I venerdì col marmocchio: l’Oasi di Sant’Alessio

Archiviato l’inverno (come no) e arrivata la tanto attesa primavera (eccerto), rifiorsicono gli alberi (sì, sì), la natura si risveglia (ah ah) e le temperature finalmente iniziano a rialzarsi significativamente.

Lo so, non è proprio così, ma il calendario delle stagioni dice che siamo in primavera e io dell’inverno ne ho davvero le tasche piene. Basta freddo, basta neve, basta week end al chiuso. Voglio il sole e l’aria frizzantina sulla pelle, voglio sentire il profumo dei fiori che sbocciano e tutti i suoni della natura che riprende a vivere.

Allora oggi, per i nostri venerdì col marmocchio, facciamo finta che questa benedetta primavera sia arrivata e ce ne andiamo in un posto che sono certa vi piacerà tantissimo.

Una piccola nota prima di partire. Come potrete notare dai buchetti di cellulite sulle braccine marmocchie e dalle gambette piccole e tozze, le foto di questo post sono state scattate qualche tempo fa, durante la nostra prima visita all’ Oasi di Sant’Alessio.

A Sant’Alessio con Vialone, nel pavese, c’è un luogo incantevole in cui perdersi, completamente immersi nella natura. Una volta entrati vi sembrerà di essere ovunque, fuorchè a due passi da Milano. Tutto, dai colori agli odori, dal clima ai rumori, vi porterà in un viaggio incredibile che vi restituirà al vostro quotidiano immensamente rigenerati.

L’Oasi nasce nel 1973 con l’obiettivo di creare un allevamento di specie in pericolo, per ripopolarne la natura. Non mi dilungo sulla (bellissima) storia dell’Oasi, ma vi invito a leggerla qui. Falco Pellegrino, Caveliere d’Italia e Cicogna Bianca furono le prime tre specie a cui Antonia e Harry Salamon (acquirenti del Castello di Sant’Alessio e del terreno che lo circonda) si dedicarono. Vent’anni dopo, in un momento di crisi economica, venne presa la decisione di aprire l’Oasi al pubblico. Da allora, dopo aver studiato percorsi appositi perché i visitatori potessero avvicinarsi agli animali in tutta sicurezza e libertà (per entrambi), le bellezze dell’Oasi sono a disposizione di tutti.

Oltre ai riferimenti storici sul Castello e sull’area che lo circonda, sul sito trovate tutte le informazioni sul progetto e sulle specie animali e vegetali presenti. Il sito è davvero molto approfondito e non voglio quindi dilungarmi oltre.

Vi lascio qualche immagine di quella nostra prima esperienza all’Oasi, così magica che di certo la ripeteremo a breve.

Un posto davvero unico, in cui perdersi, camminare, respirare, osservare. E un’occasione senza pari per marmocchi e adulti di passare del tempo a contatto con la natura. Incredibilimente suggestiva la casa delle farfalle.

L‘Oasi di Sant’Alessio si trova a Sant’Alessio con Vialone (PV), Via Cadorna 2.

Qui trovate prezzi e orari d’apertura.

 

 

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2 comments to I venerdì col marmocchio: l’Oasi di Sant’Alessio

  • Claudia  says:

    ma che belle foto!

    • robedamamma  says:

      Vero?! In queste foto esercito un mio personalissimo talento che si chiama “sposa un fotografo e portatelo in gita dotato di Reflex”. Mi piace avere talenti unici! 😉 baci

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