La prima “carota” non si scorda mai

È domenica mattina e in una parco di periferia, con tanto di laghetto e paperelle, la nostra allegra famigliola sta facendo colazione.

Poco più in là una coloratissima giostrina ospita decine di marmocchi urlanti che, sulle note di “Ufo Robot“, “Johnny il Bassotto” e “Ilculettoèmioèmioperciò“, si stanno contendendo l’ambitissimo codino.

L’assonnata famigliola si avvicina alla giostrina e con un rapido calcolo, sebbene la mente sia ancora annebbiata, stima che la densità media di bipedi urlanti non è affatto bilanciata dalla presenza di un numero equo di bipedi accompagnanti. Vale a dire ci sarà sì e no un adulto ogni sette marmocchi.

Ciò può significare due sole cose: il tasso di natalità nei paesini limitrofi è sette volte superiore alla media nazionale oppure i genitori hanno piazzato i loro nani sulla giostra e se la sono data. La seconda ipotesi pare a tutti la più verosimile.

Qualche minuto più tardi sulla giostrina sfila, fra gli altri, una marmocchia formato mignon appollaiata su di un principesco destriero. Ha lo sguardo di chi non abbia ben capito lo scopo del gioco. Solleva la mano quando il codino si trova nel punto più alto e lo guarda perplessa quando il giostraio glielo piazza ad un palmo dal naso.

Poi però ad un tratto, colta da profonda ispirazione, si solleva sulle sue gambe piccole e tozze, allunga un braccio verso il codino, per l’occasione in formato carota, e con decisione lo strappa.

Lo stereo del giostraio sta suonando “la storia del passato ormai ce l’ha insegnato che un popolo affamato fa la rivoluzion” quando dagli spalti s’ode un urlo.

Una donna sulla venticinquina (ventiseina al massimo) è in preda ad evidente malore. Paonazza in viso sta cercando di articolare qualcosa. “Carota-figlia-mia-presa“, urla. “Presa-mia-carota-figlia” a tono ancora più alto.

Pausa. Ripende fiato, si alza e inizia a correre con le braccia alzate al cielo gridando a pieni polmoni “MIA FIGLIA HA PRESO LA CAROTAAAAAAAA“.

Orgoglio di mamma: segnare sul calendario il giorno in cui la tua Marmocchia è riuscita ad afferrare il codino per la prima volta. E sono soddisfazioni!

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3 comments to La prima “carota” non si scorda mai

  • Alessandra  says:

    Sto ridacchiando.. E son soddisfazioni si, vuoi mettere?
    Sei fortissima Vale!!

  • Michela  says:

    Son soddisfazioni anche riuscire ad articolare una frase mettendo nell’ordine giusto soggetto verbo e predicato, eh!
    Le ci son voluti ventisei anni di studio e quattro tentativi ma alla fine…!
    Madonna mia… poveri bambini… coraggio…

  • robedamamma  says:

    @Ale: son soddisfazioni, di sicuro sarà capitato anche a te!! 😉
    @Micky: Poveri bambini siiiii! Ah ah ah ah!! :-))

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