Ricotta e poesia

Scena: interno – sera.

In cucina tre soggetti un po’ stropicciati stanno consumando un pasto frugale poiché reduci dall’abbuffata del millennio al Kaiten Sushi vicino a Paesello (ché Paesello magari non avrà la farmacia, però c’ha il Kaiten Sushi e a noi sta bene così).

 Davanti ad un piatto di pastina e ricotta la più nana dei tre ad un tratto posa il cucchiaio e, seria e profonda, con una certa nonchalance butta lì canticchiando:

 “Dimmi il tuo nome, con un solliso lo indosselò”. E poi, come se niente fosse, riprende a darci sotto con la ricotta.

 Pausa.

Quattro occhi allibiti fissano i due occhi profondi e saggi. E mentre le mascelle sfiorano il pavimento, nelle loro menti una sorta di registratore di cassa sta tentando di quantificare in quanto tempo potrebbero smettere di lavorare, trasferirsi in un paese tropicale e vivere mantenuti dalla Marmocchia poetessa.

 Tanto per la cronaca, no, i versi non sono suoi. Dopo una breve ricerca in internet ho scoperto che trattasi di canzoncina per nani che parla di amicizia  e che, tanto per darvi un’idea, finisce così: 

“Bello il tuo nome, mi piace perché

in un secondo mi parla di te”.

E insomma, il nostro sarà anche stato l’inserimento alla materna più lungo della storia, ma guardate un po’ che risultati!

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3 comments to Ricotta e poesia

  • Compagna di merende marmocchie  says:

    Confessa: in realtà frequenta la facoltà di filosofia!

  • dany  says:

    Vostra figlia è uno spasso!!!!!
    Baci

  • robedamamma  says:

    @ Compagna: non so se nella facoltà di filosofia rientra il repertorio di Checco Zalone! :-))
    @ Dany: ah ah riparliamone tra qualche mesetto!! :-p

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