Come due gocce d’acqua – parte prima: la capacità di non svelare le sorprese

La vertià è che quando si parla, ad esempio, di gusti musicali, penso che sia bellissimo il fatto di esaltarci per le stesse canzoni. Trovo estremamente dolce la sua capacità, identica alla mia, di innamorarsi di un pezzo e volerlo riascoltare all’infinito per giorni interi. Salvo poi detestarlo e non volerlo sentire mai più.

Adoro la sua passione per il teatro. Che quando le ho chiesto se voleva andare a vedere di nuovo le marionette, a distanza di nemmeno due settimane, sarebbe stato lecito mi rispondesse Ma sei matta? E invece ha urlato di sì saltellando per tutta casa.

Mi emoziona rivedere il mio sguardo nel suo sguardo. Timido, impacciato ma sconsideratamente allegro, sempre e comunque.

Così simili, noi due.

Ecco, poi ci sono dei momenti in cui di assomigliarci, come dire, ne farei anche a meno!

Come due gocce d’acqua – parte prima: la capacità di non svelare le sorprese.

Di rientro da scuola ci lanciamo in una sorpresa al Ninnatore decisa all’ultimo minuto: preparare il tiramisu.

In meno di 60 minuti dobbiamo sbattere uova e mascarpone, fare andare tutte le macchinette del caffè contemporaneamente e raffreddarlo a tempi di record. E poi inzuppare e disporre e ricoprire, strato dopo strato. Una spolveratina di cacao in polvere, copriamo con la stagnola, imboschiamo nel frigorifero (poi ve lo spiego, eh, come si nasconde un tiramisu di proporzioni epiche dietro un cespo di lattuga e tre zucchine). Ci giriamo e… è scoppiata una bomba in cucina. C’è mascarpone e cacao in polvere ovunque, un pavesino appoltigliato sul pavimento e il lavabo stracolmo. Dieci minuti. Ok, ce la possiamo fare. Attivo i superpoteri per rendere la cucina di nuovo splendente (dove non arrivano i superpoteri utilizzo una dote a me molto cara: imbosco!).

Dai mamma, corri, altrimenti papà ci smaga.

Ci che?

Ci sma-ga?

Ah no, amore, ci sga-ma!

Che poi non sono nemmeno sicura che volevo insegnarglielo davvero il verbo sgamare. E va bè.

Lei si occupa di dis-spiaccicare il pavesino dal pavimento, io faccio un fagotto con la tovaglia colma dei residui della qualunque e oppalallà, fuori sul balcone. E sciacqua e butta in lavastoviglie, e pulisci e asciuga le fruste, e getta la spazzatura per nascondere le prove.

Stremata osservo il miracolo compiuto, incredibilmente orgogliosa di noi. Hai visto quando ci mettiamo insieme, eh, e poi dicono che non le sappiamo fare le sorprese.

La chiave gira nella toppa e…

Papà, io e la mamma abbiamo fatto il tiramisu. Ma è una sorpresa e tu non lo devi sapere.

E non posso nemmeno arrabbiarmi. Perché credetemi se vi dico che la mia capacità di non svelare le sorprese è forse anche peggiore della sua.

Siamo due gocce d’acqua, non c’è che dire. Almeno quando si tratta dei peggio difetti.

 

 

 

 

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4 comments to Come due gocce d’acqua – parte prima: la capacità di non svelare le sorprese

  • Elena  says:

    Buahahhaha quasi quasi se ne hai avanzato domani a Milano ci vengo..

    • robedamamma  says:

      Ah ah ah troppo tardi, giustiziato senza pietà! 😉

  • Vale - Bellezza Rara  says:

    Quando ci vediamo noi 4? Mi piacete un sacco insieme, dobbiamo frequentarci!!! 🙂

    • robedamamma  says:

      Vaaale!! Mi sto organizzando per il salone del libro ma sto valutando l’accompagnamento marmocchio! Dobbiamo vederci! Dobbiamo! 🙂

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