Viaggiare sicuri: il nostro primo viaggio in auto

Il nostro primo viaggio in macchina da sole, io e lei, lo ricordo molto bene. Eravamo mamma e figlia da poche settimane e per la prima volta ci avventuravamo lì fuori per un viaggio un po’ più lungo del solito giro a piedi intorno all’isolato.

Ci incamminammo mentre mentalmente cercavo di stilare un piano per collocare la Marmocchia in macchina con il minor numero di mosse possibile. Pareva un’impresa, ve lo devo dire, anche se adesso a pensarci un po’ mi vien da ridere.

Ricordo il silenzio intorno a noi, quello tipico dei giorni di neve, con le strade imbiancate e quell’aria gelida che ti si attacca alla pelle e quasi la brucia.

Raggiungiamo la vettura e inizio le manovre che, al contrario dei miei progetti iniziali, prevedono un numero di mosse per il quale potrei forse entrare nel guinness dei primati.

Aggancio l’ovetto alla base, controllo che le cinture siano ben allacciate. Non mi pare di aver sentito lo scatto. Le slaccio, le riallaccio. Ora sì che han fatto click. La guardo, mi guarda. Pare l’omino Michelin.

Va bene slaccio tutto e la spoglio, almeno un pochino. Ricomincio da capo: controllo che il seggiolino sia ben fissato alla base, inserisco di nuovo le cinture, faccio pure un piccolo test sballottolando l’ovetto qui e là. Lei non apprezza, arriccia le labbra.

Con la poca autonomia che mi resta, prima che scoppi in un pianto a dirotto, mi lancio al posto di guida. Uno sguardo allo specchietto, non la vedo, lo muovo. Così vedo lei ma per niente la strada. Ok lo rimetto in posizione iniziale, per guardarla allungherò un poco il collo.

Finalmente accendo il motore. Molto bene fin qui, mi pare. Ci avremmo messo sì e no nemmeno mezz’ora…

Quel nostro primo viaggio lo ricordo bene perché mai avrei pensato che, per fare casa-centro commerciale (tempo di percorrenza massimo dieci minuti), ci avrei potuto mettere più di un’ora. Non scherzo, tanto ci impiegammo.

Ma in quel primo viaggio gettammo le basi per una lunga, e felicissima, stagione di viaggi in macchina, io e lei.

Scoprii, con enorme piacere l’effetto, non solo soporifero ma anche pacificatore, che aveva la macchina sul suo animo di neonata un poco scorbutica. Non importa infatti quanto fosse arrabbiata col mondo, quanto forte stesse urlando il suo dissenso a pieni polmoni. Una volta acceso il motore, tutto passava. Ammetto che per un periodo ne abusai. Ma fu così che diventammo due esperte viaggiatrici.

Ora la macchina per noi è quel luogo in cui cantiamo a squarciagola senza timore che qualcuno ci senta. Ma è anche un luogo di grandi confidenze e lunghi racconti. E perché no, ancora oggi, di sonnellini profondi per lei e momenti di sano silenzio per me.

E a pensarci bene c’è una cosa ancor più importante che capimmo entrambe quel giorno e che vale oggi più che mai: ciò che rende un viaggio felice e spensierato è la sicurezza con cui lo affronti.

Perciò amici rispettiamo sempre le regole di sicurezza, i bambini sui seggiolini, le cinture sempre allacciate. 

La nuova normativa europea i-Size, entrata in vigore lo scorso luglio, ha reso obbligatorio far viaggiare i bimbi in auto in senso contrario a quello di marcia almeno fino ai 15 mesi.

Bébé Confort, oltre ad aver contribuito allo sviluppo della nuova normativa, ha da poco lanciato sul mercato 2wayPearl, il primo seggiolino omologato secondo la nuova normativa i-Size. Si può infatti utilizzare in senso contrario di marcia dai 6 mesi ai 4 anni (diversi studi hanno dimostrato che viaggiare in senso contrario a quello di marcia è più sicuro anche oltre i 15 mesi).

Se penso a come era tutto diverso quando eravamo piccoli noi, mi sembra si siano fatti, soprattutto ultimamente, molti passi avanti verso una maggiore sicurezza dei bambini in auto. E mi sembra davvero un segnale molto positivo.

“Questo post è offerto da 2wayPearl, il seggiolino auto Bébé Confort omologato secondo la normativa i-Size per garantire un più elevato livello di sicurezza.”

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