“Francobollo Janet” e “Porta Pazienza Jack”

Janet e Jack avevano ormai raggiunto un’intesa perfetta.

Volubile e bisognosa di attenzioni lei (come d’altronde quasi tutte le donne del nostro pianeta), paziente e premuroso lui (come quasi nessun uomo sul nostro pianeta), Janet e Jack si erano conosciuti in un momento in cui le loro vite erano state sconvolte da profondi e irreversibili cambiamenti: la brusca interruzione della routine quotidiana, il distacco forzato dalle loro famiglie ed un ambiente sconosciuto a cui abituarsi.

Catapultati in questa nuova e dura realtà, soli e spaventati, Janet e Jack avevano stretto un legame profondo basato sul reciproco supporto morale.

Janet, meglio conosciuta come Francobollo Janet, per via della sua tendenza ad accozzarsi a mo’ di colla bostick a qualsiasi bipede dalle sembianze più o meno umane, aveva scoperto in Jack un compagno fedele, protettivo e tollerante ben oltre la media.

Jack, dalla sua, era di indole così caritatevole che aveva trovato pressoché impossibile ignorare il disperato richiamo d’aiuto della sua nuova compagna, tantomeno era riuscito ad impedirle di francobolizzarsi a lui. E così, in breve, era diventato il suo più grande amico e confidente, incarnando il suo ideale di perfezione maschile.

D’altro canto Jack c’aveva la maglietta dell’Uomo Ragno, a carnevale voleva vestirsi da Cow Boy e sua madre guidava una monovolume azzurro Puffo.

Come competere con tutto ciò?

Ma soprattutto Jack, all’alba del suo terzo compleanno, sapeva portare pazienza. Portava pazienza davanti agli altalenanti umori di una nana difficile, ai suoi martellanti (e spesso senza senso) dubbi esistenziali, espressi con una serie senza fine di “Pekkè?”, e alla sua capacità di lagnarsi per il 99% della giornata, mostrando una maturità ed un savoir faire più spiccati di qualsiasi altro bipede con cui Janet avesse mai avuto a che fare.

E insomma, come avrete capito, Jack è il nuovo idolo marmocchio. Compagno di classe, amico di gioco e forse anche oggetto transizionale, se non fosse stato per lui temo che l’esperienza marmocchia alla scuola materna si sarebbe trasformata nel più grande flop di tutti i tempi.

E forse Jack non lo sa, ma noi gliene siamo infinitamente grati!

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