Trooooppo sensibili

Mi viene sempre un po’ da ridere quando qualcuno mi dice Eh, ma sai, io sono trooooppo sensibile.

Rido perché mi chiedo su quali parametri basino la loro valutazione. Me li vedo questi superdotati della sensibilità, dal loro medico curante, il manicotto al braccio: Ahia, Signor Rossi, oggi ha la sensibilità un po’ altina. Niente foto di cuccioletti abbandonati, marmocchi appena sfornati o prati in fiore per almeno un paio di giorni, mi raccomando!

Che poi, secondo me, la sensibilità non è “quanto ti fanno stare male le cose che ti riguardano”. Secondo me essere sensibili è mostrare interesse e partecipazione (anche e soprattutto) per le vite degli altri. Per quanto poco o tanto ci riguardino. Non è facile, però secondo me è così. Quando si tratta di proteggere i nostri sentimenti, sfoderiamo le migliori armi a nostra disposizione. Invece poi, se in gioco c’è la vita di qualcun altro, ferito o in difficoltà, chissà perché ci pare tutto più semplice da superare. Ecco, questa è la posizione più adatta a sparare le meglio stronzate (perdonate il francesismo) e ferire la sensibilità altrui. Noi, quelli troooooppo sensibili. Poi però quando dobbiamo esserlo nei confronti degli altri non ci viene mica tanto bene, eh? Apriamo bocca e diamo fiato alle trombe così, senza alcun filtro a selezionare le parole che ne escono.

E poi non ascoltiamo, dài, non ascoltiamo più!

Un po’ di tempo fa, in un bar, assistevo alla seguente discussione:

Cattura

Forse è un po’ vero. Siamo così concentrati su noi stessi, su quello che ci interessa, che agli altri non ci pensiamo più. Ecco, non che io sia in grado di farlo, o meno ancora di insegnarlo, ma uno sforzo tutti quanti secondo me potremmo pure farlo. Così, giusto per ragionare ad alta voce, potremmo per esempio ricordarci che prima di parlare (o ancora più di esprimere giudizi o elargire consigli, specie se non esplicitamente richiesti) sarebbe bene revisionare il contenuto di quello che stiamo per dire almeno un paio di volte. Nel dubbio, ricordarsi che a volte non dire nulla può essere una soluzione valida e molto apprezzata.

Anche la regola del “mettersi nei panni altrui” mi sa che è passata un po’ di moda. Peccato, la trovavo un’usanza davvero lodevole.

Ultimamente mi sono sentita dire cose di un’insensibilità fuori dal comune (secondo le misurazioni di cui sopra, appunto). Cose che mi hanno lasciata basita, in attesa di un Ma dài, si capisce che scherzavo, che però non è arrivato.

Ragionandoci, non credo si sia trattato di cattiveria ma di egocentrismo. Decidete voi cos’è peggio. A me fa sempre un po’ impressione quando qualcuno mi passa sopra i sentimenti senza nemmeno voltarsi indietro a quantificare i danni.

E un po’ mi fa rabbia, diciamolo, che persone così siano in giro a piede libero. Bisognerebbe fare qualcosa, non credete?

A questo punto mi sto chiedendo cosa.

Forse andrebbe fatto presente? Tipo Ehi tu, scusa, ma hai appena detto una cosa di un’insensibilità folle? Servirebbe? Non so, ma io pensavo di provare. Magari rimedio i meglio vaffa degli ultimi anni, però da qualche parte bisognerà pure cominciare, no?

E insomma, se anche tu sei vittima dei soprusi di un troooopposensibile: diglielo! Magari non lo cambierai, ma ti sarai tolto una soddisfazione, no?

Pace e bene a tutti, amici, e mentre cerchiamo di cambiare il mondo vi ricordo che far spallucce può essere un ottimo diversivo.

Ndr. la redazione si scusa per questo post evidentemente trooooppo sensibile.

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2 comments to Trooooppo sensibili

  • Claudio  says:

    Eccesso di notizie lavoro sentimenti fatti gossip figli parenti facebook politica cavoli nostri degli altri…tutto questo eccesso è un flusso di rumore che sovrasta sempre più e non ci lascia più neanche la possibilità di ascoltare la nostra voce, figurarsi quella degli altri…ovviamente ciascuno ne ha la piena responsabilità, dipende proprio da noi, da me per primo, non mi escludo da questa lotta quotidiana. Servirebbe il gioco del silenzio, 10 minuti al giorno per ricominciare ad abituarsi ad ascoltare, partendo dal silenzio appunto…

    • robedamamma  says:

      Il gioco del silenzio è un’ottima idea e un buon punto di partenza per iniziare (o meglio ricominciare) ad ascoltare. Grazie, un suggerimento bellissimo!

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