#LeggiAMOlo: Quando dio era un coniglio

quando dio era un coniglio

Come vi dicevo qualche tempo fa (qui), Giovanna mi ha lanciato una proposta di tale meraviglia da conquistarmi all’istante. In breve:

ogni mese sceglieremo un libro da leggere. A fine mese vi daremo entrambe le nostre impressioni. Potete partecipare tutti. Se avete un blog o frequentate i social potete condividere la lettura del libro del mese sui vostri canali usando l’hashtag #leggiAMOlo. Sarebbe bello creare un piccolo gruppo di lettura per condividere i nostri pensieri.

Bene, iniziamo oggi con il primo libro scelto: Quando dio era un coniglio di Sarah Winman. 

Elly è una ragazzina molto sveglia, curiosa, sensibile, attenta. Speciale, per dirlo in una parola. Questo suo modo di essere attira, come spesso accade, l’attenzione e l’affetto di persone “problematiche”. È così per l’anziano vicino di casa che approfitta di lei ancora bambina, ed è così per Jenny Penny, l’amica che l’accompagnerà (seppur con un lungo periodo d’assenza) per tutta la vita.

“La mia vita è divisa in due parti. Non esattamente un Prima e un Dopo; è come se fossero, più che altro, due fermalibri che tengono insieme i flaccidi anni delle riflessioni a vuoto…”

Anche questo romanzo, come la vita di Elly, è diviso in due parti. La prima è incentrata sulla sua infanzia, sulla scoperta del mondo, sul rapporto col fratello Joe. Sull’amicizia con Jenny Penny, più di tutto.

“Era di un altro mondo; era diversa. Anche se allora, segretamente, lo ero anch’io. Lei era la mia tessera mancante, quella che serviva a completarmi. Un giorno si girò verso di me e disse: “Guarda”e tirò fuori dall’avambraccio una moneta nuova da cinquanta pence. Ne vidi il bordo appaittito spuntare dalla pelle, come una graffetta. Non la fece comparire dal nulla o dalla manica – cose che avevo già visto – no, la estrasse dalla propria pelle, lasciando aperta una ferita sanguinante. Due giorni dopo, la ferita era scomparsa; la moneta invece, era al sicuro nella sua tasca. Ora, questa è la parte a cui nessuno crede. La data impressa sulla moneta era strana. Indicava il 1995, cioè diciannove anni dopo.”

Un personaggio straordinario questa Jenny Penny, dipinto secondo me in maniera del tutto credibile nella sua incredibilità. Una contesto famigliare praticamente inesistente, una maniera tutta sua di guardare alle cose della vita, un pizzico di sfrontatezza e quel tantino di cinismo che vengono dall’essersi dovute crescere da sole.

Nel momento in cui le due amiche si separano, e si perdono di vista per un lungo periodo, il racconto s’interrompe, fa un salto in avanti che ci porta dagli anni Settanta direttamente al crollo delle Twin Towers in quell’11 settembre che ha cambiato il mondo e che tutti, vicini o lontani, abbiamo profondamente odiato.

In questa seconda parte Elly tenta di riallacciare il rapporto con Jenny Penny, la quale si trova in un periodo di profonda difficoltà. L’episodio centrale è però la scomparsa del fratello Joe proprio durante l’attentato, il suo ritrovamento e la scoperta che il ragazzo ha dimenticato per intero il suo passato.

“Io sono qui, ma non sono più tuo.”

Le conseguenze della perdita di memoria si riversano su Elly colpendola nel profondo.

“Vedi, tu eri l’unica persona che sapeva tutto. Perché anche tu eri presente. Eri il mio testimone. E riuscivi a dare un senso ai fottuti casini in cui ogni tanto mi cacciavo. E io potevo, quanto meno, guardarti e pensare: almeno lui sa perché sono fatta come sono. C’erano delle ragioni. Ma adesso non posso più farlo e mi sento incredibilmente sola.”

La ricchezza di temi di questo libro è davvero incredibile: la fede, l’amicizia, l’infanzia, l’omossessualità, i rapporti con la famiglia, la solitudine, la vecchiaia, gli errori. E di sicuro avrò scordato qualcosa.

Quello che ho amato di più è il pensiero che le cose dell’infanzia non sono solo la nostra partenza, ma possono essere anche una fondamentale ripartenza. Che le origini sono tutto e sono funzionali alla crescita e al cambiamento. E quando ci si sente un po’ persi è proprio lì, nella nostra infanzia, che bisogna cercare.

Sono tanti i personaggi che per ragioni di spazio non ho citato. Vi invito a scoprirli leggendo questo romanzo. E il coniglio del titolo? vi starete forse chiedendo. E bè, vi posso mica dire tutto, no? Leggetelo, che ne vale proprio la pena.

Bene, c’ho un po’ l’ansia da prestazione, ve lo devo dire. Per me quest’avventura di #leggiAMOlo è più di tutto una sfida. Magari è la volta buona che imparo a fare le recensioni come si deve. Portate pazienza se l’analisi è ancora un po’ sempliciotta, prometto di impegnarmi moltissimo.

Il prossimo libro da leggere insieme è: “La collina” di Andrea Delogu e Andrea Cedrola.

Vi ricordo che se avete letto il libro del mese, lo state leggendo o pensate di leggerlo, potete unirvi alla discussione con un commento a questo post o a quello di Giovanna pubblicato oggi stesso, così come sui social con l’hashtag #leggiAMOlo.

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One comment to #LeggiAMOlo: Quando dio era un coniglio

  • #leggiAMOlo - La Collina - 1 kg di costanza  says:

    […] al secondo appuntamento con la rubrica LeggiAMOlo, dove io e Valeria vi raccontiamo il nostro personale punto di vista su un libro. Questo mese il libro scelto è La […]

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