Giornate da mamma – terza parte

Ci sono giorni in cui l’universo intero cospira per rendere la tua vita indiscutibilmente improponibile e per certi versi a filo candid camera.

Passi per la giornata iniziata sotto l’acqua senza ombrello; passi per il tizio che sostava in quel di Crema procurandosi una multa che per errore veniva recapitata al Ninnatore; e passi pure che oggi è lunedì, il giorno in cui il mio rammarico per non aver scelto di fare la cantante rock o la ballerina classica è storicamente ai massimi livelli. Ma…

Alle ore 14.00 di oggi pomeriggio mi ritrovavo nel parcheggio della Auchan ad aspettare che la Marmocchia si destasse da un sonnellino improvviso e inderogabile che l’aveva colta tra il km 2 e il km 3 dalla partenza da casa di Nonna Avventura.

Dopo una breve clausura durata giusto il tempo di un week end, causa lieve influenza marmocchia, avevo un paio di commissioni da sbrigare. “La mamma fa veloce” avevo detto “e poi ti porta a casa a fare la nanna”. Sei secondi dopo uno Sgrunf dal sedile posteriore mi aveva fatto intuire che l’ora della nanna non poteva essere ulteriormente procrastinata.

Alle ore 14.30 annoiata e un po’ perplessa decidevo di trasferire la Marmocchia sul passeggino con la speranza che proseguisse la pennica concedendomi il tempo di sbrigare quanto dovuto.

Alle ore 14.33 la Marmocchia riemergeva dal passeggino rinfrancata dalla nanna ed esclamava “Coza fazzamo?”. Nell’ora seguente rincorrevo la Marmocchia ricaricata per l’intero ipermercato urlando come una pazza e attirando una serie di sguardi contrariati dei passanti. Peraltro senza portare a termine nessuna delle attività programmate.

Alle ore 16, sconfitta ed esausta, rientravo a casa trovando un Ninnatore febbricitante e paonazzo riverso sul divano a mo’ di coma etilico.

Per concedergli un po’ di riposo mi rinchiudevo in camera con la Marmocchia cercando di approfittare dell’autonomia didò per lavorare un po’ a pc. Due ore, una merenda e tre cambi di pannolino dopo, mi fermavo ad osservare il parquet della cameretta interamente coperto di tazzine da tè di Hello Kitty, vestiario vario di Ciccio, l’intera famiglia di paperelle da bagno, oltre ad un centinaio di minicaccole rosa.

L’ira materna si abbatteva sull’indisciplinata Marmocchia sfoderando uno dei tanti Senon di cui ultimamente faccio largo uilizzo.

“Senon riordini immediatamente, niente più didò per una settimana” tuonavo.

“Vabbene” rispondeva lei, piegandosi alla mia Indiscussa Autorità.

Tre secondi dopo riprendeva imperterrita a giocare.

Senon riordini immediatamente, niente Ciccio per due settimane” azzardavo consapevole che per essere un’Autorità Indiscussa bisogna pur osare.

“Vabbene” replicava distratta e indaffarata.

“Va bene… riordini?” chiedevo più mite che indiscussa.

“No, vabbene niette Ciccio e niette didò!”

Marmocchia 1 – Autorirà Indiscussa 0

Alle ore 19 mi recavo in cucina per preparare la cena. Passando dal soggiorno un occhio cadeva su un groviglio di coperte spalmato sul divano dal quale affiorava una mano a reggere una borsa del ghiaccio. Un mugugno mi schiariva le idee: ah già, il re di Nannolandia è capitolato!

Alle ore 21 dopo una cena disastrosa, urla sovrumane e minacce di ogni genere, la Marmocchia si sopiva nel lettino.

Sul divano, delirante e ancor più paonazzo, giaceva stramazzato il Ninnatore. Accanto a lui la mia giovinezza di spensierato cazzeggio esalava forse il suo ultimo respiro.

Related Post

5 comments to Giornate da mamma – terza parte

  • Manu  says:

    No Vale ti prego……..ho le lacrime agli occhi…
    come mi rivedo…con i famosi SENON……ma al patatino fanno un baffo…..e quindi mi ritrovo piegata a raccogliere ogni genere di gioco con la scopa in una mano, lo straccio nell’altra e in bocca qualche rimasuglio…..

  • robedamamma  says:

    Manu, potremmo incontrarci e minacciarci tra noi a colpi di SENON! così giusto per darci una parvenza di autorità visto che a Marmocchia e Patatino sembrano non fare alcun effetto!

  • Manuela  says:

    Io mi dico sempre
    “ciò che non ti uccide, fortifica!” e giornate come queste da una parte fanno rimpiangere i tempi in cui casa, marito e figlio erano un gioco da adulti, e molto poco accattivante, dall’altra ti permettono di affermare con certezza che un pochino di didò spalmato sul pavimento e un marito completamente in preda ad un’esagerata ed esasperata malattia degenerativa, rendono la vita per niente noiosa……

    E poi il giorno dopo è sempre meglio (Si spera!!!)
    Un saluto al Ninnatore (spero guarito), alla spettacolare Marmocchia e a te in particolare!!!!!!!!!!!!!!

  • Manu  says:

    Concordo con te Manuela…..se fino ad un attimo prima non ne potevi + di questa vita, un nano secondo dopo (tralasciando sorrisini, abbraccini vari) sei orgogliosa di tutto quello che hai creato….
    ma che fatica!!!!
    Vale, urli, sbraiti e poi cosa succede? che il patatino mi ride in faccia e quindi…scoppio a ridere anch’io e tutta questa fermezza di cui andavo fiera si sgretola come un castello di sabbia……

  • robedamamma  says:

    E forse il bello sta proprio lì!

Rispondi