Di quando mi sono arresa alle bamboline desnude

winx

Un week end passato tra i giochi del momento e ho pensato che forse dovrei fare un mea culpa. Forse.

Per il suo compleanno la Marmocchia ha ricevuto bellissimi regali. Set per colorare e ritagliare (lei adora, io pure), libri di meravigliosità inaudita, due computerini davvero stupendi e capi d’abbigliamento di ottimo gusto. Fortunata, sì molto fortunata.

Devo ammettere però che in un momento più di tutti ho visto la gioia nei suoi occhi come un lampo, che avrebbe illuminato un intero paese. Il momento in cui ha scartato la sua prima Winx.

Ora, lo so, chi mi conosce si sarà già raccolto in un minuto di silenzio per me. Ma amici ho una novità: sono felice di questa nuova arrivata! No, niente botte in testa (e non mi pagano per dirlo), ma ricordate? Sto cercando di fare mea culpa.

A favore della signorina alata e desnuda, che ora abita la cameretta marmocchia, devo dire che è davvero ben fatta. Ali sbrilluccicanti, un vestito da urlo (sì certo, un mini vestito da urlo, praticamente un’unghia di stoffa, ma le parti salienti sono tutte coperte, eh). E poi i capelli. Ah, i capelli! Lunghi, splendenti, bellissimi.

Sinceramente una cosa per cui qualsiasi cinquenne di qualsiasi generazione avrebbe potuto uccidere (no, non guardate me, io giocavo con le figurine dei calciatori, ricordate?).

E insomma lei era felice, felice davvero perché qualcuno aveva ascoltato i suoi desideri, eluso i controlli materni e portato il regalo del secolo: la sua prima Winx.

Ecco, voi direte, tutto bene quel che finisce bene, ringraziamo i portatori sani di Winx e pace e bene a tutti.

Eh no. La festa ha avuto un seguito, in cui ci siamo portate a casa due amichette marmocchie, che appena entrate in casa hanno chiesto a gran voce le Barbie.

Ho visto mia figlia, punta sul vivo, tuffarsi nella cesta dei giocattoli, raschiare il fondo del barile e riemergerne con due, povere, Barbie. L’ho vista tentare di rianimarle col bocca a bocca, ravvivare i capelli e mostrarle gioiosa alle sue amichette.

“Tutto qui?” ha detto la più grande.
“Dove sono tutte le altre” ha rincarato la dose la piccina.

È stato in quel momento che ho visto nello sguardo di mia figlia il completo smarrimento (e anche un salto nel futuro in cui lei, adolescente, mi rinfaccia di averla privata di un’infanza fatta di bamboline desnude).

Poi lei si è ricordata di avere appena ricevuto il regalo del secolo: una vera Winx. Bloom, per l’esattezza. Ché io non lo sapevo ma pare faccia brutto davvero. E l’ha mostrata alle amichette trionfante.

Le nane allora hanno forse pensato di dare un’altra occasione a questa bambina un po’ fuori dal tempo. E hanno proposto di cantare la sigla delle Winx.

Ora, ce li avete presente i calciatori della nazionale quando parte l’inno e loro non sanno le parole? Ecco, mia figlia, uguale. Le due amichette la guardavano. Un misto di compatimento e ribrezzo, credo.

In quel momento ho capito che no, non posso vietarle di avere un’infanzia così come la vuole lei. Che sia pure fatta di bamboline dai facili costumi, va bene. Io ai miei tempi rischiavo la presidenza tre volte a settimana per giocare a rigori con i maschi della classe, che saranno mai quattro bambolette un po’ (troppo) truccate?

E così mi sono rammollita. Ops, dicevo, e così ho deciso di allentare un po’ la presa. Certo, continuo e continuerò ad ignorare volutamente dove e quando trasmettano il cartone animato delle Winx. Persevererò nel rigare tutti i dvd di Barbie che entrano in questa casa. E agirò con azioni diversive ogni qualvolta nei negozi mi si incanta davanti a giochi di dubbio gusto.

Però, e amici miei mi siete testimoni, voglio fare una solenne promesssa.

Io, mamma della Marmocchia, prometto di non influire sulla sua letterina di Natale. Prometto di non fare la perquisa a Santa Claus, di non selezionare i giochi prima di farli arrivare a destinazione e di non porre censura alcuna.

Ecco, l’ho detto. E mo’ so’ cavoli miei.

Prima di salutarvi vorrei sottoporre al gentile pubblico in ascolto una domanda che mi attanaglia da giorni. Avevamo le Barbie, avevamo le Winx e pure le Bratz (esistono ancora o si sono estinte, a proposito?). Davvero si sentiva l’esigenza delle bambole-zombie?

Prevedo un Natale di emicranie pazzesche, lo sento.

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6 comments to Di quando mi sono arresa alle bamboline desnude

  • Lucia  says:

    qui in famiglia di pacifisti i due marmocchi (maschi entrambi) impazziscono per le pistole. Ch’aggia a fa’.

    • robedamamma  says:

      Ma come ch’aggia fà? Organizziamoci: venite qui e spariamo alle Winx??
      :-p

      • Lucia  says:

        ottima idea!

  • Martina Dipollicina via Facebook  says:

    mi hai fatto morire dal ridere

  • Robedamamma via Facebook  says:

    😀

  • […] io avrei voluto rispondere che no, Rapunzel no! Ma ricordate? Ho promesso. E allora mi sono messa a dettare: R – A – P – U… con un occhio che tremava […]

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