In Portogallo col marmocchio day 5-6

Mata National do Bucaco – Praia Nova – Praia Da Barra – Aveiro – Porto

Lasciare Coimbra, l’università, il fiume, la gente (la sagra della cipolla pure, eh) non è facile. Semino un altro pezzo del mio cuore o almeno quello che ne rimane dopo averne disseminati parecchi nel tragitto fin qui.
Come si fa a spiegare l’amore che ti prende per una terra che non è la tua, in cui ad oggi hai vissuto una ventina di giorni in tutto nell’arco della tua vita, ma che sai che è uno dei posti in cui sei stata più felice? Amo il Portogallo, ecco l’ho detto. Una dichiarazione d’amore in piena regola. Che se ne prenda buona nota.
Lasciata a fatica Coimbra, dicevo, trascorriamo la mattinata a zonzo per la Mata National do Bucaco, una vera foresta in cui perdersi per trovare grandi tesori di botanica e non. Osserviamo il Palacio Do Bucaco (oggi quasi completamente adibito a hotel di lusso) visitando la parte aperta al pubblico, percorriamo i 140 gradini che portano alla Fonte Fria e seguiamo infine la Rota do Moihno dove pranziamo al sacco in mezzo ai mulino a vento.
Pausa pomeridiana in spiaggia a Praia Da Barra dopo un sopralluogo a Praia Nova. Belle entrambe come avevano promesso, anche se troppo affollate per i nostri gusti. La temperatura dell’acqua, in compenso, è piuttosto accettabile.
La sera ordiniamo paella e ci portano marisco. Niente, dei menu portoghesi non capiamo una mazza è ufficiale. In compenso è la cena di pesce più buona di questa vacanza fino ad ora e la vista sull’oceano toglie davvero il fiato.
L’oceano mi inebria e mi confonde. Ok, anche il vino, ma l’oceano di più.
La mattina seguente siamo ad Aveiro. La chiamano la piccola Venezia per via delle pseudo gondole (a motore) che accompagnano i turisti lungo i canali. Vabbè, anche senza esagerare la troviamo piuttosto carina. Le vie dei negozi, però, sono lo specchio della crisi che anche il Portogallo, come e prima dell’Italia, sta attraversando: negozi chiusi, abbandonati o in vendita. In compenso incontriamo un mercatino artigianale niente male e una libreria per bambini strepitosa dove acquisto il mio primo (e presumibilmente ultimo) libro di poesie in portoghese.
Lasciamo Aveiro e ci dirigiamo verso Porto con enormi aspettative. Devo dire che Porto è tanto bella quanto impegnativa. Dopo un quarto d’ora di salite e discese sfiancanti abbiamo preso l’unica decisione possibile: il trenino turistico. Gli otto euro meglio spesi di questa vacanza, compresa visita alle cantine del Porto (vino) con tanto di degustazione.
Di Porto ricorderò di certo il lungo fiume (Ribeira), la libreria Lello e Irmano (bellissima all’interno con la sua spettacolare scala a forma di otto, peccato non si possano scattare foto).
Porto ci pace, non ci rapisce come Coimbra o Obidos, ma ci piace.
Sfiniti guidiamo verso Guimaraes dove trascorreremo la notte.

Mata National Do Bucaco

Rota do Moihno

Praia Da Barra

Aveiro

Porto

2 comments to In Portogallo col marmocchio day 5-6

  • Elena  says:

    Che bei racconti mi pare quasi di essere li. Bello bello.

  • robedamamma  says:

    Grazie Ele! Un abbraccio grande

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