Non conta

Non conta che abbia compiuto cinque anni e fra qualche mese inizierà le elementari.

Non conta quanto sia autonoma nel vestirsi o risoluta nel decidere l’abbigliamento.

Non conta la parlantina decisa e i ragionamenti inconfutabili, la capacità di controbattere con tesi che non fanno una piega o l’incredibile pertinenza delle sue motivazioni.

Non conta quanto sia diventata responsabile o quanto da sempre sia una bambina affidabile.

Non conta che ora la tua presenza il più delle volte sia decisamente superflua o quanto possa sembrare in grado di cavarsela da sola.

Non conta.

Perché poi ci saranno sempre mattine di mal di pancia sospetti che, dietro lo scarso appetito, nasconderanno un mondo fragile in cui “non essere scelta per fare Bloom alle Winx” sarà quanto di più terribile si possa immaginare.

Non conterà nulla in quelle mattine, se non la tua assoluta convinzione che sta cambiando tutto ma non è cambiato niente. Che lei, ai tuoi occhi, resterà sempre la tua piccolina. Che tu ai suoi occhi, se sei fortunata, resterai sempre il posto in cui rifugiarsi quando il mondo lì fuori fa proprio tanta paura.

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