Un incontro d’autore

Alla libreria Il mio libro di Cristina di Canio, in una serata che portava la luce dopo giorni di pioggia, ho incontrato Marco Missiroli,

Se siamo amici su un qualche social, magari sarete un po’ stufi di sentirmi parlare dei suoi libri. Permettetemi però di condividere quest’incontro con voi. Poi la smetto. Forse.

Com’è Marco Missiroli? Un po’ come me lo immaginavo, veramente. Timido e un po’ impacciato all’inizio. Poi si scioglie, risponde volentieri alle domande. Quando gli chiedi dei suoi personaggi alza lo sguardo e inizia a parlare. Non lo so perché, ma ho l’impressione che lassù ci veda qualcosa o meglio qualcuno. Mi ritrovo ad alzare gli occhi pure io. Parla e guardiamo il soffitto e lì, ad un certo punto, li vedo apparire. C’è Pietro, il portinaio spretato, l’avvocato Poppi, Fernando.

Finalmente capisco perché i protagonisti dei suoi libri sono così vivi. Perché sono veri.

Si parla di libri, bei libri, e non solo dei suoi. Scopro, con una certa sorpresa, che dei suoi romanzi “Il buio addosso” è quello di cui va meno fiero. Ma come, dico io, a me ha cambiato la vita!

Marco firma le copie dei libri e chiede pareri. Chissà cosa pensa nel tempo che intercorre tra la sua domanda e la risposta del lettore.

Lo hai già letto, mi chiede riferendosi a “Il senso dell’elefante”.

Sì. Questo. E gli altri tre. Tutti. In una settimana. Belli.

Lo so, potevo fare meglio. Avevo milioni di cose da dire. Prima di tutto che ero orfana di autore preferito da anni, poi è arrivato lui e ora ho di nuovo una guida, qualcuno che sa ispirarmi, che mi fa venire voglia di scrivere bene, di impegnarmi di più. Mica poco, no?

Avrei voluto dirgli che il suo stile mi affascina, perché non mi ricorda nessuno che abbia mai letto prima. Che ora che l’ho sentito parlare ho capito che è proprio lui. Scrive come parla. O parla come scrive, non saprei. In ogni caso è autentico.

Che il modo in cui sa far uscire i personaggi dalle pagine è un dono. E un immenso regalo per chi legge. Avevo mille e mille domande da fare.

Niente, nella prossima vita rinasco spigliata.

Qualcosa comunque, confusamente, la dico. E ascolto cercando di recepire tutto quello che posso, perché mi rendo conto che è un’occasione unica.

Ho letto in un’intervista che “Il senso dell’elefante” lo ha riscritto undici volte (e sti cavoli? chiese quella che forse non vedrà mai la fine nemmeno della prima stesura del suo romanzo). Che scrive in cucina perché è il luogo più raccolto della sua casa (se lo chiedessero a me poi nessuno si comprerebbe i miei libri. Ché il posto meno strano è la metropolitana, in piedi, nell’ora di punta, dopo il bagno, seduta, nell’ora di… Oh bè!)

E che fino a ventidue anni non leggeva e non scriveva. Poi ha iniziato a leggere e la prima cosa che ha scritto è “Senza coda“. Premio Campiello. Va bè.

E ancora si parla di libri, di editoria, di viaggi, di sogni. Una serata che mi dà, in tutti i sensi, una scossa.

C’è una parola inglese che mi piace da matti e per la quale non ho mai trovato un corrispettivo italiano che mi suscitasse le stesse sensazioni: awareness.

Da wikipedia: awareness is the state or ability to perceive, to feel, or to be conscious of events, objects, or sensory patterns. Potrebbe essere consapevolezza, ma non è esattamente quello che mi scatena dentro il termine inglese, che sa tipo di risveglio dell’animo e della mente dopo un periodo d’intenso letargo. Ecco, tipo così.
Bè, questa serata mi ha suscitato questo, ora sta a me… non riaddormentarmi!

Volevo dire grazie non solo all’autore, ma anche a Cristina per aver reso possibile quest’incontro. A voi, se non lo avete fatto, continuo a consigliare i libri di Marco Missiroli. A me hanno acceso una luce dentro. Di certo è un fatto personale, ma credo che se almeno ad uno di voi succederà la stessa cosa, sarà valsa la pena di consigliarli così caldamente.

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4 comments to Un incontro d’autore

  • Michela  says:

    A me si accende una luce dentro quando sento parlare di libri con questo trasporto e questa convinzione che ci metti tu.
    È fantastico il calore che sai trasmettere.
    Adesso che sei di nuovo in ballo allora mi raccomando, che il tuo pubblico conta su di te! 🙂

    • robedamamma  says:

      Ah Micky è facile quando ti capitano in mano i libri giusti. Ed è una gran fortuna… Ti baciabbraccio!

  • la solita Simonetta  says:

    Che bello! Adesso mi tocca leggerlo ;D!
    Io ho sempre paura di incontrare un autore del quale mi piacciono i libri: temo di essere delusa. E’ successo pre-figli quando ancora ero libera di dire “perché no!?Che poi, non credere che a Pesaro venga chissà chi eh!

    • robedamamma  says:

      Ma sai che hai ragione? Ero piuttosto inquieta pure io. Mi sono detta “ecco, magari poi è uno sborone (è romagnolo lui) e mi cade un mito!”. Poi però ho voluto provare e per fortuna ha solo confermato la mia idea! Un abbraccio

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