenze di viaggio.

A noi piace viaggiare sicuri e assicurati. E a voi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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