Un Marzo da leggere – prima parte

Ahi ragazzi quanto ho letto questo mese! Eppure ho dovuto lasciare indietro molti libri che non vedo l’ora di avere tra le mani. Ero partita da questa foto, il mio progetto di lettura mensile. Poi un giorno sono passata in biblioteca a rendere un libro, e cosa ti vedo nella bacheca in cui espongono il tema del mese? Una miriade di libri che parlano di… libri! E tra questi ho trovato immensi tesori che mi hanno fatta deviare dal progetto originale, regalandomi però un’enorme soddisfazione.

Ma procediamo con ordine. Sapete che ho deciso di non fare recensioni vere e proprie delle mie letture mensili. Mi limito a dare pareri e suggerire (o meno) quello che ho letto. Ho deciso però (anche come ringraziamento a chi mi suggerisce i libri di cui poi m’innamoro) di linkare dove possibile le recensioni che mi hanno spinta alla lettura.

Il primo libro di Marzo (rimasto in sospeso dallo scorso mese) è Le correzioni di Jonathan Franzen. Attraverso la storia della famiglia protagonista, l’autore esplora l’universo delle relazioni umane e la tendenza, che un po’ tutti abbiamo alle volte, di voler “correggere” quello che in noi e negli altri crediamo non funzioni. Persanaggi così imperfettamente umani che vi rimarranno dentro a lungo. Un libro meraviglioso, che vi consiglio caldamente.

Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann, titolo originale “Let the great world spin– Lascia che il mondo giri in vortici infiniti. (Il titolo italiano è un verso tratto dall‘Inno alla gioia di Schiller, il secondo un verso di Tennyson). Un romanzo poetico in cui s’intrecciano le storie di diversi personaggi, le loro sofferenze e solitudini. Sullo sfondo una New York dei difficili anni settanta. La violenza, la prostituzione, la guerra in Vietnam con tutte le sue vittime. Da una parte, quindi, le brutture del mondo, dipinte attraverso personaggi unici. E poi un uomo che passeggia tra le nuvole, su un cavo d’acciaio tra le Torri Gemelle, e tiene col fiato sospeso l’intera città. Una figura poetica che tiene in bilico con sè, sul filo della vita, quella bellezza che può (e deve) contrastare la disperazione che genera la violenza.

“Tutte le vite che potremmo vivere,tutte le persone che non conosceremo mai, o che non saremo, sono ovunque. È questo il mondo”

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti. Un libro indispensabile, davvero. Sofia vi farà male e vi farà ridere. Vi farà innervosire e vi farà innamorare. Alla fine penserete che Sofia è l’amica che avreste sempre voluto. Forse perché un po’ vi assomiglia. Questa la recensione di Valentina di Bellezza Rara.

Il corpo umano di Paolo Giordano. Portare a termine la lettura di questo libro è stata davvero una fatica. Iniziato durante le vacanze di Natale e poi smesso e ripreso così tante volte da dover tornare indietro a ricostuire i fatti. Tanto ho amato e sentito vicino La solitudine dei numeri primi, quanto ho provato distacco e insofferenza per quest’ultimo romanzo. Ho trovato che l’idea fosse buona ma raccontata in modo poco interessante. Dico un’eresia? Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Mi è sfuggito qualcosa? Sarei anche pronta a dargli un’altra opportunità di lettura, ma ho bisogno di una chiave di lettura diversa.

Stoner di Williams John E. Prendete una vita, oggettivamente poco interessante, di un professore universitario con un matrimonio insignificante e legami affettivi praticamente pari  zero. Com’è che diventa un libro di cui non vi dimenticherete mai? Pare un miracolo e forse lo è, ma io questo libro l’ho davvero amato molto. Un’unica avvertenza. Capiterà forse che verso le ultime pagine vi verrà il desiderio di congelare Stoner nel vostro freezer. Ecco tipo Joey di Friends in questo episodio…

Vi consiglio di leggere questa stupenda recensione di Camilla (Zelda was a writer).

Dovevo andarci –scrittori in viaggio con se stessi, autori vari. Quindici scrittori raccontano quel viaggio che hanno compiuto spinti da un’urgenza e che ha influenzato in maniera irreversibile la propria vita. Sono viaggi che si compiono in un luogo esterno e in luogo interno: la propria anima. Quindici racconti intensi che fanno riflettere. Non tutti ugualmente belli, secondo me, ma almeno un paio imperdibili.

Gente di Dublino di James Joyce. Quanto tempo sono stata lontana da questo libro? Quanto basta per riassaporarne la magia come se fosse la prima volta. Una raccolta di racconti che hanno per protagonisti persone comuni alle prese con il proprio quotidiano. Sono persone che si sentono, ad un certo punto, come schiacciate dall’immobilità dell’animo in cui sono costrette e iniziano a desiderare una via di fuga. I racconti attraversano le varie fasi della vita dall’infanzia alla morte. Il mio racconto preferito è da sempre Eveline. Anche se in questa rilettura ho apprezzato, in alcuni personaggi, diverse sfumature che non avevo colto anni fa.

Appuntamento a domani per la seconda parte di questo marzo (infinito) da leggere.

 

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