Giornate da mamma – prima parte

Esco di casa in anticipo e piuttosto di buon umore, galvanizzata dal venerdì e dalla mia momentanea condizione di madre-marmocchio-free. Non c’è nemmeno troppo freddo ed inizia ad albeggiare.

Ore 7.35 con il motore rombante infilo la salita dei box: lo sento, oggi sarà una splendida giornata.

Ore 7.36 nel vialetto di casa vengo bloccata da una manovra di parcheggio un paio di macchine più avanti. Il primo conducente inizia a strombazzare, poi si rassegna e prende a fare retromarcia.

Ore 7.37 il secondo guidatore si accoda prima allo strombazzamento, poi alla retromarcia.

Ore 7.38 occorre la mia collaborazione. Oggi sono di buon umore, niente clacson, farò retromarcia. Uno sguardo allo specchietto: non c’è nessuno.

Ore 7.38 e 3 secondi: SCHRAAASCH! Acc… forse qualcuno c’era.

Ora, la versione 1.0 di me (quella ante-marmocchiam) sarebbe scesa dalla macchina inveendo nell’ordine contro il conducente parcheggiante, i due guidatori in retromarcia e il pensionato in cerca di scavi da guardare che passava di lì. Poi sarei andata dritta dal tizio tamponato insultandolo perché si trovava dietro la mia macchina senza preavviso (voglio dire, manco una raccomandata a.r. per preannunciare la tua presenza, andiamo, non si fa). Risultato: una rissa di paese, parole pesanti e minacce nemmeno poi tanto velate.

Ma ora no. La versione 2.0 di me (quella post-marmocchiam) dispone di avanzatissime applicazioni che meglio si adattano a situazioni del genere. E in osservanza agli insegnamenti marmocchi di cui al post precedente mi comporto come segue:

7.39 scendo dalla macchina settata in modalità “paraculo” e accorro verso il conducente dell’auto tamponata. “Mi perdoooni” inizio a belare dissimulando una profonda agitazione. Il tizio esce dalla macchina col sopracciglio alzato. “Come staaaa, si seeente bene?” miagolo prendendogli confidenzialmente il braccio. “Le gira la testa? Si sente svenire?” chiedo accoratamente. In realtà il mini urto non sarebbe bastato a stordire una formica ma, si sa, un uomo tamponato da una donna sarebbe in grado di fargli causa per milioni di euro e perfettamente calata nel ruolo offro al tizio la mia più completa disponibilità a rimediare all’accaduto.

Intanto sul luogo del misfatto sopraggiungono un pensionato ultraottantenne (ce ne è sempre uno nei dintorni di un tamponamento, forse per contratto) e i due conducenti avanti a me. “Se ghè success” domanda il nonnetto. “È tutta colpa della mia negligenza” piagnucolo senza ritegno, coprendomi il volto con le mani. “Voi non immaginate com’è dura per noi mamme: il lavoro, i figli, la casa, i conti da pagare..“. Lascio andare un singhiozzo che strazia tutti i presenti. Il pensionato esorta il tizio a lasciarmi andare. “Non vede che è una così brava ragazza?“, lo ammonisce e sospetto che se avesse un ombrello glielo suonerebbe in testa.
Lui mi guarda allibito. Il sopracciglio è ancora alzato. Un’occhiata al paraurti e mi fa cenno che è tutto a posto. Sale sul veicolo probabilmente pensando “E così c’è gente che fa uso di sostanze stupefacenti anche prima delle otto di mattina“.

Non c’è niente da dire, Marmocchia docet: paraculare è meglio che curare.

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4 comments to Giornate da mamma – prima parte

  • Paola  says:

    ma sei davvero tu? o ti nascondi sotto mentite spoglie??? sinceramente non ti ci vedo a piagnucolare, ma che dire se ti ha salvato dal peggio….baci….

  • robedamamma  says:

    Eh eh, divento un’allieva modello di mia figlia!

  • Michela  says:

    HAhahahahaha qual sottile forma di persuasione… 🙂
    Il primo che mi rifila la storia del “bimbo innocente” lo mando da te… 😀

  • Daniela  says:

    Valeeeeeee non ci credo!!!!!!!Ma veramente hai fatto tutto ciò??????? ;o)

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