Robedamamma capitolo 17 – ovvero se ci fosse un analista in ascolto

I pomeriggi in casa con un marmocchio in età da disegno sono una vera fonte d’ispirazione. Ascoltare le complesse spiegazioni che sanno dare per ogni più piccolo scarabocchio, può lasciare estasiati. Talvolta, veramente, basiti.

Amore che cos’è questo cerchiettino rosa nell’angolo? 

Siamo io, te e papà che facciamo le foto sotto la Torre Eiffel mentre la gente passa e ci saluta.

Ambeh, scusa. La gente che saluta m’era proprio sfuggita.

Ma diciamocelo. Allo stato attuale dei fatti mia figlia è una schiappa a disegnare. Tanto quanto lo sono io. Forse pure peggio. Ma lei ha qualcosa che io non avevo affatto alla sua età: la capacità di rendere un tratto insignificante, e pure parecchio bruttino, un disegno ricco di tutti i dettagli che ci vede lei.

Una magia.

Altresì nota come sindrome del paraculo, la suddetta capacità consiste nello spacciare la propria incompetenza in talune materie come vezzo artistico e rara profondità intellettuale.

Ecco, tanto per dire, quando disegnamo insieme lei procede spedita improvvisando la qualunque. Non importa cosa viene fuori sulla carta, perchè tanto poi la spiegazione lascerà i più a bocca aperta.

A me invece scappa ancora quella goccia di sudore che m’imperlava la fronte alla sua età ogni volta che la maestra diceva …e ora disegno libero.

E io ci davo dentro, eh. Concentrazione massima, attenta selezione dei colori, sforzo immenso per trovare la giusta ispirazione. Poi passava la maestra e …bello, che cos’è, un cinghiale?

E no. Non era un cinghiale. Il più delle volte era la mia mamma vestita con la pelliccia (ai tempi usava molto).

Ma che meraviglia! Una talpa che scava una buca?

Era papà in poltrona che leggeva il giornale.

E fu così che, frustrazione dopo frustrazione, il mio talento (ahem??) artistico fu schiacciato da una forte inibizione che mi fece scegliere, nei molti anni scolastici seguenti, un solo ed unico soggetto per i miei disegni a mano libera: la casetta col comignolo che fumava.

Ero diventata un asso. Tanto che a volte, se me la volevo rischiare, mi azzardavo a fare pure le tende alle finestre. No, dico, arte a livelli superiori.

Forse è per questo che le invidio così tanto quella convinzione, mista ad una punta d’orgoglio, con cui sa descrivere i suoi orrori su carta. Lei non lo sa ancora che, con tutta probabilità, ha ereditato il mio senso artistico, ovvero la mia assoluta mancanza dello stesso. Capirà, col tempo capirà.

Per ora osserva i miei disegni e… Mamma. Davvero. È bellissimo!

Amore di mamma E quando si dice l’amore è cieco.

Bene a questo punto, tanto per farvi capire di che stiamo a parlà, è ora di condividere talune opere d’arte frutto dei nostri sforzi. E se ci fosse lì fuori un analista in ascolto… mi perdoni, dottore, ritiene ci sia ancora speranza?

Ma veniamo a me. Questo è quanto di meglio sono riuscita a fare in un pomeriggio di disegno libero…

E ancora mi chiedo com’è che all’Accademia d’arte non mi ci hanno voluta.

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7 comments to Robedamamma capitolo 17 – ovvero se ci fosse un analista in ascolto

  • Paola  says:

    Ciao! a me Ale sembra bravissima… considera che aveva poco più di tre anni quando ha partorito le sue opere, guarda che a scuola vedo cose ben peggiori… 🙂 vedrai che miglioreranno la specie, mio figlio sicuramente perché come me sicuramente non può fare 🙂 e comunque a parte gli scherzi, io che ho sempre “odiato” il disegno (un po’ per le tue stesse ragioni) se ora mi ci metto qualcosa di meglio riesco a fare… buona giornata!

    • robedamamma  says:

      ah ah, dici allora che c’è speranza migliori? no perchè io, se possibile, con gli anni son pure peggiorata! 😉

  • Irene  says:

    Ma guarda, qua siamo a livelli di paraculaggine artistica molto più accentuata… Astrattismo puro, proprio.
    Non so mai se insegnare almeno i rudimenti o se lasciarla libera… A non farlo mi sembra di non fornire strumenti utili, a farlo però forse limiterei la sua creatività?
    Complimenti a te per il paffuto porcellino!!

    • robedamamma  says:

      Ah ah, fantastico! Guarda io direi che lasciarli liberi di esprimersi è forse la cosa migliore. Certo detto da me che non so disegnare manco gli omini stilizzati pare un’opera di paraculaggine peggio della loro, eh? A presto 🙂

  • Silvia Cocco  says:

    Sarà che c’ero quando hai disegnato il maialino.. ma a me non pare per niente brutto?!?! 🙂 L’analista sarà disponibile anche per me???
    E per l’Ale..speriamo che continui a vedere il mondo intero dietro ad un cerchio o ad una linea..
    Un bacio grande!!!!!

    • robedamamma  says:

      Bellissimo augurio! Grazie di cuore!

  • Mamma Avvocato  says:

    Se può consolarti, io non sarei riuscita a fare nemmeno il maialino, che mi sembra bellissimo!
    MI sa che ho ancora meno capacità artistiche di te…povero nano mio!

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